Omosessuali in croce

“Io ho tanti amici gay e non vogliono i diritti che voi reclamate!”

Quante volte abbiamo sentito o letto questa frase? Vi fa rabbia? A me sì, ma non penso che sia completamente campata in aria. In certi ambienti cattolici fatti di associazioni e movimenti più o meno integralisti non è raro trovare una Foglia di fico, cioè un omosessuale credente che cerca la redenzione seguendo la morale sessuale della Chiesa. Sono fondamentali per confermare le idee omofobe che vogliono gli omosessuali come affetti da un male curabile, ma dal quale non vogliono guarire. Dei peccatori, contenti del loro stato di lontananza dal Creatore. Le foglie di fico offrono testimonianze preziose del loro impegno per uscire fuori da una condizione non scelta e dolorosa e rassicurano tutti del fatto che è giusto che lo Stato non riconosca in alcun modo le coppie gay e non garantisca loro alcun diritto. Ritengono che la castità sia l’unica via percorribile per arrivare a Dio, e la offrono come sacrificio, perchè quella maledetta attrazione omofila altri non è che una prova che il Signore mette loro davanti per arrivare a Lui.

Loro potrebbero essere quelli rappresentati nel ridicolo manifesto della neonata pagina Facebook Omo non gay, ma vivono la loro condizione con riservatezza e dolore nello stretto ambito del gruppo parrocchiale del Rinnovamento dello Spirito o del Cammino Neocatecumenale cui appartengono e che li illude che presto o tardi la Fede li trasformerà. Non prenderebbero mai un’iniziativa di gruppo su un social. Perchè non sono un gruppo, innanzitutto. Vivono isolati dagli altri malati e la vergogna che provano non contempla la visibilità.

Quella pagina omofoba e patetica è chiaramente un fake che dà la cifra di quanto può essere pericoloso l’odio mascherato da valori che celano solo paura e discriminazione.

Accanto alle foglie di fico ci sono gli Equilibristi del compromesso. Sono quei gay che cercano disperatamente di coniugare il loro essere attratti da persone dello stesso sesso con i valori cristianofamigliari tramandati dai genitori. Vivono la loro sessualità ma di nascosto, spesso in battuage per fugaci bottarelle senza impegno, e non è raro incontrare qualcuno con una doppia vita: fidanzato (o sposato) con una bella ragaSSa per la facciata pubblica, checca sessuomane di notte per sfogare la frustrazione di una vita insoddisfacente.

Gli equilibristi sono di norma nascosti, salvo qualche amico fidato col quale parlare di tanto in tanto. Non frequentano gruppi di amici omosessuali e per la famiglia sono scapoli impenitenti perchè ancora non hanno trovato quella che fa mettere la testa a posto (o l’hanno trovata, ma poi il richiamo della giungla è troppo forte).

OMO NON GAY2ugualiLoro accettano l’omosessualità e non pensano possa cambiare, ma non la considerano “normale”, si considerano diversi e come tali si comportano. Gli equilibristi sono quei gay contrari al matrimonio egualitario, perchè il matrimonio certifica la  famiglia e può essere solo quella dei loro genitori, che, proprio in nome del giusto rapporto padre/figlio sono tenuti all’oscuro della dimensione più intima del figliolo. Non credono nell’amore omosessuale e se si trovano in una relazione, deve comunque essere con qualcuno che condivida le stesse paure e si nasconda agli occhi del mondo. Gli equilibristi sono ricattabili. Il timore di una telefonata a casa per avvertire papi è sempre in agguato e paventano catastrofi se si dovesse mai spargere la voce che sono villici dell’altra sponda: “i miei ne morirebbero”, “perderei il lavoro”, “sarei socialmente morto”, e via dicendo.

Il più delle volte queste paure sono infondate, atavico alibi per mascherare le proprie insicurezze, il mancato compimento di un percorso di accettazione che si articola in tre punti fondamentali.

1) Scoperta e consapevolezza dell’omosessualità.
Quando vi siete accorti di avere attrazione per gli amichetti del vostro stesso sesso? A dieci anni, tredici, quindici? Con le prime pulsioni un bambino coglie immediatamente che qualcosa non va in lui rispetto a quanto gli hanno sempre detto i genitori. Si scopre diverso dagli altri e sa benissimo cosa vuol dire essere frocio. Alle scuole elementari i ragazzini sono più scafati di quel che si possa pensare. Dalla scoperta alla consapevolezza di essere gay passa un po’ di tempo, e se non si hanno genitori davvero accoglienti e aperti o, peggio, sono bigotti spaventati dalla vita è ovvio che il bambino si chiuderà sempre più in sé stesso.

Informazioni laiche ed essenziali fin dagli ultimi anni delle scuole elementari sarebbero utilissime per rassicurare chi scopre un orientamento diverso da quanto atteso e prospettato dalla famiglia, e aiuterebbero a prevenire discriminazione e bullismo. I cattofascisti parlano di “ideologia gender” e omosessualizzazione dei bambini, in realtà nella loro ignoranza pensano che il fatto che ti piaccia un altro uomo sia una malattia contagiosa che si possa trasmettere solo parlandone. Una chiusura mentale criminosa verso i loro stessi figli, abbandonati nella solitudine e nei sensi di colpa crescenti.

