Ti spiegherò perché sei un assassino


Guarda gli occhi di Leelah Alcorn. Non hanno sesso. Non potresti dire se quelle castagne marroni appartengono ad un maschio o una femmina a meno di non guardare tutto il viso. E anche allora avresti qualche dubbio, perchè Leelah ha una faccia dolce, con i lineamenti indecisi tipici degli adolescenti.

Leelah

Leelah si sentiva una ragazza fin da quando aveva 4 anni. Geneticamente era maschio, con le caratteristiche genitali e fisiche nelle quali non si riconosceva e che desiderava cambiare, per “transitare” verso la fisicità femminile corrispondente alla identità che sentiva sua.
Leelah anagraficamente era Joshua e uso il passato perché ha scelto di ammazzarsi in un modo atroce lo scorso 28 dicembre, si è gettata sotto un enorme tir che correva a gran velocità lungo un’autostrada dell’Ohio negli Usa. Aveva solo 17 anni e su Tumblr, in una lettera lucida e drammatica ha rivelato il perché ha scelto di farla finita.

La sua morte è imputabile alla fede in dio. Quella dietro alla quale anche tu ti nascondi. L’ennesimo suicidio di un ragazzino GLBT è colpa tua.

La lettera scritta da Leelah è apparsa con un post programmato dopo la sua morte, inizialmente inspiegabile. I genitori, cristiani radicali, hanno osteggiato in ogni modo la sua esigenza di appropriarsi dell’identità sessuale che riteneva propria, ma non si sono limitati a una comprensibile perplessità, alla richiesta di attendere un po’ per approfondire le sue emozioni e fare la scelta giusta. No, loro hanno tirato in ballo dio, un dio infallibile, che se ha fatto Joshua maschio vuol dire che così deve essere e che il figlio ha solo confusione da dipanare con un aiuto psicologico.

E qui veniamo al punto. L’aiuto offerto dai genitori di Leelah è stata la Terapia riparativa dell’omosessualità, che promette, attraverso un supporto psicologico e di preghiera di “riappropriarsi” della identità corrispondente alla genitalità fisica e del corretto orientamento sessuale. L’unico giusto secondo la religione.

La Terapia riparativa non è riconosciuta da nessun ordine di psicologi e di psichiatri. La scienza la rifiuta e la considera pericolosa e fortemente dannosa. Nessuno psicologo è autorizzato a praticare alcuna terapia volta a modificare l’orientamento sessuale o condizionare l’identità di una persona. Tutto ciò perché l’omosessualità NON è una malattia e dunque nessuna cura può guarire ciò che non ha bisogno di essere curato.
La Terapia riparativa ha come unico effetto quello di distruggere l’autostima della vittima, solitamente ragazzi adolescenti ancora fragili, già fortemente feriti dal rifiuto della loro natura da parte di genitori omofobi, ignoranti e presumibilmente bigotti.

La terapia non può cambiare l’orientamento sessuale di nessuno. Al più può alimentare il senso di colpa della vittima, che per tacitare la coscienza e adeguarsi all’ambiente ostile finisce per convincersi di essere cambiato ed essere tornato alla corretta eterosessualità. Se ne convince, ma l’attrazione omosessuale non può sparire e accompagnerà il soggetto per tutta la finzione. Una recita che può durare un’intera vita fatta di rinunce e fette di prosciutto sugli occhi, oppure no, presto o tardi la natura distruggerà quelle false certezze e minerà ogni convinzione della vittima, che tornerà a seguire il suo orientamento e a praticare (magari di nascosto) l’omosessualità.

Nella peggiore delle ipotesi, ragazzi distrutti dal rifiuto della famiglia e degli amici, dai sensi di colpa e da psicologi criminali che avranno devastato la psiche di queste persone cadranno nella depressione e tenteranno il suicidio. Leelah, purtroppo ha compiuto questo gesto estremo, che non è servito neppure per avere il nome che lei aveva scelto sulla tomba. I suoi genitori, fedeli al loro Credo assassino, hanno apposto “Joshua” sulla lapide.
Un ultimo affronto a colei che chiedeva aiuto e ha ottenuto dolore, rifiuto e morte.

