Recidivo e ribelle, contro il Catechismo infame

 

Il Catechismo della Chiesa cattolica è un volumazzo di oltre 900 pagine, la summa del credo e delle opinioni su ogni aspetto della  religione e della vita. E’ stato promulgato nel 1992 e ancora oggi è il riferimento principale per essere buoni cristiani e osservanti fedeli dei precetti della Chiesa. E’ alla base dell’insegnamento della religione fin dalla scuola elementare e permea l’obbligatoria dottrina per prepararsi alla Comunione e alla Cresima. Il Catechismo è la base di tutto ciò che le chiese fanno quotidianamente e di quanto la Chiesa afferma in via ufficiale e non ufficiale.

La prima parte del documento tratta la Fede nel suo specifico teologico. La seconda l’aspetto liturgico della Fede stessa, quindi la manifestazione del Credo. La terza entra nel merito della vita del fedele e dei fenomeni quotidiani ordinati secondo quei principi di fede, mentre l’ultima riguarda la preghiera.

Ciò che da sempre mi sta più a cuore è proprio la terza parte, quella che parla della vita di ognuno e che propone delle norme  di comportamento. Non mancano alcuni paragrafi sull’omosessualità, posti subito dopo le “offese alla castità“. Quelle poche righe rappresentano il manifesto ideologico della Chiesa e la fonte di ispirazione delle tante dichiarazioni di ostilità ai diritti civili e alla piena dignità delle persone GLBT.

Sono un recidivo, perchè più volte nel corso della mia vita mi sono confrontato con questo testo e sempre da angolazioni diverse. Al termine di un travagliato percorso però ho trovato uno stabile equilibrio che ha fatto di me un nemico giurato della Chiesa stessa. Oggi sono un recidivo perchè torno a leggere quei passi che tanto mi hanno fatto male in passato, ma con una coscienza diversa, finalmente libera, laica e disincantata. E sono orgoglioso di poterlo fare.

seminarista+sfranta

2357 L’omosessualità designa le relazioni tra uomini o donne che provano un’attrattiva sessuale, esclusiva o predominante, verso persone del medesimo sesso. Si manifesta in forme molto varie lungo i secoli e nelle differenti culture. La sua genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile. Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, [Cf Gen 19,1-29; Rm 1,24-27; 2357 1Cor 6,10; 1Tm 1,10 ] la Tradizione ha sempre dichiarato che “gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati” [Congregazione per la Dottrina della Fede, Dich. Persona humana, 8]. Sono contrari alla legge naturale. Precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati.

Le prime righe sembrano innocue, si descrive cos’è l’omosessualità e non c’è scritto che è una malattia. Ma attenzione, l’omosessualità è indicata come “attrattiva sessuale“, non identità. Non esiste la “persona omosessuale”, ma colui che ha una particolare attrattiva. Non sei un omosessuale, dunque, ma un eterosessuale con un problema. Figuriamoci poi se potremmo mai trovare un riferimento all’amore! Per il Catechismo l’amore è ben altro ed è specificato a proposito del rapporto con Dio e dell’unione famigliare coniugale.  Sappiamo tutti, però che essere gay non è solo una questione di sesso, ma anche di sentimenti. L’attrazione (e non attrattiva) comprende anche la psiche, il sentimento, l’innamoramento e la voglia di condividere. Il paragrafo però parla di omosessualità solo da un punto di vista sessuale, mai sentimentale o identitario. Tu fai l’omosessuale, non lo sei.

Continuando a leggere trovo un errore concettuale: [l’omosessualità] si manifesta in forme molto varie lungo i secoli e nelle differenti culture. Non è così, perchè l’attrazione e l’amore verso persone dello stesso sesso non sono mai cambiate. L’omosessualità è stata chiamata in modi molto diversi nel tempo e la società si è rapportata alla minoranza diversa in base alle credenze del periodo storico. Solo con l’avvento delle religioni monoteiste dal potere temporale è stata vista come peccaminosa, infatti non è un caso che Islam e Cristianesimo abbiano una visione comune su questo argomento.

