Caso Unar, come costruire notizie false a tavolino

Le notizie si possono costruire a tavolino? Certamente, soprattutto se c’è una regia dietro e se il lancio viene affidato a chi non è giornalista e quindi non deve sottostare ad alcuna deontologia e alla verifica delle fonti.

Le Iene ha attaccato l’ufficio antidiscriminazione UNAR mandando in onda un servizio tendenzioso costruito ad arte per indignare l’opinione pubblica.

I soldi dello Stato finanziano la prostituzione gay? No, visto che lo Stato, attraverso i bandi Unar finanzia una serie di progetti specifici con nobili finalità e verifiche puntuali. Ma dove sarebbe la notizia se non ci fosse il discredito voluto?

Ricordate quando Mattino Cinque mandò in onda un orrido servizio nel quale si prendeva in giro il giudice del processo Berlusconi per i suoi calzini colorati? Nel servizio de Le Iene si sbeffeggia il Direttore (ora ex, si è dimesso) dell’Unar Francesco Spano per il suo cappotto arancione. Il Direttore viene fermato per strada, rincorso, molestato e accusato di conflitto di interessi per avere la tessera dei circoli Anddos, alludendo in modo becero e violento ad una sua presunta omosessualità e frequentazione di quelle saune dove si praticherebbe anche sesso a pagamento. Il finto giornalismo d’assalto di Filippo Roma ha violato la sua privacy, dimenticando tra l’altro di dire che i soldi vengono assegnati da una commissione di cui Spano neppure fa parte.

Non è lasciato nulla al caso, c’è un disegno mediatico volto a processare un certo tipo di ambiente gay per contrapporlo a quello delle unioni civili. Altro che coppiette felici che si vogliono sposare per vedere tutelato il loro amore, i gay fanno solo orge e pagano prostituti in locali finanziati dallo Stato. Questo è il messaggio che Le Iene ha fatto passare e che il mondo fascista e clericofascista sta ribadendo aggiungendoci un carico di insulti, calunnie, falsità intollerabile. Le Iene ha fatto il lavoro sporco e ora le destre stanno lucrando sulla nostra pelle.

La trasmissione Matrix di ieri sera era solo il secondo step del discredito. Non è stato chiarito nulla, si è dato solo voce a chi vuole demolire l’Unar e gettare fango sugli omosessuali.

La verità, che uscirà solo quando ormai nessuno parlerà più di questi fatti e magari l’ufficio antidiscriminazione Unar sarà giù stato smantellato, è che non c’è mai stata alcuna notizia: sono stati finanziati progetti specifici e nessuna sauna gay. Qualcuno a quel punto si renderà conto che è stato attuato un vero e proprio killeraggio mediatico e policito, ma Spano non sarà riabilitato e i danni di calunnie e notizie infondate non saranno pagati da nessuno.

Forse, se qualcosa di irregolare si vuole trovare è una questione legata al fisco. Saune e locali sono attività commerciali mascherate da associazioni e circoli per non pagare tasse? Non sono esperto, ma che in strutture che risulano associazioni ci sia un bel giro di soldi non è una novità. Pensiamo alla Chiesa, con tutte quelle strutture di foresteria esentasse che non sono altro che alberghi dove si paga con sostanziose offerte. Ma questa è un’altra storia, e niente ha a che vedere con quella del servizio de Le Iene.

C’è una precisa volontà di criminalizzare le associazioni LGBT per dirottare fondi pubblici altrove e al tempo stesso ridimensionare gli effetti sociali delle unioni civili. Vi sembra un caso la polemica montata sul programma di RaiTre Stato Civile? Vi sembra un caso che ogni rigurgito di squallore fascista dei soliti estremisti clericabili trovi sempre sponde fertili sui media?

