Una bimba, due mamme, tre cuori uniti e tanti che non sanno e non vogliono vedere

Da un lato la sentenza che riconosce per la prima volta in Italia la stepchild adoption in una famiglia omogenitoriale. E si può discutere sulla bontà di una famiglia composta da due madri o due padri, sulla mancanza di figure educative duali complementari e sulla scelta di mettere al mondo un bambino in maniera non convenzionale. Ognuno ha le sue idee sull’argomento. Ma poi ci sono le reazioni dei privati sui social network e della stampa in particolare che stravolgono il fatto (e quindi fanno cattivo giornalismo) a uso e consumo di un’ideologia estremista e assoluta. Invece di raccontare l’episodio di cronaca per quello che è (e magari commentarlo da più punti di vista), confondono le acque e creano allarmismo attraverso interventi a senso unico.

In breve: il Tribunale di Roma dispone l’adozione per la madre non biologica di una bambina di 5 anni, nata con fecondazione eterologa avvenuta in Spagna, dove l’adottante ha sposato (in nozze non valide in Italia) colei che poi, con un progetto genitoriale condiviso, è diventata la madre biologica della bimba. L’esigenza di tutelare la bambina in caso di scomparsa della madre biologica (l’altra madre, considerata tale per la bambina, non ha alcun diritto per lo Stato italiano) ha portato le donne ad agire per vie legali. Il ricorso è stato accolto sulla base dell’articolo 44 della legge sull’adozione del 4 maggio 1983, n. 184, come modificata dalla legge 149 del 2001, che prevede l’adozione in casi particolari, ovvero nel “superiore e preminente interesse del minore”.

Ecco, la stessa legge parla di “Supremo interesse”, non diritto, come leggo da più parti. Il nuovo slogan dei cattolici estremisti e di coloro che condannano le coppie omogenitoriali è che “privando” il figlio di una figura si lede il suo diritto ad avere un padre e una madre. Ma non esiste questo diritto, né nella Costituzione italiana, né tantomeno nell’ordinamento legislativo. E se ci pensiamo è un bene o vivremmo in una società aberrante, dove se non si corrisponde ad un determinato modello di perfezione si è puniti con la sottrazione dei figli.

Sei una madre single? Ti tolgo il bambino, perchè non puoi crescerlo da solo, gli stai facendo un torto.

Siete una giovane coppia con figli e muore improvvismante un genitore? I bambini hanno diritto ad avere mamma e papà e quindi li sottraiamo alla famiglia per farla adottare da una che rispetta tali principi.

E il legame di sangue che i cattolici invocano continuamente quando parlano di gestazione per altri (usando la frase offensiva e scorretta di “utero in affitto”)? Quel legame tra il donatore di sperma e l’ovocita, la cui scissione per questi idealisti della naturalità rappresenta una privazione insostenibile per il frutto di cotanto mercimonio? C’è una contraddizione evidente, dunque. Una delle tante causate dalla religione vissuta in maniera estrema, fariseistica, abbracciando ciecamente dettami che poco hanno di ispirazione divina, molto di biecamente umano.

In questi due giorni ne ho lette delle belle. Tutti, e dico tutti gli omofobi, sono spaventati perchè credono che il Tribunale abbia creato un nuovo diritto e bypassando il Parlamento istituzionalizzato le adozioni da parte dei gay. Basta leggere alcuni titoli di testate cattorientate:

Adozione per coppia gay, sentenza choc
Roma. Tribunale dice sì ad adozione per coppia gay. Sorpresi? Noi no
Giudici sfascia-famiglia, politica umiliata
La strana giurisprudenza dell’adozione gay all’italiana

Gli interventi dei privati su Twitter ricalcano tutti i contenuti di questo tipo di articoli. E chiaramente distorcono i fatti.
In particolare, si può porre attenzione a come Avvenire tratta la notizia. Parlo di questo quotidiano, perchè è uno di quelli più diffusi e tra i canali distributivi ha il vantaggio di coprire numerose parrocchie. I toni del quotidiano sono da subito allarmistici, il titolo parla di sentenza shock e fa credere che un Tribunale abbia deciso di concedere adozione di un bambino a due gay. Non è così, come sappiano bene, e, come è ovvio, la sentenza riguarda solo quella coppia di genitori, non si applica anche ad altre, come invece avviene se fosse stata varata una legge sulla stepchild adoption.