La genesi psichica dell’omosessualità è in gran parte inspiegabile. E’ vero e ciò confuta quanto dicono gli estremisti a proposito della possibile cura dell’omosessualità. Se è inspiegabile come puoi curarla? Come puoi guarire da ciò che non puoi neppure spiegare e comprendere appieno? Anche l’eterosessualità è inspiegabile, ma non la consideriamo certamente sbagliata.

sacerdoteEntriamo nel vivo del paragrafo, la considerazione che ha la Chiesa dell’omosessualità. Nel testo prova a parlare citando le Sacre Scritture e se osserviamo bene, non c’è un solo riferimento ai quattro Vangeli. Se anche vogliamo considerare la Bibbia come un riferimento autorevole (per un non credente non è altro che un insieme sconclusionato di racconti uniti forzosamente), ci accorgiamo che Gesù Cristo, vero Uomo e vero Dio, ritenuto tale dai cattolici, non ha mai detto nulla in proposito. L’omofobo e probabile omosessuale represso Paolo nelle sue lettere parla di gravi depravazioni, ma ricordiamo che quei documenti sono inseriti tardivamente tra le scritture ispirate da Dio. Al di là dei riferimenti al grottesco Levitico e ad altri libri dell’Antico Testamento, il Catechismo parla di una generica Tradizione, quindi l’insieme di documenti scritti dalla Chiesa lungo i secoli. Insomma, la fonte principale della Chiesa per affermare che gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati è la Chiesa stessa.

Il meglio, anzi il peggio arriva dopo, con affermazioni violente, offensive, gratuite riferite agli “atti omosessuali“. Come sempre, si parla di sesso: Sono contrari alla legge naturale. Precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati.

Ci vorrebbe un libro intero per parlare di legge naturale. E’ un concetto filosofico, non religioso. La definizione di “natura” trascende l’ambito credenziale, per abbracciare altre discipline non strettamente scientifiche.
Un omosessuale esplicitando un atto non manifesta una tendenza che deriva dalla natura? Se non conosciamo ancora la genesi psichica come possiamo affermare che l’omosessualità sia contronatura? E che vuol dire “contronatura”? Anche vestirsi lo è, mettersi gli occhiali, assumere medicinali. La legge naturale è l’alibi per condannare ciò che esula dall’ordinario, dall’unica strettissima via indicata dalla morale cattolica, quella del sesso all’interno del matrimonio eterosessuale aperto alla trasmissione della vita. Tutto quello che è altro è sbagliato, quindi disordinato, contrario alla legge naturale.

Ma perché prendere come parametro il dono della vita? Non ha senso una contrapposizione tra rapporti fecondi e non fecondi, perché allora una coppia sterile non dovrebbe averne e sarebbe condannata alla castità. Hanno valore, dunque solo quei due/tre rapporti che nel corso della vita generano un figlio? L’atto sessuale risponde a un desiderio, alla ricerca del piacere e alla voglia di dare piacere alla persona amata. La Chiesa ha sempre utilizzato la dominazione di questo istinto primordiale come arma principale per “possedere” il suo fedele, per dominarlo. Controllando la parte più intima e personale della persona, la religione ha potere anche su quella più razionale. Da questa considerazione discende il giudizio tranchant che afferma che gli atti omosessuali non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. E’ un pregiudizio, palese e dichiarato. Un istinto che porta a far sesso con soddisfazione con un’altra persona è di per sé complementare e ha poco senso parlare di buchi e chiodi, no? Anche perché ognuno usa i suoi attrezzi come più gli aggrada e della disapprovazione di un’organizzazione che al suo interno presenta una percentuale di omosessuali repressi imbarazzante possiamo anche fare a meno. E’ una questione di credibilità, e la Chiesa non lo è affatto.

2358 Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente prete1001radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione.

Il secondo paragrafo spinge l’acceleratore sul giudizio gratuito e immotivato. Si parte, come sempre in modo indeterminato e impreciso: Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Numero non trascurabile che vuol dire? Come si può esprimere un giudizio di valore senza neppure conoscere ciò che afferma in proposito la scienza o per lo meno la statistica? Kinsey parlava di almeno un 5% di persone omosessuali. Altri studi confermano questa percentuale. La Chiesa a cosa fa riferimento?
La frase prosegue con “tendenze omosessuali radicate”, parlandone come di un brutto vizio, tipo “molti presentano la tendenza radicata alla onicofagia…”. Sarebbe corretto e civile parlare di orientamento sessuale, non di una tendenza che come tale può essere facilmente invertita benché radicata. Questo non perché lo dico io, ma la scienza fin dagli anni ’70. L’O. M. S. ha deciso di cancellarla dall’elenco delle malattie nel 1990. Il Catechismo, nonostante sia stato pubblicato dopo il fondamentale atto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha scelto colpevolmente di ignorare la scienza e di continuare a parlare di omosessualità come di una mera tendenza.

