Un bellissimo ombelico

Alcune persone sono tue amiche fino a quando sei d’accordo con loro, ma la prima volta che esprimi un’opinione diversa ti voltano le spalle e diventano i tuoi più acerrimi nemici. Anzi, usano le informazioni che hanno su di te per offenderti.
Distorcono il tuo pensiero e alla fine ti fanno passare per quello che proprio non sei.

Un po’ come ciò che sta accadendo per il secondo anno consecutivo con la questione dei “poliamori” che ho osato portare all’attenzione su qualche social. In sintesi, il documento del Roma Pride include il “riconoscimento dei poliamori” insieme al matrimonio, adozioni, stepchild adoption… unico tra i manifesti politici programmatici dei pride italiani a includere una questione delicata e spesso utilizzata dagli omofobi quale grimaldello per delegittimare tutte le nostre richieste.

Specifico subito che non sono contrario a nessuna forma di amore (lecito), quindi neppure al poliamore, perché l’amore è sempre splendido sia se è condiviso con una persona sola, sia se si interseca con più anime. E’ giusto che il pride sia inclusivo e abbracci tutti, è la festa dell’orgoglio di essere come si è, senza moralisti, pudori, paure.

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Il problema è il testo politico del Roma Pride, che cita il poliamore chiedendone un fantomatico riconoscimento pubblico così come per la stepchild adoption o il matrimonio.

E’ un accostamento ardito tra argomenti sui quali si fa battaglia da tempo e che in tanti Paesi europei sono già una concreta realtà e una fattispecie di unione che non è riconosciuta da nessuna parte e che forse necessita di un approfondimento ulteriore prima di essere infilato nel novero delle richieste che vengono fatte alla politica.

E’ una questione di opportunità politica, quindi? Sì
Riguarda l’accortezza con la quale è necessario comunicare visto che siamo oggetto di continue mistificazioni e allarmismi verso una popolazione sostanzialmente ignorante? Sì.
Ciò fa di me che contesto quella parte di documento un omofobo interiorizzato, borghesuccio, bisognoso dell’accettazione di cardinali e giornalisti dediti al poker? No.

Eppure, come è accaduto dodici mesi fa, se qualcuno prova a esprimere una critica civile diventa automaticamente un nemico della causa GLBT e subisce un linciaggio (più o meno diretto, più o meno violento) da parte di sognatori a oltranza, attivisti con i paraocchi, innamorati dell’amore libero da difendere da chi non ne costituisce minaccia.

La libertà di espressione è tutelata ma solo fino a quando sei d’accordo con loro. Tipico atteggiamento di chi guarda il suo bellissimo ombelico e non si accorge che intorno a lui il mondo sta franando. Però ha un bellissimo ombelico. E se dici a queste persone di alzare lo sguardo, che intorno a loro c’è una Chiesa che dice che il matrimonio tra due uomini e due donne è una sconfitta dell’umanità, che vogliamo comprare bambini strappandoli a madri disperate, che siamo posseduti dal demonio, malati ma con apposite terapie psichiatrice possiamo guarire, loro si indignano. “Come cazzo è possibile che tu non ti accorga di che perfettissimo ombelico ho? Perché parli di politica, di autogol e di mondo in frantumi quando c’è un così splendido centro dell’universo corporeo da rimirare?”

Io sono un tipo pragmatico e piuttosto rozzo. Ho due lauree, ma quei titoli non fanno di me una persona colta, sono di quelli che preferiscono puntare all’obiettivo e studiare i passi che occorrono per arrivarci. Le pippe mentali senza mai arrivare al dunque le lascio a chi parla tanto, scrive saggi, partecipa a convegni e riunioni per illustrare agli astanti le caratteristiche del suo favoloso ombelico ma poi non riesce mai a raggiungere la meta agognata. Forse perché nel frattempo si è anche dimenticato cosa vuole.

Ombelichi a parte, credo di vivere in un Paese dove non solo la politica non intende riconoscere il matrimonio egualitario, ma al massimo ti propina una legge sulle unioni civili che attesta la disuguaglianza dell’amore e che, pur nelle oneste intenzioni di riconoscere uguali diritti, finirà per essere smembrata in Parlamento. E’ già ridicolizzata da migliaia di emendamenti offensivi e vergognosi che definiscono le unioni omosessuali nei modi più bizzarri. E questo prima ancora che venga discussa alla Camera e al Senato.

Questa è l’Italia. Questi sono i politici che ci rappresentano: ignoranti, se ci va bene. Cattoprostrati e pronti a utilizzarci per la loro scalata al potere se ci va male.
E in questo contesto vi appare logico, opportuno, strategicamente una mossa geniale chiedere il riconoscimento pubblico dei poliamori?

Prego, attaccatemi pure, ma non privatemi per carità della vista dei vostri splendidi ombelichi.

 

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4 thoughts on “Un bellissimo ombelico

  1. Caro Giangi, faccio parte dei sognatori ma non posso che essere d’accordo con te parola per parola. E aggiungo che il nostro bizzarrissimo mondo associazionista è passato con la disinvoltura tipica di chi non ha MAI rielaborato intellettualmente la realtà che vive e che lo circonda (per capirci: di chi pensava di poter opporre al pensiero antropologico cattolico le strofe cantate da Raffaella Carrà, dagli Abba, da Madonna, LadyGaga e Mika) dal compromesso a ogni costo sui PACS alla richiesta del “tutto-e-subito” senza se e senza ma!! Forse nella mal dissimulata convinzione che, siccome non si otterrà mai nulla di nulla, tanto vale sognare… Occorrerebbe invece avere l’umiltà di capire quali sono le armi vincenti del nemico per usarle a nostro favore o per contrapporne di nuove, più creative ed efficaci (azzerando l’attuale, inutile e nocivo associazionismo LGBT ultra diviso). Ma tutto questo passa prima per una necessaria rielaborazione anche teorica del nostro essere: se non sappiamo chi siamo, come siamo considerati storicamente, se non siamo convinti di quale posto vogliamo nella società attuale, di quale società futura immaginiamo, dove pensiamo di andare? Per cosa pensiamo di lottare!? Cattolici e fascisti hanno le idee molto chiare in proposito (e si vede, e le sanno imporre a tutt*), noi (drammaticamente) no.

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  2. Occhio, Anatto, perché a furia di dirci di rifiutare le ideologie, hanno ammazzato le idee e i potenti hanno potuto imporre (o stanno imponendo) le loro. Solo che non le chiamano più con quel termine tanto “fastidioso” (ma vero)! Magari ci fosse un’ideologia delle pari opportunità per tutti, per esempio!…

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