Cattofascisti: ma chi paga?

Hanno imparato ad usare la rete e lo sanno fare meglio di noi. I cattolici fondamentalisti hanno studiato, si sono guardati intorno e si sono dati da fare. Hanno invaso i social, rimpallano i contenuti di quei loro quattro, cinque siti amici e sono riusciti a fare lobby, ciò che il movimento LGBT pare non saper più fare.

Non è mica un caso se personaggi ambigui hanno trovato notorietà e spazio anche nei salotti televisivi più popolari dai quali insultano senza vergogna e senza contraddittorio. Hanno stretto alleanze politiche, si muovono in gruppo e sono solidali. Riescono a rendere più virali di quel che pensiamo i loro contenuti, perché raggiungono le famiglie nelle parrocchie (e in Italia, lo sappiamo, il catechismo lo frequentano praticamente tutti i bambini), a scuola (l’ora di religione con insegnanti scelti dal vescovo ma pagati da noi), nelle associazioni (la maggior parte, in Italia sono di ispirazione cattolica se non clericali).
Quella parte importante di solidarietà sociale che lo Stato ha delegato alla Chiesa attraverso la Caritas, il volontariato, l’assistenza, le iniziative di intrattenimento, si sta ritorcendo contro di noi.

Hanno imparato a generare contenuti web di tutti i tipi: dai video dis-informativi (quando non diffamatori) a testate pseudogiornalistiche monotematiche così ricche che possono permettersi di acquistare anche pagine sul Corriere della Sera.

1364697357-jessica-lange-american-horror-story-asylumDa dove arrivano i soldi che permettono loro di portare avanti questa battaglia contro il riconoscimento dei diritti civili di una minoranza discriminata? Chi paga per le centinaia di conferenze di bugie di Amato e Adinolfi? Chi finanzia le iniziative di ManifPourTous e del comitato Difendiamo i nostri figli?

Non possono essere solo donazioni spontanee da parte di altri cattolici fondamentalisti, di ignoranti che si fanno abbindolare da slogan clericofascisti e minacce improbabili tanto da aprire il portafoglio e sganciare centinaia di euro.

Chi paga, dunque?

Non nascondiamoci dietro a un dito. I cattofascisti non sono affatto pochi, e ogni giorno che passa riescono ad attrarre nuovi adepti attraverso il mantra dell’utero in affitto e della famiglia in pericolo.
Sono stati bravi a spostare il discorso dal riconoscimento di diritti attualmente negati (ma di cui loro godono) che fanno delle persone omosessuali le vittime di uno Stato che li discrimina, alla minaccia all’innocenza infantile con l’ideologia gender.

Da un po’ hanno alzato ulteriormente il tiro e spostato la discussione verso la pratica dell’utero in affitto, che schiavizzerebbe la donna e priverebbe dei genitori autentici i nascituri. Non era sufficiente il gender per instillare paura e indignare, era necessario aggiungere il surplus immaginifico di poveri neonati strappati a madri disperate e consegnati a uomini pervertiti e senza scrupoli che chissà cosa faranno loro.
Come se quella pratica medica fosse appannaggio esclusivo degli omosessuali, quando sappiamo bene che al 99% a ricorrervi sono coppie eterosessuali, regolarmente sposate, cui lo Stato riconosce la genitorialità del figlio nato tramite GPA senza alcun problema. Ma la massa di donnette e destroidi in malafede che segue costoro non lo sa o finge di non saperlo.

Con l’avvicinarsi della discussione in Senato del DDL Cirinnà sulle Unioni civili devono ricompattare i fanatici, ricordando loro che da bravi cattolici

unoradiguardia
Immagine di apertura del sito Un’ora di guardia. Non ci sono dubbi sul messaggio.

bisogna agire, innanzitutto con la preghiera. Così, da qualche giorno è online il sito Un’ora di guardia, per una preghiera h24 affinchè venga rigettata la legge.

La foto che apre il sito è inquietante: un soldato inginocchiato davanti a un fucile. Altro che fede, altro che religione, questi sono come l’Isis! Si leggono frasi come: questa non è una semplice lotta politica, è una battaglia escatologica delle forze del Bene contro quelle del Male.

E la preghiera è una sintesi degli slogan resi virali dalla loro incessante attività sul web (ma questa gente non lavora? Non ha figli cui dedicarsi?): la famiglia cessi di essere oggetto di gravi attacchi e trovi invece coraggiosi sostenitori e difensori che la riconoscano come il luogo del manifestarsi della bellezza della complementarità uomo-donna. Una bellezza a cui il mondo non può rinunciare. Ogni tentativo di snaturarla e deturparla fallisca.

Capite? La legge sulle unioni civili non riconosce tutele a fattispecie sociali finora ignorate, è un attacco alla loro famiglia, una minaccia a quello status quo di privilegiati che l’appartenere alla maggioranza eterossuale garantisce.

Altra grottesca iniziativa si chiama: Adotta un senatore per combattere il ddl Cirinnà!, della fantomatica associazione (?) SOS Ragazzi, che si auodefinisce campagna nata 21 anni fa con l’obiettivo di difendere la famiglia e le nuove generazioni. Considerati i riferimenti all’ideologia gender e gli scarsi contenuti del sito sembra invece molto più recente. La campagna è collegata all’Associazione Tradizione Famiglia Proprietà. Il nome è già un programma.

sosragazzi1Lo scopo degli ignoti promotori è quello di rompere i coglioni a un manipolo di senatori amici scrivendo loro una lettera fotocopia. Vengono riportati gli indirizzi mail e i recapiti telefonici di politici quali Gasparri, Malan, Formigoni, Giovanardi, e lo scopo del tampinamento sarebbe quello di indurli a non cedere a nessun compromesso per far passare la legge. Iniziativa ridicola? Sì, ma che si aggiunge alle petizioni farlocche di Pro-Vita, alle paginate di firme raccolte da LaCroce per chiedere la moratoria dell’utero in affitto e via dicendo. E’ buzz marketing, una tecnica che si basa sul passaparola per diffondere un certo contenuto nel minor tempo possibile. Se tanti parlano di un argomento, citando numerose fonti in contesti apparentemente diversi (una preghiera, una petizione, una mail da inviare, un articolo da condividere) ma con il medesimo obiettivo, si attribuisce veridicità al contenuto che passa dal grado di opinione (anche improbabile) a verità incontrovertibile.