Importante notare come tutti gli articoli correlati a quello portante (che è un’intervista tutto sommato equilibrata a Melita Cavallo, presidente del Tribunale dei minori di Roma), vadano nella stessa direzione.

adozionegay_Avvenire

 

I commenti di coloro che intervengono sulle pagine del blasonato quotidiano cattolico sono appartenenti alla cerchia dei soliti clericali e hanno il compito di smontare la sentenza facendo passare il giudice come qualcuno che ha sostanzialmente deviato dalle sue funzioni e che l’ha fatta fuori dal vaso finendo per fare un torto proprio alla minore che aveva il compito di tutelare. Non esiste contraddittorio, non sia mai riportare l’opinione di qualche esponente del mondo omosessuale, potrebbe condizionare il pensiero unico cattorientato e instillare dubbi nel lettore tipo di Avvenire. Meglio lasciare la parola a: Giancarlo Cerrelli, vice-presidente dei Giuristi cattolici, omofobo fiero e dichiarato, attivissimo sul web e in tv per diffondere menzogne sulla realtà omosessuale. Francesco D’Agostino, docente di Filosofia del diritto all’Università di Roma Tor Vergata e presidente dell’Ugci (Unione giuristi cattolici italiani). Dulcis in fundo, monsignor Mauro Cozzoli, ordinario di Teologia Morale nella Pontificia Università Lateranense. Chi più competente di lui per parlare di diritti lesi della bambina?

E i nostri preparatissimi politici sono forse stati a guardare, rispettando la sentenza di un giudice? Giammai, sono stati invece lesti nel cogliere la palla al balzo e racimolare qualche secondo di apparizione nei tg e nei giornali. Se fossero così attivi anche nel fare gli interessi dei cittadini l’Italia dominerebbe il mondo!
Il gioco “chi la spara più grossa vince” funziona sempre. il twitterissimo Maurizio Gasparri scrive che la sentenza del Tribunale è una “decisione eversiva denunceremo giudici,violata Costituzione”. Eversiva? Violata la Costituzione? La sentenza è motivata da una legge dello Stato e il Tribunale si è limitata ad applicarla, dunque non solo il termine “eversivo” è fuori luogo, ma anche la tirata in ballo della Costituzione appare davvero gratuita.

adozionegayGASPARRI

Capolavoro di prontezza di riflessi e di volgarità gratuita è dei soliti “Fratelli d’Italia”, partito destroide evanescente e insignificante, ma imbattibile quanto a spazzatura pubblicitaria.

adozionegay

Notare la pericolosa frase su sfondo giallo in fondo al manifesto. Fratelli d’Italia propone una legge di iniziativa popolare contro le adozioni per le coppie gay. Odio avere sempre ragione, ma ce l’ho, come nel paragrafo conclusivo del mio post precedente.

Questi sono solo alcuni esempi di come l’informazione e la politica di parte sia pronta a stravolgere una notizia e a strumentalizzarla per un tornaconto personale, per scatenare un conflitto sociale latente che punta a criminalizzare il mondo GLBT e a farne un pericolo per la società. I toni di Avvenire, le reazioni stracciavestiti dei cattolici sui social e la furbizia volgare e ignorante dei politici omofobi contribuiscono ad allargare quella frattura con chi non ha tutele e diritti e viene visto con odio pregiudiziale. Che la Chiesa abbia dichiarato guerra alla minoranza GLBT è ormai sotto gli occhi di tutti.

Ognuno è libero di pensare che un figlio non possa crescere sano ed equilibrato in una famiglia omogenitoriale, che senza la duplice figura maschile e femminile non si possa educare bene un bambino al quale viene a mancare un riferimento fondamentale. Recenti studi dicono il contrario, ma non è questo il punto. Come non lo è tirare in ballo la capacità o meno di essere un buon genitore. Non ci sono corsi per diventare padri e madri e si impara ad esserlo strada facendo. Può essere un cattivo genitore sia un eterosessuale che un omosessuale.
Non contesto chi ritiene che il meglio per un figlio sia stare in una famiglia eterosessuale tradizionale. Ognuno è libero di avere l’opinione che si merita! Il cuore di questa storia è che la sentenza è una presa di coscienza da parte delle istituzioni dell’esistenza delle famiglie omogenitoriali e della necessità che esse hanno di essere tutelate. Vanno tutelati i figli di famiglie non convenzionali (dove per “convenzione” intendo la maggioranza dei casi) e quei genitori di cuore, che pur non avendo contribuito con il proprio DNA sono babbi e mamme a tutti gli effetti. Hanno condiviso il desiderio di avere un bambino, hanno progettato e concretamente contribuito a realizzare un sogno e, infine, hanno cresciuto ed educato il frutto di quell’unione. E’ il bisogno di donare quell’amore così grande che trabocca dalla coppia e che si concretizza in una nuova vita che porta due uomini e due donne ad intraprendere un percorso così difficile.

Nessuno, alto prelato, fine giurista, illustre politico che sia, può mettere in dubbio che quel triangolo di cuori legato non da un freddo e circolare DNA, ma da un bollente e inesauribile fiotto d’amore sia una famiglia. E ogni famiglia è da tutelare, ancor più perchè nel nostro Paese manca una legge che protegge non solo il genitore di cuore, ma soprattutto il bambino, che allo stato attuale, meschinamente e ipocritamente, continua a essere figlio di padre/madre ignoto.