Il caso UNAR è parte di un disegno più grande che colpisce la libertà sessuale di ognuno di noi, alimenta la facile indignazione ignorante populista e colpisce direttamente l’omosessualità, demolendo gli effetti positivi delle unioni civili. Aggiungo un elemento di riflessione: questa vicenda evidenzia alcune fragilità delle nostre associazioni incapaci di fare rete e sostenersi al di là dei personalismi. Ambiguità che prestano il fianco ad attacchi chirurgici come questi. Perché non è che siamo tutti eroi senza macchia, eh?!

Se omosessuale non è naturale

Ci risiamo. Le Sentinelle in piedi, in cerca di visibilità visto che nessun giornale serio si occupa più di loro, decidono di manifestare a Sanremo. Motivo della loro impietrita ostentazione di fissità neuronale è la presenza al Festival di due ospiti troppo gay e con troppo senso paterno secondo i loro standard: Ricky Martin e Tiziano Ferro.

Ricky Martin ha due figli avuti ricorrendo alla pratica (legale in Usa e Canada) della GPA e Tiziano Ferro è colpevole di aver dichiarato che gli piacerebbe diventare padre.

Il loro comunicato è un delirio di inesattezze, insulti alla minoranza già discriminata LGBT e fandonie circa la pratica della gestazione per altri.

Se volete bearvi di una lettura fantasy della ricostruzione delle ultime edizioni del Festival godetevi il testo nel quale le Sentinelle annunciano la manifestazione sabato 11 febbraio.
Come leggere il Signore degli anelli dal punto di vista di Sauron. Continua a leggere “Se omosessuale non è naturale”

La dottoressa alle grandi manovre 

Ho deciso di scrivere questo post quando, pensando a Silvana De Mari, la dottoressa entrata prepotentemente nell’olimpo dei cattomofobi italiani più agguerriti, mi è venuto un soprannome: ani ruggenti.

Silvana De Mari è un medico chirurgo, specializzato in endoscopia e psicologia cognitiva, scrittrice di libri fantasy (Amorth, quanto mi manchi!), che nelle ultime settimane si è lanciata in dissertazioni su omosessualità e sesso, lasciandosi andare a considerazioni piuttosto controverse, suggestive e deliranti che hanno attirato l’attenzione dei media.

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Da Stato Civile a stato clericale: l’alibi di dio per insultare e minacciare

Ci vuole un gran coraggio ad affermare che un programma come Stato Civile, in onda, in replica su RaiTre intorno alle 20.10 voglia indottrinare gli spettatori beoti della tv italiana.

Ci vuole una certa avventatezza a dichiarare che la Rai è ostaggio delle lobby gay, le quali detterebbero legge e quindi imporrebbero un programma di mezz’ora nel quale mostrare la storia di alcune coppie omosessuali alle prese con la celebrazione delle loro unioni civili.

Ci vuole spregiudicatezza ad avviare una raccolta firma per bloccare il programma (cinque puntate in replica, quindi praticamente terminato) ed imporre la visione della famiglia tradizionale, come già avviene per il 99% della programmazione di show, fiction, giochi.  Continua a leggere “Da Stato Civile a stato clericale: l’alibi di dio per insultare e minacciare”

Se la Lega non vuole rispettare la legge

Una sindaca leghista fa il suo dovere e celebra l’unione civile tra due uomini, il suo partito minaccia di cacciarla. Non sia mai che si rispetti la legge e si riconosca dignità a una coppia omosessuale, vero?

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Maria Scardellato, sindaca di Oderzo

È accaduto qualche giorno fa a Oderzo, in provincia di Treviso. Maria Scardellato eletta pochi mesi fa tra le fila del Carroccio ha fatto semplicemente ciò che ogni rappresentante locale dello Stato dovrebbe fare, eseguire le disposizioni della legge italiana. Siccome in questo Paese però tutto vale tutto, la dignità delle persone può essere calpestata impunemente e chiunque può permettersi di dire che alcuni cittadini, solo in virtù del loro orientamento sessuale, devono essere discriminati. Pertanto, chi non mette in atto la discriminazione non rispettando la legge andrà incontro a ritorsioni. Continua a leggere “Se la Lega non vuole rispettare la legge”

Unioni civili, com’è rivoluzionaria la felicità 

Ora che vi potete sposare anche voi farete il grande passo?