Questa è la tecnica che i fondamentalisti cattolici hanno imparato a padroneggiare. Dietro quella molteplicità di fonti ci sono sempre i soliti quattro o cinque nomi, che si nascondono tra gli articoli delle stesse testate e le medesime associazioni o comitati. Con la complicità silente della Chiesa riescono a raggiungere la massa coinvolgendo anche persone molto distanti. Figurarsi che anche mio padre, professore impegnato e di larghe vedute, comprensivo della mia omosessualità fin dal primo momento del mio coming out, è finito ad un incontro con l’avvocato Amato dei Giuristi per la vita. Lui non sapeva chi fosse, era stato invitato da una conoscente e incuriosito ha ascoltato. Non ha capito granchè delle minacce paventate dal leguleio showman, ma da insegnante esperto non si è fatto abbindolare dai racconti spaziali di gender nelle scuole. Ha comunque acquistato il suo orrido libro per capire meglio e solo quando ha decodificato l’argomento ha afferrato che si trattava inequivocabilmente di una pagliacciata. Ancora ne ridiamo e comunque il libro è stato sequestrato e fatto oggetto di un rito di purificazione ponendolo accanto a un tomo di alto valore intellettuale e morale.

AmatoVsCasto
Il libro di Gianfranco Amato ESORCIZZATO dalla biografia di Immanuel Casto

Mio padre ha gli strumenti culturali e cognitivi per potersi accorgere e smontare le bufale di gente come Amato, ma tanti altri no e credono e si bevono qualunque ricostruzione fantastica di episodi di corruzione infantile e complottismo mondiale.

E allora torna forte la domanda che mi sono posto molte righe fa. Chi paga per la potenza di fuoco che i fanatici cattofascisti dispongono a livello mediatico?

Annunci

19 thoughts on “Cattofascisti: ma chi paga?

  1. Grazie, articolo molto interessante.
    Io non penso che questa gente vada liquidata con: “Sono pochi fanatici, ignorali” perché sono pochi fanatici che si fanno sentire e che, come tu sottolinei, hanno i mezzi per attrarre a loro moltissime persone ignoranti, in buona o in mala fede che siano. Credo che una fascia quantitativamente importante della popolazione non abbia particolari simpatie per gli omosessuali (siamo pur sempre diversi!) e nutra una completa indifferenza verso le nostre rivendicazioni da una parte e i loro tentativi di demonizzarci dall’altra. Se il polo dei cattofascisti riesce ad attirare l’interesse di questa massa di persone, il pericolo diventerà consistente, e non solo per noi gay e per le nostre lotte, ma per tutti. Perché se lasciamo passare il messaggio che si può discriminare in base a un codice morale/religioso di questo tipo, allora ci rimettiamo noi gay, ma ci rimettono anche le donne, ci rimettono gli atei o le persone di altre religioni, ci rimettono tutti coloro che in un modo o nell’altro in quel codice morale non si riconoscono. Se passa l’idea che l’appartenenza a una religione viene prima che l’appartenenza allo stato, e che quindi obbedire ai precetti religiosi è più importante che obbedire alle leggi (nonché ai principi universali di libertà e uguaglianza che esse dovrebbero incarnare) allora non c’è da stare allegri per nessuno.
    Mi piacerebbe farti una domanda, dato che tu lanci la provocazione ma non rispondi: secondo te chi è che paga?

    Liked by 2 people

    1. Grazie per il tuo commento ch condivido. Io non ho elementi precisi, ma so che l’8×1000 viene usato per larga parte non per sostenere la Caritas o il clero. Se ne fa un uso che non è mai specificato. Vorrei proprio andarci a fondo e capire dove finisce davvero il miliardo che regaliamo ogni anno al vaticano.

      Liked by 1 persona

      1. Questo è un tema molto interessante e su cui vale la pena di indagare, anche se mi pare di capire che, almeno in maniera ufficiale, queste frange di estremisti (i vari movimenti che tu citi nell’articolo, le Sentinelle, la Manif eccetera) non siano direttamente collegati alla chiesa ufficiale, che non si azzarda ad appoggiarli apertamente per diplomazia ma neanche ne ha mai preso le distanze. Persino i neocatecumeni, con il loro show in piazza del 20 giugno scorso, non sono troppo in buoni rapporti con il Vaticano – sono più realisti del re, come si usa dire. E naturalmente il Vaticano non deve rendere conto a nessuno di come spende i soldi che volontariamente (più o meno) i cittadini di un paese straniero versano ogni anno nelle sue casse. Ho la nausea, guarda.