2) Accettazione dell’omosessualità
Dopo la scoperta, la paura, l’isolamento scatta qualcosa. Ormai si è ragazzi, ci si scopre più forti e magari si fanno anche le prime esperienze sessuali. L’omosessualità non è più una infausta sorpresa, ma un’opportunità. Se il percorso di conoscenza di sé, coadiuvato da una buona famiglia, procede bene, si accetta il proprio orientamento sessuale in quanto percepito come una caratteristica di sé e non un ospite sgradito. Sarebbe il momento giusto per parlare di sessualità e prevenzione delle malattie nelle scuole superiori. Cos’è l’HIV? Come si contrae? Come si previene il contagio? Non si vuole certo spingere i ragazzi a far sesso, ma informarli e spiegare che, se certamente la castità ti previene dall’Aids ma ti rende un represso schizoide, il preservativo, se ben usato, è una sicurezza per evitare tante malattie.
Se ne parla nelle nostre scuole? Ovviamente no, perchè la Chiesa (e i suoi rappresentanti politici) non vuole. Sempre meglio l’ignoranza, vero?

3) Condivisione dell’omosessualità
Se il percorso di scoperta dell’omosessualità procede con serenità diventa spontaneo raccontare di sè agli altri. Agli amici più stretti, ma soprattutto ai famigliari. E’ il coming out. Negare a un padre e una madre la conoscenza di un aspetto così importante di un figlio vuol dire non riconoscere loro la capacità di amarlo nonostante la sorpresa, e non avere fiducia in chi ti ha dato la vita. I casi di genitori che non accettano l’omosessualità del figlio e arrivano a cacciarlo di casa sono una dolorosa realtà, ma decisamente minoritaria rispetto ai tantissimi casi nei quali, dopo un periodo di sconcerto, paura, magari anche rifiuto, i genitori si accorgono che quel ragazzo che ti ha detto che ama un altro maschio e non una femmina, è sempre il tuo Giacomino e che in fondo l’avevi sempre saputo.

Sapete cosa accade quando queste tre fasi non sono vissute pienamente? Si rifiuta e reprime l’attrazione omosessuale e si abbracciano le teorie di coloro che ti prongono soluzioni alternative. Si può uscire dall’omosessualità? Certo, la Terapia riparativa fa per te visto che afferma che è tutta colpa di un papà assente e una madre invasiva e che puoi “ritornare” a una sana eterosessualità recuperando un rapporto desessualizzato con il genitore e gli altri maschi. Poi ci sono quelli che vedono il sesso come un peccato mortale e quello gay in particolare come un’offesa personale a Dio. Per loro ci vuole un bell’esorcismo, che allontanerà le tentazioni demoniache.

Dunque, è impossibile che un omosessuale che rifiuta in qualche modo il suo essere tale possa voler aprire una pagina come “Omo non Gay” per  difendere la famiglia tradizionale dagli attacchi di quei maledetti omosessualisti. Piuttosto pregano in silenzio dopo un fugace incontro in un parcheggio, oppure per trovare giustificazione ad una relazione clandestina senza futuro, o per chiedere per l’ennesima volta al Creatore di cambiare oggetto di quell’attrazione che è una condanna eterna a una voluta infelicità.

 

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5 thoughts on “Omosessuali in croce

  1. Ma io continuo a non capire perchè ci sia così tanta gente che costeggia il lato von Masoch della propria esistenza! Lasciami vivere laicamente e non pretendere di indirizzare la vita degli altri. Non vuoi unirti civilmente? Nessuno ti obbliga. Vivi in altro modo la tua vita, preferisci l’astensione e l’ascetismo? Ok ma BASTA credere di avere tutte le risposte perché segui una religione. Abbi dubbi. Sempre. Soprattutto stai sereno, non sarai mai perfetto come il tuo Dio e questo ti genererà sempre frustrazione. Prova a pensare che a Lui non interessa il tuo orientamento sessuale e, come un bravo padre, vorrebbe vederti sereno e non pieno di paure,livore e odio.

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  2. Inanzitutto sono davvero quattro gatti questi presunti gay che si dichiarano contro i diritti civili ai gay, ma poi soprattutto è facilissimo STRONCARLI rispondendo “Io ho tantissimi amici etero che non la pensano assolutamente come voi etero omofobi, e che sono invece assolutamente favorevoli al matrimonio egualitario”. Sono infinitamente di più gli etero favorevoli al matrimonio gay di quanti siano i quattro gatti gay contrari a esso, quindi abbiamo ragione noi.

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    1. Certo che sono pochi, ma all’interno di una organizzazione che ne fa feticcio e li usa come esempio di possibile redenzione. Che la società sia molto più avanti di religioni e politica è un dato di fatto, come il problema che incidono enormemente e in modo ingiusto sulle nostre vite

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