Costanza Miriano, io ti ammiro (anche se sei femmina)

Ciao Costanza,

o Costi, che fa tanto confidenza tra amiche, io ti ammiro. Professionalmente, s’intende. Mi occupo di comunicazione aziendale e posso solo imparare da chi come te è così abile nello scrivere e nell’utilizzare i social per compattare il proprio pubblico, o nel tuo caso, fanbase.

Quotidianamente ricordi quanto sei superficiale in quanto donna e quindi bisognosa di un uomo forte e razionale che ti ricordi qual è il tuo posto naturale. Porti avanti con caparbietà il tuo concetto di “sottomissione femminile” e dunque ogni post su facebook è un proliferare di frivolezze, battutine e mioddioquantosonoscemasonosolounafemmina. Fosse stato per te non avremmo mai avuto la Cristoforetti nello spazio, la Levi Montalcini e Nilde Iotti in politica.

Hai scelto con lungimiranza di scappare da Twitter, un social dove non riesci a bloccare le critiche come invece fai su Facebook e nel tuo blog, dove censuri qualsiasi commento anche vagamente critico. Dici che i gay non sono dialoganti, ma sei la prima che blocchi qualsiasi tentativo di discussione.

In una delle ultime foto pubblicate ti sei spinta un po’ troppo oltre. Fai riferimento all’incontro del 13 giugno al Palalottomatica di Roma che quel (poco) simpatico e agguerrito (aggressivo) condottiero del Mario ha organizzato per “contare” i seguaci de La Croce, il quotidiano di non-notizie cui collabori. La battuta purtroppo non funziona. Non tanto per il riferimento piuttosto stupido alla sigla GLBTQI che denigri in modo superficiale (sei femmina, lo dici sempre anche tu, non possiamo pretendere troppo), ma per il riferimento al fatto che ci riserverete un posto in Groenlandia. Solo da quel paese freddo e lontano potrebbe mai essere previsto un contraddittorio alle tesi portate avanti da te, Mario e gli altri tuoi cari amici. Non ammettereste mai un contraddittorio, così come non è permesso durante i numerosi incontri parrocchiali che organizzate. Una voce contro farebbe cadere inesorabilmente il castello di menzogne che propagandate. A Milano ne abbiamo avuto un tragico riscontro, vero?

Ahimè, cara Costi, dimentichi di dire alle tue asservite amiche che commentano tanto generosamente, che il 13 giugno, a Roma si svolgerà il Pride, stabilito ben prima del vostro appuntamento cattotradizionalista. Non Gay Pride, bada bene, ma Pride.

E non mi dire “caspiterina non lo sapevamo!” E’ una scelta fatta di proposito per cavalcare l’onda  e provare a fa’ casino e rosicchiare attenzione da media compiacenti.
Ti ammiro, ma ammiro anche Mario, perché non perdete mai occasione per strumentalizzare fatti e portare acqua al vostro mulino. Mario, svergognato come pochi (è un uomo, non ha la tua innata sensibilità femminile), ha anche rilasciato dichiarazioni molto discutibili riguardo al recente servizio delle Iene sul quel povero malato terminale e il suo compagno. Discutibile, per non dire altro. Tu vai più in punta di fioretto, te lo concedo, e sai utilizzare molto bene l’arma dell’ironia, ma non venire a raccontarmi che la pubblicità gratuita del pride non è stata determinante nella scelta della data del vostro evento.

Beh, se voi al Palalottomatica ricorderete alle migliaia di persone accorse dalle parrocchie di tutta Italia che l’unica via percorribile è quella della famiglia “tradizionale” e che gli altri non dovrebbero essere liberi di decidere come vivere la propria vita in nome delle rigide norme indicate dalla Chiesa cattolica, al Pride sarà tutta un’altra musica.