        Mi piace

    2. Ciao Vulcanica,
      io credo che il tuo commento sia assai interessante, soprattutto se messo in relazione con il DDL Scalfarotto e con le mediazioni che si sono cercate e trovate. In ogni caso, proviamo a fare sì, il gioco delle ipotesi sul “chi paga” – tutti quanti lo facciamo, penso. Ma perché non cerchiamo anche di scovare delle risposte, tentando di dare forma a esse? Viviamo in un paese in cui si dà ampio spazio a polemiche, rasserenando sempre meno e aizzando sempre di più gli animi. Abbiamo dimenticato che l’Italia è l’unico paese in cui una persona è stata condannata per il reato di “plagio” (ideologico) secondo quel Codice Rocco emanato in tempi fascisti. Quell’accusato, già partigiano sotto la dittatura, si chiamava Aldo Braibanti e pochi lo ricordano, il che – ai miei occhi – getta molte luci e altrettante, complementari ombre. Braibanti fu condannato perché era omosessuale, di fatto, come dimostrarono alcuni, nella metà degli anni Sessanta. Tra tutti, cito le pagine di Umberto Eco, raccolte anche nel suo testo “Il costume di casa”. Credo sia giunto, per tutti, il momento di recuperare quella storia: i meccanismi sono molto simili a tutti ciò che sta avvenendo oggi.
      Trovo un po’ brutto commentare cose altrui promuovendo i propri spazi e facendosi, in un modo o nell’altro, pubblicità, ma permettimi di farlo (e chiedo a CapGiangi-Urano la pazienza di beccarsi i link anche qui, oltre che su Twitter). Dalla fine di agosto, ho cominciato delle ricerche per dare proprio delle possibili risposte a: “Chi paga?” e “Chi ne trae beneficio?”. Dove, ovviamente, il “chi paga” è strettamente connesso a dinamiche di potere, ça va sans dire.
      Per cui ho aperto un blog: playingthegendercard.wordpress.com. Ho cominciato a scrivere quello che è diventato un dossier corposo e non ancora terminato: “Di chi parliamo quando parlano di gender”. In sintesi, dietro (?) “Scienza & Vita” c’è la CEI e c’è dunque il Vaticano, che mette a disposizioni sedi e molto probabilmente anche finanziamenti. Dietro “Giuristi per la Vita” e “Notizie ProVita”, invece, si agita un mondo un po’ diverso, vicino alla “Marcia per la Vita”, che è composto soprattutto da realtà cattoliche tradizionaliste: la FSSPX (i lefebvriani) e TFP (quella “Tradizione, Famiglia, Proprietà” di cui si parla in questo post). Non ho ancora parlato della Manif pour Tous, ma basti sapere che “Le Monde”, in Francia, aveva fatto i conti in tasca all’associazione, perché lì ci si interroga anche sul chi parla – e non solo sul chi urla più forte e sul chi fa più o meno notizia. “Le Monde” ha messo nero su bianco, insieme ad altri, la strettissima vicinanza della Manif a organizzazioni estreme, come Civitas (lefebvriani), un po’ la nostra “Militia Christi”, e soprattutto l’estrema convergenza negli organi (associazioni e partito) della parlamentare Christine Boutin. Puoi leggere delle cose qui: http://www.lemonde.fr/societe/article/2013/03/21/manif-pour-tous-la-grande-illusion_1850515_3224.html

      Sul terreno della politica, invece, chi spunta molto spesso, fuori dalle reti create dal democristiano Carlo Casini, è “Forza Nuova”. Ti invito a leggere, qualora ti andasse, il mio post sui legami (economici, oltre che ideologici) tra “Notizie ProVita” e il partito di Roberto Fiore: https://playingthegendercard.wordpress.com/2015/11/06/di-chi-parliamo-mp-scgarl/

      Ho ancora altro materiale, sto valutando la forma in cui certe cose siano pubblicabili, ma il punto principale è: quanto stiamo sottovalutando in Italia dei meccanismi intrusivi della destra estrema nei campi economico-politici? Perché i giornalisti sonnecchiano? Perché in Italia lasciamo ampio spazio a quelli che sono serenamente neofascisti nel diffondere bufale, manipolazioni di dati, di informazioni, generando panico, sulla pelle e sui corpi delle persone non-eterosessuali? Esattamente quello che accadde con Braibanti: il Movimento Sociale Italiano lo accusò, dopo che diversi tentativi di ufficializzare il reato di omofobia naufragarono, e lui fu condannato perché amava persone del suo stesso sesso e perché era marxista. Pardon, perché plagiava ragazzi. Come il gender.

      Liked by 2 people

      1. Grazie per il tuo commento completo e esauriente. Leggo subito il materiale che mi hai proposto. Infatti trovo fastidiosissimo che qui si facciano polemiche sul nulla, nel senso che sono proprio basate non su fatti ma su slogan. Sono mesi che sopportiamo gente che sproloquia in tv riguardo a uteri in affitto e adozioni e ci fosse un giornalista che si è permesso di far notare a questi signori che il ddl che stanno contestando (e che ha i suoi limiti, anzi, evidentissimi limiti) non prevede affatto le adozioni. Ce ne fosse uno che si è permesso di sbattere in faccia a certa gente le loro falsità. Sembra che il “diritto d’opinione” che va tanto di moda sui social si sia diffuso anche in tv e sui giornali, così come faceva notare l’autore del post troviamo il Corriere della Sera che accetta i soldi delle Sentinelle in Piedi per pubblicare la loro schifosa propaganda, mettendosi il codice etico e la professionalità sotto le scarpe. Dobbiamo assolutamente reagire a questa campagna con i fatti, non solo appellandoci al buon cuore e alla buona volontà e dicendo cose come “l’amore è l’amore”, dobbiamo scoprire e far sapere chi è che mette in giro queste balle e che interessi ha a farlo.