Il testo insiste su questo tasto parlando di inclinazione, e definendola oggettivamente disordinata. Quell’avverbio non ammette repliche. L’omosessualità è disordinata e basta, perchè lo dice la Chiesa e quindi deve essere universalmente così. Non solo, parla di una prova da sostenere, cioè, sopportare il peso di tale disordine psicosessuale. E’ il senso di colpa che da sempre è la benzina che accende il motore della religione cristianovaticana: tu gay sei sbagliato, sei tentato di compiere atti sbagliati, ma se ti impegni affrontando questa prova io ti rispetterò. Sei malato, ma se segui la mia ricetta ti accoglierò con rispetto, compassione, delicatezza. A patto però di rinunciare a tutto ciò che provi a livello sessuale, emotivo, sentimentale e facendo diventare la tua omosessualità un fardello insopportabile sulle tue spalle. 

Il documento invita a evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione. Non la discriminazione, ma il marchio, è differente. Non la discriminazione in sé, ma quella ingiusta, perché evidentemente ce n’è una che è giusta e opportuna.

Tornando al senso di colpa tipico della morale cattolica le ultime righe del paragrafo sono eloquenti, parlando di sacrificio della croce e di difficoltà che si incontrano a causa della condizione omosessuale. Essere gay è sbagliato, è una prova che Dio ti dà e ogni sacrificio per questa tremenda condizione (mai orientamento, ma condizione, come “condizione del malato”) può essere un modo per arrivare a Lui.

Dopo aver definito l’omosessualità come qualcosa di ignobile e aver instillato atroci sensi di colpa, la Chiesa fornisce la sua ricetta di guarigione. Una medicina amarissima.

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2359 Le persone omosessuali sono chiamate alla castità. Attraverso le virtù della padronanza di sé, educatrici della libertà interiore, mediante il sostegno, talvolta, di un’amicizia disinteressata, con la preghiera e la grazia sacramentale, possono e devono, gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana.

Le persone, non solo i cristiani quindi, ma tutti gli omosessuali sono chiamati alla castità. Ecco l’atroce medicina: smettere di compiere atti omosessuali. Di qualsiasi tipo, anche masturbazione, non si ammettono deroghe. Anche i pensieri impuri sono nemici della castità. La condizione, l‘attrattiva omosessuale è un disordine intollerabile che prevede come cura solo l’astinenza. Una castrazione volontaria che il Catechismo ritiene liberante. La psicologia ci insegna invece che reprimere istinti sessuali porta a essere schiavi di essi e a distorcere una sessualità naturalmente presente in ogni individuo. Credete sia una caso che una percentuale incredibile di sacerdoti sia pedofila? La repressione libera i mostri, non libera da ciò che siamo.

Il testo si conclude con un monito: le persone omosessuali possono e devono, gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana. Afferma, senza alcuna base scientifica, che si può e si deve uscire dalla condizione omosessuale (o ribaltare l’orientamento, io direi). Chiede un impegno risoluto, che conduca a quella eteronormalizzazione tanto auspicata.

Ecco che la Chiesa autorizza e incentiva l’immonda Terapia riparativa, che la stragrande maggioranza di psicologi e psichiatri considera non solo inefficace, ma anche dannosa e pericolosa. Illustrando una strada di perfezione, afferma in maniera indiretta (ma non troppo) che si può tornare ad essere eterosessuali (per i fautori della Terapia riparativa nasciamo tutti etero e diventiamo gay per un problema nel quale siamo incappati lungo la crescita, quindi si può tornare ad essere “normali”).