A nessuno, dunque, venga in mente che, solo perchè una famiglia omogenitoriale non corrisponde alla sua idea di cristallina e apparente perfezione, si possa allontanare quella bambina dalle sue due mamme e affidata a due santi genitori eterosessuali. Un conto è un’opinione, condivisibile o meno, un altro è decidere per gli altri, imponendo a forza un modello unico e violentando la libertà di chi cerca di realizzare il suo progetto di vita e di felicità.

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10 pensieri riguardo “Una bimba, due mamme, tre cuori uniti e tanti che non sanno e non vogliono vedere

  1. Articolo scritto molto bene, anche se non sono affatto d’accordo con i contenuti.
    Ma devo dire che da come parli dell’argomento, si capisce che il discorso ti sta a cuore e che sei guidato dal desiderio di verità, di giustizia e di bene. Questa, secondo me, è una cosa molto importante.
    Pazienza se non ci capiremo forse mai su questi argomenti: l’importante è non parlare solo per difendere idee, ma con ciò che viene davvero dal cuore e con il desiderio di arrivare al vero bene di tutti.
    Con stima, Marco.

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  2. Caro Ribelle, leggi le bellissime cose che scrive Massimo Recalcati sulla genitorialità e in particolare sulla paternità (cfr. “Patria senza padri”, Minimum Fax): ti darà utili e autorevoli argomenti da contrapporre alla marmaglia cattolica che purtroppo vincerà ancora (e inesorabilmente) in questo Paese di farisei e ipocriti.

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  3. …ma il vero problema, caro Gianluigi, non è tanto (o solo) la stampa cattolico-clericale insieme alle sue emanazioni pseudo-laiche e politiche, il vero cancro sta nella quasi totale afonia di chi dovrebbe o vorrebbe esprimere posizioni realmente progressiste, nello specifico di chi dovrebbe o vorrebbe stare dalla parte di questa coppia, delle sue bambine e del Tribunale romano che ha emesso la storica sentenza!
    Che il clericume e i conservatori facciano il loro mestiere, credo sia praticamente ovvio; che in giro non si sentano/leggano/esprimano posizioni radicalmente diverse permettendo così un vero confronto di idee e posizioni, è quel che mi preoccupa molto, molto di più.
    Va bene dunque levare le nostre flebili voci (che comunque rischiano pateticamente di essere semplici sfoghi a uso e consumo personale e di amici che la pensano come noi) contro gli attacchi conservator-clericali, ma DOVE SONO intellettuali, giornalisti, uomini di spettacolo, opinion leader vari che si professano “progressisti”?? Come mai tacciono o, se parlano, non viene dato loro alcuno spazio degno di nota dai media mainstream? Come mai l’unica Testata nazionale di grossa diffusione che dà ampio spazio alle nostre posizioni è solo il “Fatto”?? Le televisioni e i frontmen che ci lavorano, gli uomini di spettacolo in generale, come mai sono tutti ossequiosamente allineati!??
    Aldilà di questa vicenda, la cosa davvero preoccupante è l’assenza totale di pluralismo che contraddistingue l’informazione italiana. E non basta certo internet con la sua scarsissima diffusione rispetto alla media OCSE (social a parte, ma questi fanno più danni alle nostre cause che bene!) a controbilanciare gli “old media” che costruiscono ancora la cosiddetta “opinione pubblica” in Italia…
    C’è davvero di cui preoccuparsi per il presente e per il futuro della nostra “democrazia”, ormai avviata a ricalcare il modello russo-cinese.

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  4. Ciao Luca. Hai centrato, credo, il problema principale del nostro Paese. La classe politica, che influenza i media, e se la politica è serva del Vaticano, vuol dire che finisce per esserlo anche il mondo culturale e mediatico che dipende dal Governo per avere voce.
    Sono codardi? Certo. Fanno i loro giochini di nascosto per mantenere una rassicurante posizione di potere? Certo.
    Ma è proprio questo il nostro guaio più grande. Una classe politica ignorante, corrotta, stupida che è incapace di liberarsi dal gioco clericale e portare avanti il bene comune.
    E’ avvenuto in Spagna, quando i cittadini hanno dato ampio mandato a Zapatero. Ma da noi il maggior partito che potrebbe davvero cambiare le cose è un’accozzaglia di posizione antitetiche che paralizzano qualsiasi iniziativa e spingono al ribasso ogni possibile compromesso.
    Dovremmo noi cittadini essere davvero alternativi al momento del voto e scegliere per una volta l’alternativa vera ad un modo di concepire la politica che ha portato l’Italia al collasso.
    Ma i cittadini lo possono fare se le loro fonti di informazioni sono schiave di chi ha tutto l’interesse a restare al suo posto?
    No.

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