        Liked by 1 persona

  2. Giusto porsi queste domande, ma tutt* voi sottovalutate l’enorme influenza esercitata dall’ideologia religiosa in sé: questi figuri godono di una solidarietà e di un attivismo spontanei e di mezzi messi loro a disposizione gratis che neanche immaginate. Certo, avere dalla propria “L’Avvenire” (che prende i soldi destinati al sostegno dell’editoria italiana), TV2000, potentissima emittente finanziata direttamente dalla CEI (quindi con l’8 per mille), dirigenti Rai di comprovata fede cattolica, oltre ad altri alti funzionari statali, non pagare alcun Euro per l’affitto delle sale in cui organizzano i loro “convegni” (spesso è roba delle parrocchie o delle Diocesi), avere amici in Questura che mobilitano addirittura la Digos (è accaduto a Pescara a fronte di un divertente finto-matrimonio organizzato a mo’ di flash mob davanti alle Sentinelle in piazza Salotto), poter contare su giornalisti e soprattutto giornaliste delle più varie testate italiane che condividono la loro omofobia e sessuofobia, fa la differenza. Inoltre, ricordatevi sempre che quando si è arsi dal “fuoco sacro” della religione, ci si esalta fino a pensare di essere lo strumento di Dio. E questo fa compiere gesti che non si immaginano neanche. Metteteci pure che molti di questi figuri non hanno una famiglia a cui badare direttamente, o possono permettersi di delegare ad altri il compito che dovrebbero compiere loro stessi, e capirete molte cose anche sul tempo che hanno a disposizione.
    Purtroppo il mondo laico ha totalmente sottovalutato e misconosciuto questo universo relegandolo a una sorta di retaggio in via d’estinzione. Ebbene, s’è totalmente sbagliato: la ragione può addormentarsi facilmente, specie in tempo di crisi.

    Mi piace

    1. Certo. Quello che dici è verissimo – e appartiene alla griglia teorica dell’interpretazione. Ma che vuol dire indagare sul come accada? Scrivi: “questi figuri godono di una solidarietà e di un attivismo spontanei e di mezzi messi loro a disposizione gratis che neanche immaginate”. Dove ci siamo sbagliati? Nel “sottovalutare” dicendo che ci sono dei pazzi invasati pieni di cecità religiosa, secondo me. Non perché non sia vero, ma perché semplicemente non serve a nulla ormai: è un po’ quello che fanno loro quando dicono che siamo tutti “perversi” e “invertiti” e, invece, se tu pensi alla tua quotidianità ti pare come minimo assurdo che ti dicano questo.
      Anche io, quando ho iniziato le mie ricerche, ero convinto di confermare solo quello che sostieni: si tratta di un insieme di fedeli che sono aiutati dal Vaticano. Se non fosse che, poi, questa cosa è vera fino a un certo punto.
      Nessun altro gruppo di cittadini avrebbe avuto il risalto che il “Comitato Scienza & Vita” ha avuto quando vi fu la conferma del referendum sulla legge 40, è vero. E’ vero anche che “Scienza & Vita”, come il “Movimento per la Vita”, il “Forum delle Associazioni Familiari” e organismi associati, sono tutti figli diretti della CEI e dalla CEI governati. Okay, questo è il piano in cui lo Stato dovrebbe porre dei paletti al Vaticano ma non lo fa. E’ il piano, anche, dei cattolici moderati, più o meno accecati dalla Chiesa.
      Ma i toni, col tempo, si sono alzati e le strategie sono cambiate. C’è stato un cambio di paradigma negli ultimi 10 anni con uno slittamento verso l’estrema destra e i gruppuscoli cattolici a essa riconducibili: il MpV è stato ritenuto insufficiente, la CEI poco forte. Il Family Day come tante altre realtà si dice che nascano dal basso. Ma chi le fa partire “dal basso”? Chi viene chiamato a manifestare, quando il Vaticano si espone fino a un certo punto? Qui la fede religiosa in sé non basta più a spiegare la cecità di asservimento, secondo me, perché intervengono altri fattori, tra cui la fede politica, oscillante tra un ritorno utopico alla monarchia e/o al fascismo. Questo diviene un problema laico e di pensiero ancora più grosso. Ripeto: ricordiamoci che Braibanti è stato condannato in Italia, non in Vaticano né altrove. C’entrava il MSI. Adesso si chiama Forza Nuova, per esempio.

      Insomma, qualcuno legge le lettere che si scambiano i cattolici? Se ne scrivono molte, per esempio sul Family Day, su come vada organizzato e da chi. Da lì emerge che il mondo cattolico è molto variegato e soprattutto, come qualsiasi cosa, immediatamente economico-politico. Sono fermamente convinto che farne una guerra di religione VS laicismo sia inutile, che minimizzare dicendo: “Hanno tanto tempo”, lasciando sottendere che se noi ne avessimo di più faremmo a loro un culo così, è inutile. E falso. Il punto è che se l’estrema destra ha un enorme mondo sotterraneo, così come i tradizionalisti cattolici, le associazioni LGBTI più forti sono organi partitici che pensano al profitto (saune, discoteche, eventi mondani). Esattamente quello che era e che è il MpV e che non funziona più, manco per loro. Abbiamo ridotto l’omosessualità a una richiesta di diritti civili, ci becchiamo la demolizione di anni e anni di cultura, di pensiero, di riflessione generata dagli studi di genere e dagli studi queer. Un po’, in fondo, ce lo meritiamo, diciamocelo.

      In sostanza: sono accecati, hanno tanto tempo, hanno amici qui e lì, hanno lobbies, hanno infiltrati. Okay, d’accordo. E noi fin’ora che cosa abbiamo fatto? Come e quanto li abbiamo capiti? Come ci siamo mossi? Chi ha permesso l’abuso di parole come “omosessualismo” e “gaystapo”?