E sappi che al Pride saresti la benvenuta anche tu. Quella marcia così goliardica, colorata e piena di musica non è più da tempo appannaggio solo dei Gay e della sigla che tu vituperi GLBTQI, ma rapprsenta l’orgoglio della libertà. Libertà di essere sé stessi, in qualunque modo si è. Dunque, anche tu, con la tua visione della vita e della famiglia (benchè limitante e limitativa) siete i benvenuti. Nessuno che rivendica la propria libertà di essere viene escluso dal Pride. Sei orgogliosa di te, della tua famiglia e dei tuoi valori? Il pride è anche la tua marcia.

Nella foto, una sentinella nonna minacciata da un pericoloso palloncino.
Nella foto, una sentinella nonna minacciata da un pericoloso palloncino.

E’ tutta qui la differenza tra quanto affermi tu con Mario e quel manipolo di amici che gode del benestare di Bagnasco e del placet della Chiesa. Tu rivendichi il diritto a imporre una visione del mondo a tutti in nome di una religione dittatoriale. Il Pride rivendica il diritto che ha ognuno di scegliere come vivere e quali valori seguire. L’unico limite esistente è il rispetto dell’altro e della sua libertà.

Ecco, ora ti immagino tirare in ballo i bambini, gli uteri in affitto, l’eutanasia, le sentinelle in piedi minacciate da velenosissimi boa di piume di struzzo dei gay e già che ci siamo le statue delle madonne imbrattate di sangue. Perché la tua abilità è proprio quella di riuscire a mescolare vari temi che poco hanno in comune per indignare il tuo pubblico adorante e ignorante. Sposti l’attenzione da un argomento all’altro, spingendo su un unico tasto: “di questo passo dove andremo a finire?”. E sei brava nel sentirti vittima di un complotto mondiale. La tua famiglia è pericolosamente minacciata da tutti questi “falsi miti di progresso” (quel “di” l’ha scelto Mario? Tu avresti trovato uno slogan mille volte più efficace) portati avanti dalla lobby omosessualista. E il tuo fanbase, quello che popola i millemila convegni che fate in questa o quella parrocchia ti segue e commenta. Tanti hanno bisogno di delegare agli altri le proprie scelte e sentirsi rassicurati da un semplice ammonimento: “fai come ti dico io e andrà tutto bene”. Affidano a te la loro insicurezza e la loro ignoranza. E non vogliono e non sanno ragionare, infatti rispondono con i vostri slogan. Non c’è spazio per il confronto con chi la pensa diversamente. Sì, per quel famoso discorso del castello di menzogne, che essendo senza fondamenta potrebbe crollare al primo soffio di vento dissidente.

Il tuo capolavoro è l’ideologia gender, che tiri in ballo sempre e comunque, anche in articoli nei quali parli di argomenti che non c’entrano nulla con l’identità sessuale delle persone. Non esistendo alcuna “ideologia gender” può essere utilizzata per tutto. Si adatta, è malleabile e strumentale. Un fantasma da indicare per spaventare una massa di impressionabili adepti.

E Bagnasco (ora anche il Papa) hanno capito che il gioco funziona. Mentire per stringere a sé i fedeli è una strategia di comunicazione presa in prestito dalla propaganda hitleriana che il Vaticano conosce bene e che ora, dopo il vostro fulgido esempio ha iniziato a cavalcare.

Forse riuscirete, tu e i tuoi amici a ritardare quel processo di uguaglianza e libertà che nel resto dei Paesi civili occidentali è già in gran parte completato. La nostra classe politica è inetta e asservita alla religione così oppressiva e infiltrata, dunque avete ampi deserti intellettuali dove far sentire la vostra fastidiosa voce di cattoestremisti. Non ho fiducia in questo Pd e nelle leggi sui diritti civili cui stanno lavorando. Sono leggi al ribasso e io sono dell’idea che o è uguaglianza o non lo è. Non si può essere “uguali ma solo un po’”.