Il 17 gennaio un convegno organizzato da un’associazione che promuove e pratica le convegnoOmofobofamigerate Terapie riparative si terrà presso la sede della Regione Lombardia, e vedrà l’intevento di politici, tra cui il Presidente regionale Roberto Maroni.
Tu sarai tra il pubblico, signora cattolica praticante che ha sentito parlare di questo incontro in parrocchia. Ti hanno detto che la famiglia è in pericolo, minacciata dall’ideologia gender portata avanti dalle associazioni degli omosessuali e che bisogna informarsi, partecipare a questo tipo di appuntamenti per conoscere come stanno le cose. Hai visto il manifesto, c’è il logo della Regione e anche quello di Expo. Quindi fa parte degli incontri legati a questo importante evento internazionale. E’ una cosa seria, hai pensato.

Ma Expo non c’entra nulla con questo tipo di argomenti e tu, cara, parteciperai al convegno organizzato da Obiettivo Chaire,  realtà associativa che attraverso preghiera e colloquio pratica la Terapia riparativa, quella inventata da Joseph Nicolosi duramente criticato dai colleghi, i quali fanno riferimento alla scienza, alle ricerche, agli studi che hanno rivelato in modo netto che l’omosessualità NON va curata. Nicolosi, quindi porta avanti idee che nulla hanno di scientifico. Sono opinioni semmai, non teorie.

Tu ascolterai alcuni alfieri di una recente corrente di sostenitori del complottismo “gender”. Queste persone ti diranno che i gay hanno inventato l’ideologia gender con la quale distruggere la famiglia, i figli e tutta la civiltà che poggia sulla natura dell’uomo, quindi su dio.

Sono banali menzogne, cara signora. L’ideologia gender non esiste. Le associazioni GLBT non hanno alcun documento in cui si parla di ciò e non ci sono riferimenti di nessun tipo sui siti o nei libri o agli incontri organizzati… niente di niente.
Parlano di ideologia gender solo le persone che sono a quel convegno e qualche loro amico, spalleggiati dalla CEI e da media quali Famiglia Cristiana, Avvenire e altre testate che sono asservite a questa enorme menzogna. Non è neppure ben chiaro cosa sostenga questa ideologia. Pare che i fruitori si rifacciano al dottor Money, psichiatra che decenni fa scelse di crescere come una femmina lo sfortunato David Reimer, che subì per errore l’asportazione del pene quando era un infante. Money sosteneva, mistificando i risultati della sua ricerca, che l’identità sessuale non fosse innata, ma frutto del condizionamento ambientale e quindi modificabile. David, cresciuto come una bambina, pur non conoscendo il suo sesso di nascita non si è mai identificato in una femmina e ha rifiutato quel genere sessuale imposto scegliendo da grande, di essere un uomo. La sua psiche devastata lo ha purtroppo portato al suicidio.

Cara signora, nella storia di Money e David trovi delle assonanze con quanto ti ho spiegato prima circa la Terapia riparativa? Non trovi che David e la povera Leelah, abbiano molte cose in comune? Entrambi non si riconoscevano nel loro sesso nonostante i genitori, gli insegnanti, e tutto l’ambiente intorno diceva loro cosa dovevano essere e come comportarsi.

Se l’ideologia gender è quella che afferma che l’identità e l’orientamento sessuale sono facilmente influenzabili e si possono modificare a piacimento allora a portarla avanti sono i fautori della Terapia riparativa, non le associazioni GLBT, che invece rivendicano il diritto di ognuno di seguire la propria natura e affermano che è naturale essere omosessuale come essere eterosessuale.

Tu che vuoi partecipare al convegno del 17 gennaio, cominci a comprendere l’inganno di cui sei vittima? Ti stanno prendendo in giro, attribuendo ad altri ciò che in realtà pensano proprio quei cattolici omofobi che vuoi andare ad ascoltare. L’ideologia gender è un parto della loro mente, in quanto proprio loro ritengono che l’orientamento sessuale sia modificabile e che quindi sia accettabile una Terapia riparativa che corregga l’attrazione verso le persone dello stesso sesso e la orienti verso quella considerata naturale (e voluta da dio).