      Mi piace

      1. Ultima osservazione che avevo in mente e poi è fuggita via: in riferimento all’espressione: “che neanche si può immaginare”. La usi due volte e mi sembra implicita in tutto il commento. Ecco, è questo. Ingigantire un fantasma, temerlo, averne paura e non sapere che fare: quando apparirà? Come ci si difende da un ectoplasma? Che cosa può fare un fantasma?
        E invece sono persone in carne e ossa. Io non voglio immaginare un accidenti, se posso essere franco. Io voglio sapere. E sapere che cosa fare, che cosa dire, come proteggermi e come affermarmi. Non voglio dire: “Lobby” come fanno loro e non sapere che cosa significhi, chi significhi e perché si dica. Se loro sono ciechi, io sono vedente e vedente voglio rimanere.

        Mi piace

  3. Yàdad, ho anni di militanza in gruppi cattolici (peccati di gioventù, ma sono stati utilissimi), quasi 15 anni di militanza LGBT attiva alle spalle e ora un impegno in Agedo: fino a 3 anni fa mi sono sentito dire che “ingigantivo le cose” quando parlavo dell’associazionismo cattolico e della sua capacità di fare adepti e di fare rete, nonché di poter contare su appoggi “in basso e molto in alto” senza necessariamente avere tornaconti economici diretti in cambio. Mi sono sempre sentito rispondere che “vedevo tutto nero”, che erano solo “esagitati”, “ridicole minoranze”, ma che “la gente” stava “dalla nostra parte” perché “migliore dei politici che li rappresenta” e perché “ama la libertà”.
    Oggi non credo più a nessuna di queste affermazioni e a nessuna di queste persone. Hai ragione tu: mentre in casa ecclesiastica hanno imparato a fare lobby a tutti i livelli (politico compreso), noi ci siamo persi dietro al “divertimentificio” senza curare minimamente l’aspetto culturale di base. Recuperare in stato d’emergenza mi pare come minimo pretenzioso. Ma posso sbagliarmi, spero.

    Liked by 1 persona

    1. Lukemc67, siamo d’accordo dunque. Aggiungo solo una cosa: “recuperare in stato d’emergenza” è sicuramente pretenzioso, ma pretendere è una cosa giusta, se c’è un’emergenza. Quanto meno, vale la pena provarci.

      Mi piace

  4. buon pomeriggio, …arriva l’UFO.
    Già qualche mese indietro ho avuto uno scambio dialettico con Capgianci e Luke.

    Mi ripeto: a mio avviso commettete un doppio grave errore:
    1) ragionare nel modo esattamente uguale ed opposto ai cosiddetti catto-fascisti, estremizzando ed ideologizzando posizioni ed istanze, parlando continuamente di lobby, manovre occulte, fiumi di danaro, presupponendo di essere la bocca della scienza, dell’evidenza, della verità, ecc.
    2) ridurre a cattofascista chiunque critichi anche solo una parte del corposo pacchetto di rivendicazioni LGBT (se poi sono persone omosessuali a farlo, ovviamente vengono subito tacciate di omofobia interiorizzata, autorepressione, ecc. ; mo’ anche Aurelio Mancuso è sotto inquisizione).

    Non è immaginabile che alcune affermazioni del fantomatico, onnipresente e tentacolare catto-fascismo abbiano presa e successo sull’opinione pubblica NON perché sorrette da miliardi di euro e campagne mediatiche ossessive, NON perché siamo tutti asserviti alla Chiesa brutta e cattiva, NON perché gli Italiani sono pecoroni, ignoranti, ciechi e babbei, NON perché l’approccio dogmatico e talebano è inscalfibile e dona la forza di Sansone, NON perché l’associazionismo LGBT è ripiegato sul proprio ombelico o annebbiato nelle saune, NON… NON…, MA semplicemente …bada ben bada ben… perché alcune di queste affermazioni sono ragionevoli, di buon senso, non di rado semplicemente umane, ovvie, direi doverose?
    Quando mio nipote – il quale, oltre che tesoriere dell’Arcigay locale, è anche sostenitore di Amnesty ed Emergency, ambientalista e vegano, ed è da tanti considerato (me incluso) persona veramente in gamba – attacca i suoi mega pipponi sul diritto all’omogenitorialità non serve un catto-cojonfascista per replicare! Anzi, purtroppo, realizza un clamoroso autogol e rende intelligenti ed apprezzabili anche le argomentazioni catto-cojonfasciste!

    Che scindere in maniera sistematica, direi ‘scientifica’ la procreazione dalla sessualità e l’educazione e la crescita dei figli dalla procreazione forse qualche dubbietto lo apre lo devono dire i catto-ecc.?
    Che non esiste il ‘diritto’ alla genitorialità per nessuno, poiché un figlio non è oggetto e tanto meno oggetto di diritto lo devono dire i catto-ecc.?
    Che un figlio non si commissiona non si acquista, che non si scelgono i gameti a catalogo e che una donna non è una distributrice di ovuli sotto iperstimolazione ovarica e bombardamento ormonale e che, tanto meno, funge da incubatrice in locazione, sono affermazioni così bizzarre?
    Che il legame mamma-bambino è unicissimo, sin dalle prime fasi della vita prenatale, e che è violenza pura produrlo e spezzarlo per ragioni commerciali è ancora fantascienza bigotta?
    Che chiunque ha diritto – per quanto possibile – a conoscere i propri genitori, anche biologici, le proprie radici anche genetiche è così regressivo?
    Che addirittura – senti tu cosa arrivo a dire! – maschilità e femminilità nelle loro differenze e complementarietà biologiche, psicologiche, comportamentali e simboliche sono indispensabili per generare un figlio, e determinanti per educarlo è una pretesa così antiscientifica, così aliena da miriadi di studi pedagogici e psicologici?
    E infine che l’omogenitorialità, prima di essere legale o illegale, morale o immorale, è semplicemente IMPOSSIBILE, e magari chi è un fervente ambientalista, naturalista, ecologista dovrebbe pure saperne il motivo dato che è evidente anche ai bambini delle materne, anche questo è cattofascismo?
    Se si, è vero… l’Italia probabilmente è ancora piena di catto-fascisti, per il semplice motivo che invece di definire tali quei quattro gatti dei forzanuovisti e dei lefevriani, usate questa ridicola categoria come sinonimo di “persone di buon senso, con un sano ancoraggio alla REALTA'”.
    Ma questo è appunto un gravissimo errore e marginalizza altre rivendicazioni sacrosante del mondo LGBT.