burronePer anni ho creduto fermamente nelle parole del Catechismo, le ho studiate, fatte mie e con l’aiuto di sacerdoti [non] disinteressati ho fatto di tutto per rifiutare ciò che sono (la mia identità di persona con orientamento omosessuale) e tentare di condurre una vita che ritenevo poter essere normale.
Ma ho scoperto sulla mia pelle (letteralmente) che la “normalità cattolica” non esiste e altri non è che un inferno quotidiano interminabile. Solo quando sono riuscito a liberarmi dal giogo dei sensi di colpa ho potuto ammirare la perfezione di quello che sono, la meraviglia dell’istinto sessuale che mi fa scorgere il fascino di un petto villoso, un bicipite gonfio, un viso squadrato, un pacco pieno. Ho scoperto la gioia dell’abbraccio più intenso, dello stupore, della conquista, dell’intensità della vita vissuta pienamente sotto ogni aspetto. E’ stato allora che ho smesso di sopravvivere, come pretendeva quell’ignobile morale che è alla base della formazione di tutti i cristiani, dai bambini in sù, e ho iniziato a vivere, riuscendo a notare quella scintilla divina che è infinitamente più luminosa della pallida e triste luminaria di paese che addita invece la Chiesa.

Sono e sarò sempre recidivo. Immerso nel peccato che in realtà si è rivelato gioia salvifica, io così orgogliosamente colpevole da non avere sensi di colpa, gettati nel dirupo un attimo prima che a buttarcisi fosse la mia psiche distrutta.

Quando mi sono ribellato alla Chiesa, ai suoi dettami e ai suoi schiavi in nero, sono diventato davvero libero. Libero di amare. Amare davvero. Amare ancora. Recidivo nell’amore, quello vero.

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17 pensieri riguardo “Recidivo e ribelle, contro il Catechismo infame

  1. Lei non spiega bene il suo problema o quale sia l’intenzione, perché ragione vuole che se parliamo e lo facciamo sfogandoci debba esserci un motivo, a meno che non si sia pagati bene per farlo. Dico questo perché lei, in quella che racconta sia la sua esperienza, non chiede un confronto ma fa una serie di affermazioni che non corrispondono tuttavia all’esperienza di altri che vivono diversamente il rapporto con le cose come lo ha vissuto lei. Personalmente, da osservatore, prendo atto della sua esperienza permettendomi di dire della mia e di come il mio personale rapporto con il cristianesimo ed il suo Vangelo corrisponda al rapporto con la persona stessa di Cristo che ne motiva ogni azione dalla più semplice a quelle che finiamo per determinare come sacrifici. Questi ultimi non son richiesti agli omosessuali in quanto tali ma ognuno, nella sua differenza (e non diversità) dall’altro si trova a portare la propria responsabilità che a malincuore – e quando mi sento più debole – mi permetto di chiamarla indegnamente Croce (per me le croci son quelle di persone con gravi problemi di contingenza a cui vien chiesto di dare quel che nessuno si augurerebbe mai per nulla al mondo: e ve ne sono tante!). In queste, che invece chiamo osservanze, non vedo per nulla sminuito l’amore, come ne ho per la mia famiglia e ne viviamo tranquillamente senza il bisogno di scadere in immagini di cattivo gusto. Se riusciamo in questo è perché abbiamo altre migliaia di persone (intendo numericamente sul serio) con cui confrontarci e che vivono lo stesso un esperienza di obbedienza alla Chiesa portando quel giogo che Cristo stesso definisce “leggero”, senza smentirsi. Con ciò, non intendo sottovalutare un suo personale problema ma mi piace fraternamente incoraggiarla a proseguire le sue esperienze, comprese quelle che attualmente sta vivendo, col fine, però, di disporsi a tirare un resoconto e valutare, nel tempo, come forse quel che è mancato è un reale incontro con qualcuno o con qualcosa che le ha fatto comprendere non quanto sia scritto nelle Scritture ma col volto reale del Cristo inciso ed evidente nella realtà circostante di ogni giorno. Se vale per un mediocre come me, credo che valga anche per una persona di intelligenza viva come lei. Saluti cordiali e buona fortuna!

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    1. Gentile Enrico,
      io non ho alcun problema, né con l’omosessualità, né con la mia identità. Questo post è un esercizio di analisi (da un punto di vista strettamente personale) di uno dei passi del Catechismo più controversi e, a mio parere, ignobile.

      Da questi tre paragrafi discendono una serie di affermazioni e azioni da parte degli adepti della Chiesa cattolica che portano a distorcere la realtà, fomentare pregiudizi e a creare discriminazione.

      A me non interessa la questione religiosa, riguardo la quale non entro nel merito, ma quella sociale, le conseguenze che la visione medievale dell’omosessualità crea nella realtà di tutti i giorni.