Ma alla lunga la vittoria sarà nostra. E con nostra intendo anche tua, perché quando una società progredisce e migliora ne traggono giovamento tutti, sia coloro che beneficiano direttamente della conquista, ma anche chi l’ha osteggiata. Vivrai in una società più libera, giusta e con meno conflitti sociali. E i tuoi figli, che disperatamente tenti di crescere come monaci spaventati e giudicanti di ipotetici diversi (quanti pregiudizi, Costi, quanti pregiudizi), saranno adulti con più possibilità per sviluppare il loro progetto di vita. Qualunque esso sia. Fosse anche il tuo.

Ti ammiro, Costi. E prendo esempio da te per imparare a essere più efficace nel mio lavoro professionale e nelle relazioni con gli altri. Sui contenuti di ciò che scrivi invece non posso che essere critico e quindi un acerrimo nemico, perché chiunque vuole imporre agli altri la sua visione del mondo è un nemico della mia libertà personale.

Non temere, Costi, non serve fare la vittima. Nessuno ti minaccia, tantomeno io. A meno che parole come dignità, libertà, uguaglianza alle tue orecchie suonino come un’intollerabile offesa.

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11 pensieri riguardo “Costanza Miriano, io ti ammiro (anche se sei femmina)

  1. Completamente d’accordo.
    Argomentano come se fossimo noi a voler togliere qualcosa a loro, mentre sono loro che ci impediscono di ottenere quelle libertà che dovrebbero essere garantite a tutti.
    E il loro pubblico, formato in gran parte da persone che non hanno altre informazioni, si spaventa e gli crede, proprio come alla propaganda hitleriana (“gli ebrei vogliono togliervi i diritti”).
    E il PD di Renzi, che ha come solo scopo quello di raccogliere consenso (non certo quello del benessere dei cittadini), dà un colpo al cerchio e uno alla botte.

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  2. Già. Ma il vero problema è che ci sono tante Costanza Miriano tra di noi, persone LGBT. Il vero problema è che per anni abbiamo sottovalutato il mondo cattolico e gli abbiamo permesso di crescere e prosperare indisturbato. Il vero problema è che ci siamo illusi di poter dialogare con chi vuol solo distruggerci. Oggi, improvvisamente, ce ne accorgiamo. In un momento che peggiore di questo non si poteva. Col risultato che mentre i Pride avranno sempre un contraddittorio (che avrà sempre più spazio di noi), alle loro miriadi di iniziative non c’è quasi mai nessuno a controbattere e a prendere spazio mediaticamente. Un esempio? Dalle mie parti è la seconda volta che arrivano i “Giuristi per la Vita”, la lobby cattointegralista nata appositamente per contrastare l’attività dei nostri avvocati della Rete Lenford e rapidamente espansasi all’interno del mondo ecclesiale: al loro convegno l’anno scorso raccolsero una trentina di persone, quest’anno erano in 1700 con tanto di vescovo, presidente del locale Consiglio Comunale, politici vari e candidati a sindaco. Inoltre -cosa davvero inquietante e pericolosissima- hanno raccolto l’adesione della quasi totalità dell’associazionismo cattolico. Ovviamente nessun contraddittorio e nessuna dichiarazione contraria “ufficiale” neanche a convegno avvenuto. Hai ragione a riconoscere loro una notevole capacità comunicativa, ma il vero problema è che sanno fare rete, sanno rendersi visibili e hanno dalla loro mass-media e strutture capillarmente diffuse sul territorio. Dove andiamo noi, quattro gatti sparsi con la paura di dirlo persino ai nostri genitori? E che dire della nostra notevole capacità di saper dissipare le nostre poche forze, come abbiamo saputo mirabilmente dimostrare l’anno scorso con quella emerita ca**ta dell'”Onda Pride”!?? Ho paura, caro Giangi. Ma stavolta davvero.