Questa frase, pronunciata una mattina nell’ascensore che conduce in ufficio mi ha spiazzato. A dirla con un largo sorriso è un collega con il quale ho poca confidenza, padre di due figli, credente.

Giangi, se ti sposi voglio assolutamente essere presente…

Stavolta a farmi sgranare gli occhi è una collega impegnata da sempre in parrocchia, così casa e chiesa da avere anche un’immagine di Padre Pio sulla scrivania. Da quando l’istituto delle unioni civili è stato approvato con il clamore mediatico che abbiamo vissuto, sono stato sconvolto dalla reazione delle persone comuni, gente che credevo lontana e disinteressata, quando non ostile. Continua a leggere “Unioni civili, com’è rivoluzionaria la felicità “

Il Papa, simpatico criminale e la bufala gender

Ricompattare il fronte cattolico estremista diviso da esibizionismi personali e derive fasciste?

Messaggio ai cattolici moderati affinché l’argomento “gender” entri nei media e diventi argomento di dibattito?

Semplice delirio dettato dall’ignoranza e dalla saccenza? Continua a leggere “Il Papa, simpatico criminale e la bufala gender”

Ho visto che il futuro non fa affatto paura

Ho visto la gente in piazza, oggi. Quella di Bologna, tanta e variopinta. Ragazzi, tanti ragazzi, ma non solo loro, perché sarebbe facile pensare che la battaglia per l’uguaglianza dei diritti civili riguardi solo i ventenni. Ho visto quarantenni, cinquantenni, anziani, tutti cittadini con il desiderio di condividere l’urlo di una ferita aperta da troppo tempo e che è diventata cronica infezione.

20160123_160036-1Ho visto semplicità, gioia di ritrovarsi senza necessariamente gli orpelli di un palco dal quale cercare visibilità mediatica. C’erano tutti quelli che contano all’evento SvegliatItalia di Piazza Nettuno, ma erano tra la folla, perché non è più tempo di appendere cappelli al chiodo dell’interesse politico, ora è necessario stringersi e urlare a chi sarà a Palazzo Madama a decidere per noi che ci siamo, esistiamo e non smetteremo mai di pretendere ciò che ci è dovuto come cittadini italiani ed europei. Continua a leggere “Ho visto che il futuro non fa affatto paura”

Cattofascisti: ma chi paga?

Hanno imparato ad usare la rete e lo sanno fare meglio di noi. I cattolici fondamentalisti hanno studiato, si sono guardati intorno e si sono dati da fare. Hanno invaso i social, rimpallano i contenuti di quei loro quattro, cinque siti amici e sono riusciti a fare lobby, ciò che il movimento LGBT pare non saper più fare.

Non è mica un caso se personaggi ambigui hanno trovato notorietà e spazio anche nei salotti televisivi più popolari dai quali insultano senza vergogna e senza contraddittorio. Hanno stretto alleanze politiche, si muovono in gruppo e sono solidali. Riescono a rendere più virali di quel che pensiamo i loro contenuti, perché raggiungono le famiglie nelle parrocchie (e in Italia, lo sappiamo, il catechismo lo frequentano praticamente tutti i bambini), a scuola (l’ora di religione con insegnanti scelti dal vescovo ma pagati da noi), nelle associazioni (la maggior parte, in Italia sono di ispirazione cattolica se non clericali).
Quella parte importante di solidarietà sociale che lo Stato ha delegato alla Chiesa attraverso la Caritas, il volontariato, l’assistenza, le iniziative di intrattenimento, si sta ritorcendo contro di noi.

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