      L’idea che si possa “uscire” dalla condizione omosessuale mi ripugna, perchè NON è una condizione, ma un orientamento. Ormai la scienza è concorde nel ritenerla una normale variante della sessualità umana e l’ostinazione della Chiesa nel considerarla arbitrariamente un disordine (e una grave depravazione) è fortemente offensivo.
      Inaccettabile, anche perché pretende di imporre questa visione distorta a tutti, non solo i suoi credenti.
      Rifiuto quindi il concetto di “croce”, perché l’omosessualità non lo è.

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  2. Caro (bel) Capitano, mi permetto di correggerti: il Catechismo non è un prontuario per essere “buoni cristiani” ma “cattolici perfetti”. Molte confessioni cristiane dissentono da ciò che è scritto in quel testo, anche sull’omosessualità. Poi va da sé che la Chiesa cattolica si autoproclama l’unica detentrice della “vera” interpretazione del cristianesimo… ma questo fa parte della sua proverbiale umiltà e modestia!

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  3. Sai Luca che devo essere ispirato per scrivere di un argomento. Leggerò le conclusioni, ma non mi aspetto alcuna apertura morale, semmai una raccomandazione di inclusione per i risposati, ma senza alcuna concessione pratica.

    Il punto è che è una questione soprattutto religiosa e a me interessa meno se non interessa la sfera pubblica. A me in quanto omosessuale “praticante” non interessa se non posso fare la comunione…

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  4. Ehi, ho letto attentamente il tuo articolo e siccome sono particolarmente analitica ho trovato molti errori di comprensione di certe affermazioni del catechismo che tu hai elencato. Avevo pensato di annotartele peró ho cambiato idea 🙂 per invitarti solo ad uno spunto di riflessione sulle Beatitudini che Gesú presenta nel discorso della montagna. In particolare sulla beatitudine: Beati i puri di cuore perché vedranno Dio. Prova a pensarci su, non per capire ciò che la Chiesa dice a riguardo(questo lo sai giá,anche se ti ripeto ci sono errori di comprensione nelle tue affermazioni),ma per interrogarti su ció che Dio(se tu credi che esista e che sia proprio Gesù) vuole dirti con questa frase!Cerca di guardare oltre te stesso e oltre gli altri(e questo é difficile,ci vuole esercizio e tempo) per assumere lo sguardo di Dio. Ovviamente se non credi non puoi farlo,non perché manchi di qualcosa o sei sbagliato o inferiore,ma semplicemente perché tu stesso lo ritieni stupido e ridicolo oltre che falso. 🙂 e ricorda: Non si vede bene che col cuore,l’essenziale é invisibile agli occhi – frase de Il Piccolo Principe ( tu che hai parlato di muscoli e prestanza fisica..ti lancio una provocazione)
    Poi c’é una cosa su cui vorrei farti porre l’attenzione: il senso di colpa! Brutto eh, lo provo spesso anch’io e non ho ancora imparato a scansarlo dai miei passi. Sai cos’é il Timore di Dio? Si, é uno dei sette doni dello Spirito Santo,ma mi sai dire di piú? Ti lascio approfondire questa ricerca..a partire dal significato del termine. Non ti preoccupare,non c’é un legame col senso di colpa anzi, il senso di colpa é una cosa cattiva( se credi in Dio come me, la chiameresti “tentazione”), ma spesso siamo “tentati” di metterli in relazione.
    Questo per dirti che qualunque cosa ti abbia fatto venire sensi di colpa non viene da Dio,ma da qualcun’altro che “abita al piano di sotto”.Quindi attenzione ai sensi di colpa!Non fanno bene!
    Infine,poi mi tolgo dalle scatole te lo prometto, sbagli a non considerare l’aspetto spirituale(come lo chiami tu:aspetto religioso- anche questo è un termine sbagliato), perché tutto si gioca lí! E parli del non interessarti all’Eucaristia…grosso errore se vuoi comprendere veramente la fede Cristiana Cattolica..perché tutto nasce da lí 🙂
    quindi,recidivo,sei stato e continui ad essere recidivo perché hai sbagliato tutte le volte la strada nel tuo percorso di ricerca della verità sulla fede cattolica!Se non parti dall’Eucaristia la tua ricerca é fallace, perché non tiene conto dell’aspetto essenziale della fede. Ti provoco di nuovo, chiudi i tuoi libri scientifici e di catechismo ed entra in una chiesa..non per fare qualcosa,non fare niente, mettiti di fronte all’Eucaristia e ricomincia da lí la tua ricerca! 🙂 sono sicura che avrà tante belle sorprese inaspettate! Un saluto e scusami per il commento troppo lungo..non ti ammorberó piú! Hahahaha