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    1. Attenzione caro Luke, il “mondo cattolico” impone il suo punto di vista nel Paese da centinaia di anni, non è prosperato adesso improvvisamente. Per questo in ogni scuola di tutti gli ordini e gradi è prevista un’ora di religione a settimana, cui pochi studenti si sottraggono per mancanza di alternative. Per questo ci sono così tanti medici obiettori che paralizzano i nostri ospedali. Per questo a qualunque manifestazione laica non manca mai un alto prelato a ricordare che siamo sudditi del Vaticano. La religione cattolica permea le nostre vite e limita fortemente la libertà individuale. Ciò che sta accadendo in questi anni è che i cattolici estremisti e la Chiesa hanno imparato a comunicare e utilizzare al meglio gli strumenti che la tecnologia offre loro. Lo spartiacque credo sia stato l’approdo di Ratzinger su twitter. Da quel momento in poi sono fiorite testate, profili, e le associazioni estreme hanno imparato a ottenere visibilità e come dici giustamente tu a “fare rete”.
      Non si tradda di cercare un dialogo a tutti i costi, anche perché i cattolici affermano che le loro sono Verità assolute e non contestabili, cui quindi bisogna solo adeguarsi. Non c’è spazio per il contraddittorio proprio perché loro sono mossi dalla fede, non dal bene comune.
      I politici, hanno scoperto che i cattolici finanziano generosamente chi è loro complice e porta avanti le loro idee. Come sarebbe possibile altrimenti che gente come Giovanardi e Binetti siano ancora in Parlamento? Essere bigotti paga, e Adinolfi e Miriano lo sanno molto bene e agiscono di conseguenza.
      A livello sociologico incide anche la crisi economica, che spaventa e radicalizza le opinioni. Le grandi guerre mondiali sono state favorite proprio da periodi di instabilità politico/economica e questo lo sa chiunque abbia studiato un po’ la storia.
      La gente è ignorante e crede (e ha bisogno di credere) a chi paventa minacce e pericoli offrendo soluzioni. La Chiesa fa esattamente questo: ha inventato l’ideologia gender come minaccia e la comunità GLBT come portatrice del pericolo. Pericolo inesistente, ma non importa, perché loro non lo sanno e non vogliono vedere la realtà. Si affidano a chi spaventa e rassicura.
      Noi GLBT siamo una minoranza, spesso rappresentata da associazioni divise per intenti e modalità. Se fossimo coesi qualcosa potremmo ottenere, ma è prioritario ricordare sempre i fondamenti laici della nostra Costituzione, la separazione Chiesa e Stato e la libertà sacrosanta di ogni individuo di vivere come meglio ritiene.

      P.S. anche io ho paura.

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  3. Una postilla: non basta avere ragione, nella vita. Bisogna anche avere la forza e la capacità di saperla affermare. Hitler raccontava bugie, ma che gli ebrei avessero ragione non ha impedito la Shoah. È esattamente questo che il colorato e sempre ben diviso mondo LGBT italiano non ha mai capito nei tanti anni che abbiamo avuto per affermare la nostra causa e che abbiamo irrimediabilmente gettato al vento. Scommettiamo che se questo governo partorirà qualche mostro giuridico che non ci equiparerà mai alle famiglie, le nostre Costanza Miriano grideranno al miracolo e si adopereranno per isolare chi, come noi, vorrebbe un’uguaglianza reale? E scommettiamo che il prezzo politico-sociale da pagare per quelle eventuali ca**te che spacceranno per “diritti civili” sarà la blindatura dell’art.29 Cost. alla sola famiglia formata da uomo e donna??

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  4. Condivido ogni tua parola, Gianluigi. Il mio era solo un (inutile) sfogo di un (ex) attivista, allontanatosi dall’associazionismo schifato dalla divisione che regna sovrana nel nostro cosiddetto “movimento” e dalla lontananza abissale che muove(va) gli ideali di chi si impegna(va) rispetto alla maggioranza della persone LGB italiane. Lascio volutamente da parte la “T” perché i/le trans, a differenza di noi, hanno le idee molto più chiare in materia di diritti civili (anche se pure loro sono divise tra chi afferma la necessità della medicalizzazione della transizione e chi invece sta bene come persona transgender).

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