    Ora – lo chiedo soprattutto a Capgiangi – prima di attaccarvi a mezza riga qua e a mezza là delle mie rapide considerazioni, mossi dal sacro ardore iper-ideologizzato della replica apologetica, a tutela di ogni micron del corpus LGBT estremo, potreste considerare persino 30 secondi se forse, ma proprio forse, vi sia mezza goccia di ragionevolezza in queste mie parole?
    Baci&abbracci

    PS: e non si dica che la GPA (pessimo eufemismo) riguarda quantitativamente soprattutto le coppie eterosessuali. La correità non cambia di un millimetro il giudizio sulle cose.

    Mi piace

    1. Caro Carlo, la nostra indignazione deriva dal fatto che tu e tanti anche peggio di te pretendete di imporre la vostra fede, valori, visione della vita. Pretendete che lo Stato, laico e di tutti si adegui ai vostri diktat e limiti una parte dei suoi cittadini di quei servizi, tutele, diritti di cui voi stessi godete.
      Il cosiddetto utero in affitto è un argomento separato dalle unioni civili, sia perché disciplinati da due leggi diverse, sia perché la GPA non è appannaggio esclusivo delle coppie omosessuali, anzi.
      Io come omosessuale in coppia potrei chiedere uguaglianza di diritti e quindi chiedere al mio Paese il riconoscimento della mia unione, ma non essere eticamente daccordo con pa pratica dell’utero in affitto e non ricorrervi mai. La legge Cirinnà NON ha nulla a che fare con Gpa o altre pratiche che esistono o che magari esisteranno in futuro e si limita a prendere atto di una situazione per tutelare una parte debole, quel bambino cresciuto da due genitori. Lo Stato deve conoscere la realtà e disciplinarla: se quel ha due figure genitoriali è importante che esse figurino e abbiano dei doveri. O tu sei contro i diritti dei bambini?
      Ma gli eventuali minori nelle coppie gay non c’entrano con i diritti della coppia stessa. Reversibilità pensionistica o eredità sono argomenti molto distanti da quello della Gpa e mescolarli è una precisa scelta comunicativa criminale.
      Ti chiedo, Carlo, per quale motivo dovrei accettare che persone (cattoliche o no) mi possano impedire di chiedere quei diritti di cui loro stessi godono?

      Mi piace

    2. Che il movimento LGBTI italiano si sia ancorato, negli anni, a dibattere di matrimoni e adozioni è un fatto. Personalmente, ne ho spesso prese le distanze, proprio perché non si è creato un humus culturale, oltre che politico, in grado di far crescere degli alberi. Se posso permettermi, questo è ancor più evidente nel suo commento, Carlo.
      Non voglio darle né torto né ragione, perché lei giustamente afferma il suo punto di vista. Le faccio solo notare che c’è differenza tra l’imporre la propria morale e la propria etica, facendole diventare norma (anche in senso legislativo), e ascoltare l’altro, gli altri e soprattutto i cambiamenti che avvengono all’interno della società, volenti o nolenti, che ci piacciano o meno. Il problema sta tutto qui, forse: lei parla da eterosessuale, mentre si cerca di far comprendere un altro modo di pensare il mondo, figlio di costrutti sociali condivisi, anche da chi – normativamente – è tirato fuori. Dal suo intervento pare che lei sia ossessionato dalla genitorialità, tanto da scrivere: “maschilità e femminilità nelle loro differenze e complementarietà biologiche, psicologiche, comportamentali e simboliche sono indispensabili per generare un figlio, e determinanti per educarlo”. Lei non si ferma al “biologico” ma parla di psicologia, di comportamento e, addirittura, di simboli.
      Il percorso scientifico si è spostato da categorie rigide ad altro, non solo per la genitorialità ma per tutte le analisi sociali. Mi spiega come due simboli generano prole? Che vuol dire parlare di “simboli”? E soprattutto mi spiega perché ancora il tutto a una supposta “complementarietà” di due sessi distinti? E che ne è di quelle persone in cui la sua categorizzazione rigida va a cadere (penso alle persone intersessuali)? In definitiva, chi le ha insegnato a pensare così?

      Ultimo appunto. Lei scrive: “l’Italia probabilmente è ancora piena di catto-fascisti, per il semplice motivo che invece di definire tali quei quattro gatti dei forzanuovisti e dei lefevriani, usate questa ridicola categoria come sinonimo di “persone di buon senso, con un sano ancoraggio alla REALTA’”. No, mi scusi, ma chi usa la categoria di “catto-fascisti” per le persone di buon senso, ancorate alla realtà? E di quale realtà stiamo parlando? Inoltre, sto cercando di dimostrare da tempo come molte associazioni anti-gender siano proprio catto-fasciste, nel senso di forzanoviste e levebvriane. Sono le stesse che hanno inquinato discorsi e fatti, alcuni dei quali lei ripete. Uno su tutti, il legame tra unioni civili e GPA. Su questo, la rimando a CapGiangi nell’altro commento. Aggiungo solo che basterebbe guardare alla Francia, da cui abbiamo importato molti di questi discorsi: le unioni civili c’erano dal 1999 e ancora adesso la GPA è vietata, nonostante nel 2013 si siano legittimati i matrimoni tra persone dello stesso sesso e le adozioni possibili a due persone dello stesso sesso.

