Gli intolleranti siamo noi

Noi non facciamo le vittime, noi siamo vittime. Non dimentichiamocelo mai quando gli omofobi hanno il coraggio di affermare che siamo intolleranti e non rispettiamo il loro pensiero.
Gli omosessuali sono una minoranza che in Italia è evidentemente discriminata, in quanto non solo non ha gli stessi diritti della maggioranza eterosessuale, ma è oggetto di sberleffo (se ci va di lusso), insulti e violenza.
Gli episodi di discriminazione e intolleranza sono all’ordine del giorno, come il caso dello scontrino della pizzeria pugliese che riporta il commento del cameriere “mi raccomando so’ ricchioni”, riferito ad alcuni clienti ritenuti gay.
Dare del ricchione è un insulto. Né una provocazione, né un affettuoso nomignolo. E’ una di quelle parole usate per offendere e questo era l’intento del cameriere. Il padrone della pizzeria si è giustamente scusato con i clienti, ma non è l’episodio in sé a destare scalpore, quanto il vespaio di commenti che la diffusione della notizia sulla stampa ha generato.

I gay sono dei rompicoglioni.
I gay sono intolleranti.
Che palle sti gay che non stanno mai al posto loro.
E questi sono i più gentili, gli altri mi fanno troppa rabbia per poterli riportare.
E’ un ribaltamento della realtà sconcertante. La minoranza omosessuale non solo non vede riconosciuti diritti elementari quali quello di sposare il compagno con le conseguenze civili e sociali che ciò comporta, ma è arrogante e fastidiosa se prova ad alzare la voce davanti ad un’offesa o discriminazione.
Qualcuno sui social ci prova a minimizzare dicendo che gli omofobi vanno ignorati, perché sono pochi e se gli dai spago fai il loro gioco. Ma attenzione: intolleranti, ignoranti, destrorsi, cattolici estremisti non sono affatto pochi e diffondono il contagio con beceri slogan, una morale da oratorio e instillando ataviche paure.
L’origine dell’odio è da ricondurre principalmente alla morale religiosa cattolica, che trova la sua espressione più violenta in gruppi di fanatici organizzati in associazioni che costituiscono l’esercito oscuro e deviato del Vaticano. I cattofascisti, come li chiamo io, sono laici e consacrati che operano nelle parrocchie, in testate giornalistiche (e nei tanti siti omofobi che credono di fare informazione), nelle scuole attraverso l’ora di religione (o in quelle private) e via dicendo.
Loro, e la sequela di adepti ignoranti e stupidi, sono il sintomo del degrado culturale e sociale che l’Italia sta vivendo. L’insofferenza nei confronti di chi viene percepito come diverso (per orientamento sessuale, razza, credo, opinioni) è una causa da un lato della crisi economica che inasprisce gli animi e fa ricercare la causa del malessere in chi ovviamente non c’entra nulla. Dall’altro da una vera e propria campagna d’odio subdola e vigliacca che la Chiesa e i politici conniventi hanno posto in essere da quando i paesi europei intorno a noi hanno legiferato su matrimonio egualitario e adozioni.
L’Italia non deve fare la fine della Spagna, del Portogallo e della Francia. Bisogna reagire. Ed ecco che hanno iniziato a parlare di ideologia gender, una minaccia globale posta in essere dalla lobby omosessuale per destabilizzare la famiglia e distruggere quindi la società dal suo fondamento naturale, l’essere uomo e donna.
Niente di più falso, questa ideologia non esiste, infatti basta una ricerca su Google per scoprire che di “gender”, inteso come lo intendono i cattofascisti, ne parlano solo loro. E’ una voluta confusione sulle Teorie di Genere, il complesso di studi scientifici sulla sessualità umana che ha portato OMS a non ritenere l’omosessualità una malattia, ma una normale variante delle caratteristiche umane.
Eppure si moltiplicano i convegni nelle parrocchie, si stampano opuscoli e libri sul misterioso e dannosissimo tema e anche politici di Governo (come il sottosegretario Toccafondi)  ravvisano il pericolo dell’ideologia gender che si insinua subdolamente nella società per corromperla.
Tutto può finire sotto questo ombrello gigante, come l’iniziativa dei libretti U.N.A.R. antidiscriminazione e bullismo rivolti agli insegnanti, ma ritenuti una corruzione degli studenti. Realizzati dai professionisti dell’Istituto Beck in base a indicazioni scientifiche riconosciute sono diventati l’occasione per lanciare l’allarme generale e creare il caso dal quale partire. Non solo il progetto è saltato per intervento del Governo italiano (sempre inginocchiato davanti alla Chiesa tradendo la sua vocazione laica), ma ogni occasione ora è perfetta per gridare all’attentato!
La famiglia è in pericolo, i gay la vogliono distruggere partendo proprio dai bambini innocenti!
E’ sempre colpa dei gay, anche quando (come nel caso UNAR) non c’entrano proprio nulla. Lo scopo degli omofobi è proprio questo: depotenziare qualsiasi richiesta di riconoscimento di diritti urlando al complotto contro la famiglia. In questo modo è il nucleo composto da uomo+donna+figli a essere minacciato e da difendere strenuamente. Ovviamente, nessuno può spiegare come il riconoscere un’unione omosessuale dovrebbe distruggere quella eterosessuale… a meno che queste non siano così sessualmente precarie da poter improvvisamente preferire un entusiastico e improbabile viaggio sull’altra sponda!
Il cerchio si chiude, ora sono gli eterosessuali le vittime degli omosessuali. Altro che omofobia, si deve piuttosto parlare di eterofobia!
Noi gay diffondiamo il “gender“. Noi vogliamo distruggere la società. Noi vogliamo confondere i loro figli per frocizzarli e farne accoliti del male. Come se educare i ragazzi alla diversità, insegnare loro che il rispetto e la dignità altrui sono principi da non trasgredire e spiegare che alterità è ricchezza e non peccato li porterebbe a scoprire e abbracciare l’omosessualità. Gli omofobi credono ancora che si diventi gay entrando in contatto con i gay o anche solo affrontando l’argomento.
Siamo una lobby che ha circuito l’informazione se osiamo protestare se qualcuno ci rimette al nostro posto (con le parole o con i fatti, che si sa che spesso ce la cerchiamo). Noi omosessuali siamo intolleranti, perché non accettiamo la discriminazione che ci meritiamo in quanto diversi.
Dobbiamo reagire. Gli omofobi hanno una potenza di fuoco impressionante, ma rinchiuderci nei nostri recinti dorati (associativi, ricreativi,…) non ci salverà. Questi sono prodromi gravi che segnalano la tendenza sempre più forte a guardare alla comunità GLBTQI come il capro espiatorio di ogni male. Chi ha studiato un po’ di storia sa che questo fenomeno è ricorrente. Gli ebrei non sono finiti nei forni da un giorno all’altro. Prima è stato necessario creare una mentalità che riteneva loro l’origine di ogni male della Germania in crisi. Nei campi di concentramento ci sono finiti anche gli omosessuali, e quando leggo certi commenti, certi articoli d’odio su Avvenire, Tempi, Nuova Bussola, e le risposte livorose ed esaltate degli utenti omofobi dei social mi chiedo quanto tempo mancherà perchè un politico non pensi di cavalcare l’onda proponendo una legge che limiti un po’ i diritti civili dei fastidiosissimi e intolleranti gay, mentre li addita quali unici responsabili di una crisi economica che affama tutti e reclama la sua vendetta.
berlino
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19 pensieri riguardo “Gli intolleranti siamo noi