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    1. Cara Giovanna, innanzitutto grazie per il tuo contributo.
      Il tuo è un punto di vista strettamente religioso, che rispetto, ma che non condivido. La mia analisi (che può essere fallace, ci mancherebbe!) è da un punto di vista strettamente laico, un laico che legge un paragrafo e rimane allibito per quanto trova scritto. Non per i riferimenti di Fede (che rispetto e non mi interessano), ma le considerazioni gratuite che il Catechismo si permette di fare offendendo (e non poco) gli omosessuali.
      Certe affermazioni sono intollerabili.

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  5. Ragazzi devo dire complimenti! Ho letto l’analisi che hai fatto insomma bravo si vede che rifletti su quello che ti sta a cuore…e mi sembra che ci tieni molto a te stesso..devo dire che sei stato anche fortunato…hai avuto la “grazia” di incontrare due angeli virtuali che con gentilezza e rispetto hanno messo gli accenti giusto sulla questione tra catechismo, fede e omosessualità !!!

    Sono una cattolica felicemente sposata e mamma da poco, sono cresciuta a Roma e avevo molti amici omosessuali! Frequentavo con loro l’alibi …non so più neanche se esiste ora…e ho parlato con molti omosessuali…di tutte le razze e generazioni..dai più miti ai più selvaggi…e ho notato che se per alcuni l’omosessualità è ed era una realtà ben delineata e chiara, x altri era un ripiego, un desiderio di voltare pagina, uno sfogo e un piAcere fine a se stesso! Alcuni di loro li ho persi nel cammino della vita e con loro apertamente si parlava anche di fede! Sai…è vero il senso di colpa non centra con Dio..e il suo amore x la creatura, sia maschio sia femmina…!! Xchè a parte il tuo orientamento, sempre maschio sei! 😄 Ed è vero la fede nasce da una relazione, tra Dio e la creatura, se non hai incontrato Dio, al di la di chi lo rappresenta, come puoi comprenderne di scritti e citazioni? È vero si parte dall eucarestia è vero mettersi li davanti al tabernacolo…avere anche il coraggio di sentirsi ridicoli..correndo il rischio di pensare di parlare al muro…!! Prova! Cosa ti costa nulla…se sei una persona aperta alla ricerca della verità e della giustizia…perché no? Magari chissà la tua esperienza non solo potrebbe essere risolutiva per te, ma anche per chi come te è alla ricerca degli stessi orizzonti..scusami se do per scontato che esiste Dio e che lo puoi trovare in una chiesa…lo puoi anche incontrare nel tuo cuore, nella voce della tua coscienza! L’omosessualità non è un limite per vivere di fede, la castità è uno strumento valido x tutti, a prescindere , perché aiuta ad educare la nostra parte istintiva, le da dignità, la rende sacra! È una cosa bella…non è un limite ne al sentimento e ne alla sessualità …io vivo serenamente e in pace i precetti della Chiesa, e sono per me una grande forza! Il corpo è uno strumento per vivere, il tempo che ognuno di noi ha! Ma è anche uno strumento di redenzione, di fedeltà e di gioia! È il mezzo che ci permette di entrare in relazione con l’altro, ma sempre mezzo rimane! Il piacere in se non è un male, altrimenti avremmo usato un altro nome x identificato! Ma no. È tutto…!!! È solo uno strumento! Tu sei di più del tuo orientamento, sei una persona! Sei un essere vivente, non limitare la tua esistenza, la tua gioia, la tua lotta e i tuoi ideali solo a questo! Xchè sei molto di più!!! Quando nella vita irrompe Dio…tutto acquista un altro senso…e quello che ti sembrava sacrificio, croce, etc. Diventa un mezzo per liberati sempre di più …per far vivere in te quel tuo essere spirituale che è motore stesso della vita! …ne hai solo una…vivila come se fosse un capolavoro! Sono sicura che già lo fai…e sono certa che un giorno riuscirai a vederti nella verità ..xchè chi la cerca…la trova! Auguri..!! Ps ripeto scusatemi se di per scontato alcune cose! …siate felici e vivete nella gioia nessuno vi descrimina…ps. Non è che riconoscendo dei diritti e delle leggi potete uscire allo scoperto e vivere sereni quello che siete, basta esserlo serenamente e vedrete che gli altri i diversi, cioè gli etero vi accetterano x ciò che siete! Xchè io non vedo un omosessuale, ma una persona da incontrare , con cui parlare, una persona da amare! Lasciatevi amare anche da chi è diverso da voi…!! Lo so che sembro una folle a scrivere questo…ma dico basta con questi discorsi di orgoglio, sensi di colpa o altro…la questione x un cristiano è un altra…è la vita eterna! Se tutti ne conoscessimo il valore, sono certa che anche il più e lupo diverrebbe un agnellino…state attenti, la vita è solo una! Quando morì un mio caro amico gay di AIDS, soffri molto la scelta dura che fece con se stesso…volle morire solo! …forse non desiderava vedere occhi di persone che lo avrebbero giudicato, occhi di pietà e di pianto, forse ci volle proteggere dal farsi vedere ridotto come un cadavere…tanti forse che io non so rispondere…ma invece l’unico forse che sarebbe stata una certezza…era il nostro amore …l’amore degli amici, della famiglia, di chi ti ama veramente, di chi non guarda il tuo “peccato” ( permettete la parola) ma semplicemente te.. di chi desidera esserti vicino e tenerti la mano per un ultimo saluto! Ragazzi con la vita non si scherza…!!! Cosa farete quel giorno che sorella morte vi verrà incontro? Da chi andrete? Chi vi sarà vicino? Chi vi sosterrà? Sarà sufficiente avere accanto una mano amica? Chi vi accompagnerà all’ultimo respiro? Non scrivo x farvi mettere pAura, ma x cercare di capire che al di la di chi ha ragione o torto…c’è qualcosa che trascende il nostro esistere…il Regno di Dio è per tutti coloro che lo cercano…e lo si può vivere già da ora…usando appunto gli appositi strumenti! La fede, l’incontro intimo con Dio, la preghiera del cuore, il perdono e il perdonare il prossimo, la fedeltà, l’amore gratuito e senza interesse, e anche la castità prima di tutto di intenzione che a nulla a che vedere con il reprimere degli impulsi! Forza e coraggio che x Dio siamo tutti figli..!!

