Se la Chiesa non vuole riconoscere la mia apostasia

Dovevo farlo prima, ma sono pigro. La procedura di sbattezzo è un dovere civico per chi, come me, non solo non crede nel dio propinato dalla Chiesa cattolica, ma si considera nemico di quell’istituzione che ancora oggi non lesina a considerare gli omosessuali disordinati, contronatura, sbagliati, peccaminosi.

Ho sbagliato, perché mi sembrava che chiedere la cancellazione dell’avvenuto battesimo significava dare importanza ad un atto nel quale non credo. Invece, dare un segno concreto della propria disobbedienza è un segnale importante, uno schiaffo a chi, dall’alto della propria intoccabile superbia, si erge a giudice e impone bellamente la sua morale repressiva.

A fine settembre ho inviato il modulo con richiesta di sbattezzo alla parrocchia dove 42 anni fa mi fu impartito il primo sacramento. In data 4 ottobre mi ha risposto la Curia vescovile respingendo tale richiesta.
Questa è la lettera che ho ricevuto:

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Discriminazione di Stato: “Aboliremo le unioni civili”

Sono usciti allo scoperto per cavalcare gli slogan dei cattofascisti e ingraziarsi i voti dei tanti cittadini che in questi anni hanno spaventato a suon di bufale.

Il centrodestra ha gettato la maschera. Dopo le dichiarazioni della fondamentalista cattolica Roccella e quelle di Meloni e Salvini, anche Berlusconi ha detto che metterà mano alle unioni civili.

Il fiore all’occhiello della legislatura uscente, la grande conquista dei diritti da parte dei cittadini omosessuali grazie a persone coraggiose e caparbie come Monica Cirinnà e Sergio Lo Giudice, potrebbe essere spazzata via per fare un favore alle gerarchie vaticane, ai fascisti ringazzulliti e agli analfabeti funzionali.

E’ sconcertante solo che utilizzino i diritti civili di una minoranza (che non è uguaglianza, ma almeno ci si avvicina) per fare propaganda. In un Paese sano, con valori quali il rispetto e l’uguaglianza chi osasse annunciare la reintroduzione della discriminazione di Stato verrebbe linciato, costretto a rinunciare alla sua candidatura con tanto di scuse. Da queste parti, invece, è probabile che la radicalizzazione delle opinioni trovando nella comunità LGBT un capro espiatorio per ogni problema farà da volano per la conquista della maggioranza parlamentare.

Siamo alle prese con una destra finta come la faccia del suo leader, un condannato che non può essere candidato e che non potrà diventare Capo del Governo. Un leader che ha trascinato il Paese nella peggiore crisi economica dal 1929 affermando con noncuranza ma quale crisi che i ristoranti sono tutti pieni!. Lui, che insieme ai suoi sgherri vuole far credere che l’Italia sia un far west in balia di bande di beduini criminali ospitati dalla Presidente della Camera Boldrini e dal Pd. Una stronzata talmente colossale che meriterebbe una pernacchia e invece trova consensi in frange ampie di italiani con la memoria più corta di un cardellino, beoti rincoglioniti dalla peggior cronaca di Retequattro, disposti a credere a ogni balla idiota letta sui social piuttosto che a quello che vivono quotidianamente.

Ma la realtà è un’opinione ed è più facile credere al pericolo gender, spauracchio buono per tutte le stagioni, invenzione dei cattofascisti che lo sventolano come la bandiera nera dei pirati all’assalto del buon senso. E la minaccia dell’ideologia gender funziona sempre, perché non esistendo è sfuggente e adattabile a ogni cosa.

Non si tratta semplicemente di essere ipocriti. E’ facile dire che Berlusconi (due matrimoni falliti, cene “eleganti” con minorenni e frequentazioni discutibili), Salvini (matrimonio fallito, convivenza fallita con figlio) e Meloni (figlio fuori dal matrimonio, convivenza) non sono certamente campioni della famiglia tradizionale di cui vorrebbero essere alfieri. Il punto non è la loro ipocrisia, che è evidente quanto ridicola. Il problema è proprio il coraggio spudorato di sostenere che una minoranza di cittadini debba essere discriminata e sia giusto che abbia meno diritti in virtù del suo orientamento sessuale.

Lo scandalo è questo, non la loro vita privata, che testimonia solo quanto la legge sul divorzio sia necessaria e intoccabile. Come puoi basare la tua azione di governo, gli impegni che buoi assumerti sull’abolire ciò che di buono hanno fatto gli altri prima di te? Stai vendendo fumo, anzi, gas tossici.

E la gente, quella gente che è pronta a votarli, è desiderosa di affidarsi a qualcuno che prometta la luna. Non gliene importa niente se è una promessa che puzza di marcio e se si dovrà passare sopra al cadavere degli altri. “Ci vuole pulizia”, “Quando c’era lui”, “Ha fatto anche cose buone”. C’è una tragica voglia di Mussolini che impesta l’aria e rende la politica irrespirabile. Se poi ci si mette anche la sinistra a candidare nemici della civiltà come Casini al posto del bravo Lo Giudice, con puntigli da bambini incapaci di fare una coalizione credibile, allora davvero c’è solo da sperare nel caos totale.

E sì, perché chiunque vinca si finisce male. Se vince il centrodestra ci ritroviamo i più corrotti, ipocriti, squallidi al potere. Se vince il Movimento5Stelle avremo a che fare con il festival degli incapaci, elefanti in negozi di cristallo che affermano di tutto e il contrario di tutto, che faranno danni su danni senza neppure rendersene conto.
E il centrosinistra, sempre più centro e meno sinistra è riuscito nell’incredibile risultato di bruciare la credibilità ottenuta con una seppure timida rinascita economica, troppo impegnata a litigare tra vecchi matusa e giovani rampanti per rendersi conto che il Paese allo sbando li sceglieva quali capri espiatori per problemi inesistenti.