  1. Ricordo il mio insegnante di religione che definiva l’omosessualità “un egoismo” con il tono magnanimo di chi perdona un grave peccato.
    L’unica cosa in cui io dissento è l’uso della parola tolleranza, per la sua connotazione negativa. I gay non devono chiedere tolleranza. Si tollerano situazioni sfavorevoli o dannose. L’omosessualità non lede in nessun modo la vita degli altri. Noi vogliamo il rispetto dovuto a qualsiasi essere umano .
    Ovviamente non è un discorso rivolto a te direttamente. Capisco l’intenzione del tuo discorso e lo condivido.

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    1. e io condivido ciò che scrivi tu.

      Sulla visione della Chiesa e in particolare su quanto afferma il suo Catechismo conto di farci un post, mescolando la mia esperienza a ciò che conosco piuttosto bene.

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  2. Se fossi omofobo, queste tuo post non mi farebbe di certo cambiare idea. Anzi, mi irriterebbe.
    Vogliamo irritare gli omofobi o farli cambiare?
    Perché se si vuole debellare l’omofobia non è certo criticandola che la si debella.
    Così ricevi solo il like di chi la pensa come te.

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  3. Io scrivo semplicemente ciò che penso e non credo proprio che sia sufficiente leggere un post per cambiare le proprie convinzioni omofobe.
    Piuttosto, provo ad analizzare un fenomeno che ritengo molto preoccupante ed è basato su menzogna e ignoranza e cerco di proporre un punto di vista che può essere utile ad un lettore, spero, disposto a interrogarsi.
    Dei like non me ne faccio nulla, visto che collezionandoli non vinco manco una padella.

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          1. Gli omofobi, come puoi leggere da quanto ho scritto, inventano casi e diffondono odio e menzogne contro le persone omosessuali. E se permetti la cosa mi riguarda direttamente.
            Ignorarli significa lasciare che la Chiesa con i suoi adepti continui a far credere che i gay e le lesbiche siano persone pericolose da mettere a tacere in qualsiasi modo.
            Tutto ciò non può essere ignorato, fallo tu se ritieni giusto farlo, ma quando non l’omosessualità sarà illegale come in altri Paesi del mondo potrai solo rimproverare te stesso.

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  4. Hai un compagno? Siete tutelati dal Paese nel quale risiedi e per il quale paghi le tasse? Hai anche tu una classe politica composta da Buonanno, Binetti, Bindi, Alfano, Giovanardi…? Leggi anche tu quotidianamente sui giornali le esternazioni della Chiesa, dei suoi rappresentanti, dei suoi adepti?

    Magari nessuno mai ha parlato con te in merito al tuo orientamento sessuale, se vivi nascosto e nessuno sa niente di te di certo non sarai oggetto di episodi di omofobia e discriminazione. Oppure sei solo stato molto fortunato. Ciò non toglie che il punto è un altro: quello che ho scritto nell’articolo è vero oppure no?

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