      Il comitato che si fa portavoce delle sue istanze, Carlo, si chiama “Difendiamo i nostri figli”. I “nostri”, dove è evidente che i “vostri” non esistano e ce li dobbiate dare. Ebbene no. Che lei sia d’accordo o meno (o, pensi, che io sia d’accordo o meno) non cambia la realtà delle cose e *nessuno* dovrebbe parlare a) in nome di altri genitori, comunque abbiano concepito, voluto, avuto i figli; b) in nome dei figli stessi. Le ricordo che la filiazione, così come la genitorialità, sono cambiate nel corso del tempo, proprio come il matrimonio, e qui ci si ficcano percorsi storici. Che cosa non le piace del fatto che due persone dello stesso sesso abbiano strumenti altri, disponibili – e usati anche di più – da due persone di sesso opposto? E che cosa tutto questo ha a che fare con famiglie altre? E perché nella difesa dei “vostri” figli si deve tutelare meno o non tutelare proprio i “nostri” figli? La ragionevolezza che lei tanto invoca, forse, dovrebbe veicolarla nella comprensione e nella costruzione di una società semplicemente più aperta, più giusta e meno escludente, smettendo di pensare che i “vostri” figli siano un vessillo (guardi il logo della Manif) da utilizzare *contro* qualcuno, contro altri bambini, contro altre persone, dicendo pure che li si difende, mentre li si sfrutta. Ci pensi. Buona giornata.

      Mi piace

  5. salve,
    ringrazio Capgiangi e Yàdad, alcune vostre riflessioni le condivido in pieno, altre no, e stasera tento alcune precisazioni:

    APPARTENENZE: non faccio parte dei gruppi che citate né provo simpatia per essi.

    LAICITA’: nelle mie considerazioni, di ieri come dello scorso anno, non cito sure coraniche, passi biblici, dalai lama o papi e soprattutto non traggo deduttivamente diktat da quelle fonti. Cerco di argomentare la mia opinione (pur nelle ristrettezze di spazio di un blog) e non pretendo che sia imposta a chiunque, anche se auspico – come tutti, immagino – che quanto mi sembra utile e buono per la convivenza sociale e la vita delle persone abbia riconoscimento culturale e legislativo.
    Non ritengo inoltre che la laicità (o meno) sia data dalla ispirazione religiosa (o meno), ma dalla argomentabilità oppure dalla dogmaticità delle affermazioni. Molti approcci laicisti o ateistici, se ideologicizzati, sono tutt’altro che laici.
    Infine, è difficile negare che la laicità entri nella storia dell’umanità con “date a Cesare ciò che è di Cesare” e “il mio regno non è di questo mondo”; così come è difficile negare che la considerazione di ciascun essere umano come unico, inviolabile, infinitamente degno, sempre fine e soggetto, mai mezzo ed oggetto, abbia una genesi e un’impronta marcatamente cristiane ed abbia innervato tutta la cultura occidentale, come è ben visibile nella nostra Costituzione, nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, ecc.
    Ma andiamo avanti…

    CATTO-FASCISTI: a parte che condivido l’opinione di Luke secondo cui chi milita in quei movimenti o associazioni, in maniera appassionata, impiega (e cerca) energie, tempo e soldi e quindi, forse, le tante supposizioni su chi li finanzi trovano anche risposte più semplici e immediate, senza chissà quali ipotesi dietrologiche, …a parte questo – dicevo – il mio ragionamento, Yàdad, era terra terra. Provo a ripercorrerlo: alcune idee presunte catto-fasciste non hanno diffusione e successo perché i cosiddetti catto-fascisti riescono a macchinare chissà quanto, con chissà quante risorse reperite occultamente, tanto da plagiare il popolo pecorone, ma trovano accoglienza semplicemente perché sono ragionevoli, di buon senso, a volte ovvie, e quindi sono tutt’altro che clerico-fasciste.
    Ne è prova che quando il pasdaran Amato, citato da Capgiangi, parla della “perversione dei sodomiti” non trova audience e applausi, ma quando sostiene che un bambino nasce da un papà e una mamma ed ha bisogno, per quanto possibile, di un papà e una mamma, suscita la standing ovation. Perché? Perché dice una cosa rassicurante e, per la maggior parte delle persone (me incluso, convintamente incluso) tanto ovvia quanto che il sole sorge ad oriente, che un sasso lanciato in aria cade presto a terra o che il fuoco brucia la carta… semplici dati di fatto, evidenze delle leggi fisiche, chimiche, biologiche.
    E’ per questo che invitavo a distinguere ciò che è realmente ‘fascista’, offensivo, intollerante e discriminatorio da ciò che invece è diffusamente ritenuto normale, altrimenti il movimento LGBT suscita ed alimenta resistenze e contrarietà e gli Amato hanno partita facile.

    UNIONI CIVILI: penso che quando due o più persone si impegnano in maniera stabile e duratura a coabitare, a condividere la vita e a supportarsi a vicenda e chiedono pertanto un riconoscimento pubblico e ufficiale che consenta loro di essere eredi reciprocamente, subentrare nei contratti di locazione, prestare assistenza in ospedale, decidere per l’altro in casi estremi (es. espianto di organi), ecc., tutto ciò vada certamente riconosciuto. E’ un diritto-dovere sacrosanto. Anzi, in una realtà come la nostra pervasa dalla logica del precariato, a tutti i livelli, chi si impegna in relazioni interpersonali ‘serie’ va soltanto sostenuto.
    Ergo, siamo d’accordo.