Chi sostiene queste teorie, le promuove, le pubblicizza è complice della sofferenza di tanti ragazzini costretti dai loro genitori a rivolgersi ai ciarlatani che le praticano. Chi afferma che le Terapia riparative funzionano e sono un percorso percorribile nascondendosi dietro alla Fede e alla copertura mediatica che la Chiesa offre, è complice della devastazione della psiche di tanti omosessuali o transgender, i quali non sempre riescono ad opporsi e trovare la forza per reagire. Alcuni di loro scelgono di morire per alleviare la sofferenza causatagli dal rifiuto e dalla pratica psicologica sbagliata e deleteria.

Tu vuoi essere complice di chi porta avanti un disegno così pericoloso? Vuoi davvero partecipare ad un convegno dal titolo “Difendere la famiglia per difendere la comunità“, dove ti diranno che la tua famiglia è minacciata dalla presunta lobby gay che diffonde l’ideologia gender e che invece vuole solo che i tuoi figli siano felici e realizzati qualunque sia la loro natura?

Se parteciperai a questo convegno, sarai complice di quella cultura di morte e dolore e avrai ucciso anche tu Leelah Alcorn.

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2 pensieri riguardo “Ti spiegherò perché sei un assassino

  1. Mi sembra un articolo giusto, il problema è che non sarà mai letto dalla “signora cattolica” cui si rivolge.
    Prima ancora che interpellare la signora in oggetto, però, io domanderei ai tanti intellettuali, artisti, politici, religiosi sedicenti “progressisti” dove sono e come mai non si fanno mai sentire per difendere la laicità dello Stato e degli spazi pubblici. Quanto accaduto in Francia ci ricorda che l’intolleranza e il fondamentalismo possono uccidere tutti, non solo le persone LGBT, noi siamo semplicemente in prima fila (insieme a donne, ROM, immigrati, persone di diverso credo filosofico e religioso rispetto a quello della maggioranza). Oggi il rischio è lo scoppio di quella “guerra di civiltà” evocata a suo tempo da Bush: invece di avere un sussulto laico, si potrebbe opporre il dio “giusto” a quello sbagliato, l’autocensura invece di una maggior libertà di espressione (non di pensiero: nessuno potrà mai impedirci di pensare, quel che si limita sempre è la libertà di ESPRIMERE il pensiero), la discriminazione selvaggia invece dell’inclusione. Dove sono quelli che dicono di credere in questi valori? Da troppo tempo in Italia si sente solo la voce (il monologo) di chi nega questi valori e il flebile sussurro di chi replica loro: non è ora di contrattaccare PROPONENDO una visione veramente laica dello spazio pubblico attraverso un coro di voci alte e forti?

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  2. Da omosessuale non è facile definirsi cristiani, ma in ogni caso ci voglio provare. Lo voglio fare perché ciò che intendo io per cristianesimo non è la negazione del diverso, il suo annientamento fisico e psicologico, le continue pressioni e torture a cui è sottoposto. Mi voglio definire cristiano perché se prendo in mano un Vangelo non trovo scritto da NESSUNA parte che due persone dello stesso sesso non possono amarsi. Quello che invece trovo scritto ovunque è il comandamento di amarsi. E non è l’ amore tirato via del “volemose bene” e amici come prima. E’ l’ amore vero che non mi risulta essere appannaggio esclusivo del mondo eterosessuale. Il cristianesimo è un messaggio di amore, non di esclusione e di odio come questi ebeti delle sentinelle in piedi (mi rifiuto di scriverlo con la maiuscola) o Adinolfi vogliono farci credere! Avendo precisato cosa intendo io per essere cristiani (che ormai mi sembra abbia ben poco a che vedere con quanto predica la Chiesa), condivido il tuo articolo e quanto dici. Specialmente su tutta la questione “gender” che come giustamente scrivi, rappresenta un problema che non sussiste. Chissà, magari un giorno qualcuno si renderà conto che sta combattendo da anni contro i mulini a vento…

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