Allora è meglio che non vinca nessuno, che le elezioni portino a un pareggio generale e che non si formi nessun governo. Meglio star fermi che buttarsi nel burrone.

In ogni caso, se avete dubbi su chi votare: se siete omosessuali, lesbiche, trans, bisessuali, se avete amici, parenti, conoscenti omosessuali, se simpatizzate e credete che l’uguaglianza tra cittadini non sia un concetto vuoto ma il fondamento dello stato civile votate a sinistra, votate Pd o una lista ad esso collegata. Non ci sono alternative, non c’è altro modo per impedire la catastrofe di un Parlamento di incapaci che sceglieranno un Governo che demolirà quei pochi, timidi diritti per i quali abbiamo festeggiato solo pochi mesi fa. Meglio cercare di pareggiare, che perdere miseramente nella competizione elettorale più squallida di tutti i tempi.

 

 

Agesci, cosa accade se un capo scout sposa il suo compagno?

Cosa accade se un capo scout si unisce civilmente con il suo compagno? Se l’omosessualità esce dalla sfera privatissima e diventa pubblica? Che scopre il vaso di pandora e rivela al mondo l’inadeguatezza imbarazzante di un’associazione, l’Agesci che non sa scegliere tra il bene dei ragazzi e il favore della Chiesa. Continua a leggere “Agesci, cosa accade se un capo scout sposa il suo compagno?”

Come si costruisce una bufala omofoba e si istiga alla violenza

La strategia è sempre la stessa: insinuare, insultare, spaventare. È facile quando il tuo target di riferimento non ha gli strumenti per capire dove finisce la verità e inizia la calunnia. E così, testate lontane parenti acquisite del giornalismo, vanno a caccia di occasioni per spargere odio e diffondere falsi allarmi.

Vi racconto uno degli ultimi casi, fulgido esempio di come gli estremisti cattolici nascondono dietro una croce i loro comportamenti squadristi. Continua a leggere “Come si costruisce una bufala omofoba e si istiga alla violenza”

In Cecenia sono tutti maschi 

E’ la storia che ritorna, quella che in tanti non conoscono e che citano spesso a sproposito. La storia di una persecuzione fatta di arresti, torture, violenze sistematiche, campi di concentramento. Le notizie che giungono dalla Cecenia sulla violenza alle persone omosessuali ci riportano al periodo fascista, così dannatamente simile nell’avversione e nella stupida convinzione che l’omosessualità si possa estirpare. Continua a leggere “In Cecenia sono tutti maschi “

Caso Unar, come costruire notizie false a tavolino

Le notizie si possono costruire a tavolino? Certamente, soprattutto se c’è una regia dietro e se il lancio viene affidato a chi non è giornalista e quindi non deve sottostare ad alcuna deontologia e alla verifica delle fonti.

Le Iene ha attaccato l’ufficio antidiscriminazione UNAR mandando in onda un servizio tendenzioso costruito ad arte per indignare l’opinione pubblica. Continua a leggere “Caso Unar, come costruire notizie false a tavolino”

Se omosessuale non è naturale

Ci risiamo. Le Sentinelle in piedi, in cerca di visibilità visto che nessun giornale serio si occupa più di loro, decidono di manifestare a Sanremo. Motivo della loro impietrita ostentazione di fissità neuronale è la presenza al Festival di due ospiti troppo gay e con troppo senso paterno secondo i loro standard: Ricky Martin e Tiziano Ferro.

Ricky Martin ha due figli avuti ricorrendo alla pratica (legale in Usa e Canada) della GPA e Tiziano Ferro è colpevole di aver dichiarato che gli piacerebbe diventare padre.

Il loro comunicato è un delirio di inesattezze, insulti alla minoranza già discriminata LGBT e fandonie circa la pratica della gestazione per altri.

Se volete bearvi di una lettura fantasy della ricostruzione delle ultime edizioni del Festival godetevi il testo nel quale le Sentinelle annunciano la manifestazione sabato 11 febbraio.
Come leggere il Signore degli anelli dal punto di vista di Sauron. Continua a leggere “Se omosessuale non è naturale”

La dottoressa alle grandi manovre 

Ho deciso di scrivere questo post quando, pensando a Silvana De Mari, la dottoressa entrata prepotentemente nell’olimpo dei cattomofobi italiani più agguerriti, mi è venuto un soprannome: ani ruggenti.

Silvana De Mari è un medico chirurgo, specializzato in endoscopia e psicologia cognitiva, scrittrice di libri fantasy (Amorth, quanto mi manchi!), che nelle ultime settimane si è lanciata in dissertazioni su omosessualità e sesso, lasciandosi andare a considerazioni piuttosto controverse, suggestive e deliranti che hanno attirato l’attenzione dei media.

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Da Stato Civile a stato clericale: l’alibi di dio per insultare e minacciare

Ci vuole un gran coraggio ad affermare che un programma come Stato Civile, in onda, in replica su RaiTre intorno alle 20.10 voglia indottrinare gli spettatori beoti della tv italiana.

Ci vuole una certa avventatezza a dichiarare che la Rai è ostaggio delle lobby gay, le quali detterebbero legge e quindi imporrebbero un programma di mezz’ora nel quale mostrare la storia di alcune coppie omosessuali alle prese con la celebrazione delle loro unioni civili.

Ci vuole spregiudicatezza ad avviare una raccolta firma per bloccare il programma (cinque puntate in replica, quindi praticamente terminato) ed imporre la visione della famiglia tradizionale, come già avviene per il 99% della programmazione di show, fiction, giochi.  Continua a leggere “Da Stato Civile a stato clericale: l’alibi di dio per insultare e minacciare”