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  6. Leggo e non fa una piega; scrivere “bel post” è ridondante, ma lo faccio lo stesso, fa piacere scriverlo e leggerlo.
    Sarà che io ho smesso molto presto di considerare la religione una cosa seria, e quindi non ho fatto nessun percorso conflittuale di quel tipo (ne ho fatto uno del tutto laico e personale, comunque: non è stato indolore accettare il fatto di non essere accettati come omosessuali nella società italiana degli anni settanta), ma non riesco a leggere cose tipo “la Tradizione” (con tanto di maiuscola) senza mettermi a ridere.
    Naturalmente quando considero che la condizione di minorità di noi omosessuali in Italia dipende anche da quei passaggi del catechismo non rido affatto; e certamente conoscerli è importante e doveroso, dato che ispirano gran parte degli orientamenti politici in un paese dove senza il consenso del Vaticano non si governa.
    Ho letto quindi con interesse il tuo post; mentre il dialogo con quelle persone che commentano e difendono le sciocchezze che impone il cattolicesimo lo ritengo del tutto senza speranza. Le persone accecate dalla fede le trovo irritanti nella loro supponenza e nello sciocco tentativo di dimostrare ciò che è per definizione indimostrabile, e (lo so che è un mio limite, magari dovuto all’età) non riesco più a dialogarci: ci ho provato, in passato, ma poi ho smesso. È sempre stato inutile, e alla fine ho visto che la cosa non cambia mai, come le loro convinzioni.

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    1. Ecco, MarcoBoh, io rifiuto in toto la loro morale sessuale, che condanna in modo infame, vergognoso, ingiusto noi omosessuali a “sopravvivere”, anzichè vivere pienamente.
      Ogni tanto provo a dialogare, ma immancabilmente mi schianto sugli scogli della cieca ipocrisia, talmente imbevuta di ignoranza e supponenza da essere pietra tombale.
      Finchè campo sarò nemico di questa Chiesa subdola, assetata di potere, spietata.

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