    PROCREAZIONE: riconoscendo valore assoluto a ciascun essere umano, in ogni fase della vita e soprattutto nelle situazioni di fragilità e vulnerabilità, e ritenendo che il concepimento di una persona così come i legami che ne scaturiscono tra gli attori in causa (mamma, papà, figlio) abbiano qualcosa di nobilissimo, infinitamente degno e misterioso, ossia di non riducibile a mera combinazione chimico-biologica, mi batto dove e come posso contro l’approccio laboratoriale, cosificante, produttivistico e mercantilistico che contrassegna le varie pratiche di inseminazione artificiale, tanto più se eterologa o addirittura se praticata mediante una gestante terza. Ritengo che, indipendentemente dal credo religioso o meno, l’atto del concepimento, ossia il venire all’esistenza di quell’essere unico e inviolabile che è la persona umana, debba essere protetto e affidato quanto più possibile alla naturalità degli eventi. Poiché penso che il contrario sia profondamente dannoso per la società e per tutti i soggetti coinvolti, non sia indice di una realtà “più aperta, più giusta” – per usare le parole di Yàdad – e sia indice di una grave involuzione culturale, spero che la legislazione italiana (e degli altri Paesi) tuteli questi capisaldi di civiltà. E a volte, come nei già citati confronti con mio nipote, mi colpisce che si debba argomentare tanto a supporto delle mie opinioni perfino quando l’interlocutore si definisce difensore dell’ecologia, del rispetto dell’ambiente, della natura e degli animali, mangia bio, ricorre alle cure naturali, ecc. Ma non voglio andare fuori tema…
    Quelle pratiche che ritengo deleterie coinvolgono, numericamente, soprattutto singoli o coppie eterosessuali, ma è chiaro che riguardino necessariamente le coppie omosessuali che, lapalisse, possono ‘concepire’ soltanto per vie laboratoriali ed artificiose.
    Piccola parentesi personale: sono parte di una coppia biologicamente sterile, quindi non ho proprio un grande tornaconto ad affermare quanto detto, ma quello penso.

    SIMBOLI: cerco di spiegarmi con Yàdad. Certamente non sono la maschilità e la femminilità ‘simbolica’ a concepire la prole. Eppure la maschilità e la femminilità sono determinanti, anche nella loro valenza simbolica, nel percorso educativo di un/una bambino/a, nel suo processo di costruzione dell’identità, nel suo orientarsi nel mondo, a partire dal quel primo e fondamentale ‘mondo’ dato dai legami familiari, in primis con i genitori.
    A mio avviso un limite di tanta cultura LGBT è dato dalla drastica sottovalutazione della diade uomo/donna come elemento primigenio, come differenza costitutiva dell’essere umano nella pari dignità, come elemento simbolico centrale in tutte le culture di ogni tempo.
    Sarò banale, ma spero che almeno ci capiamo meglio: le prime cose che chiedi quando nasce un bambino non sono certo se sia castano chiaro o castano scuro di capelli o se i vagiti siano acuti o appena più bassi, ma se sembri sano e in salute (è il bisogno di rassicurazione sulle possibilità di vita di quel nuovo individuo) e se sia maschio o femmina (è l’elemento identitario principale).
    E l’essere maschio o femmina, pur essendo – come tutto ciò che è umano – anche condizionato socialmente e culturalmente, non è il frutto esclusivo di una società castrante ed opprimente che, priva di apertura mentale, si pensa sessualmente binaria ed è eteronormativa. Ma è il dato identificativo di ogni nostra cellula, condiziona i nostri ormoni, il funzionamento del nostro cervello, il nostro vissuto emotivo, ecc.
    Anche se risolvessimo la ‘pratica’ della procreazione per via esclusivamente laboratoriale con un bell’utero artificiale e con la possibilità di produrre artificialmente gameti femminili e maschili, un mondo (e una famiglia) di soli maschi o di sole femmine sarebbe senza dubbio molto più povero.
    Ieri sera, su La7, Cristiana Alicata ha ripetuto un paio di volte – cito a memoria, ma il senso era questo – che il movimento omosessuale e la cultura LGBT sono il frutto consequenziale e maturo dell’emancipazione femminile. Ecco, perfetto! W il micromondo di sole donne, che amano solo le donne e partoriscono soltanto bimbe femmine, tutte al riparo dal mostro maschile, maschilista e patriarcale.
    Mi pare l’altro limite di molto LGBTpensiero: parlare tanto di diversità e poi temerla nei fatti, essere a disagio nel riconoscerla, interpretarla e gestirla, ritenere in fondo che la differenza sia soltanto sopruso e minaccia, tanto che si tende a misconosce la prima e più evidente diversità (anzi, meglio dire “differenza”, poiché così indichiamo la possibilità di convergenza e non l’allontanamento) quella tra donne e uomini.
    Come scrissi a Capgiangi e a Luke lo scorso maggio, tutto ciò è ancora più paradossale in un’epoca in cui sottolineiamo la fecondità dell’incontro tra civiltà e culture diverse. Immagino che la sensibilità di molte persone omosessuali le tenga lontane dai movimenti nazionalisti, localisti e xenofobi, perché aliene alla logica del livellamento, del tutti uguali, dell’altro come pericolo. Immagino che la sensibilità di molte persone omosessuali le porti a vedere lo ‘straniero’ con curiosità e interesse, poiché la differenza è anche scoperta, novità, accoglienza, arricchimento delle prospettive, unione nella pluralità, comunione dei distinti, senza che questo divenga per forza conflitto, lotta, competizione.
    Bene, lo stesso vale tra i due mondi costitutivi dell’umanità e trasversali ad essa, rappresentati dall’essere uomo e donna.
    E’ per questo che ho remore pesantissime anche rispetto l’omogenitorialità adottiva. Capiamoci: non è che essere uomo e donna garantisca sulla qualità delle due persone come genitori e come coppia. Chiaramente no, ma mi pare una condizione necessaria pure se insufficiente. Soprattutto se affiancata ad un altro elemento molto pratico: in Italia oggi c’è un numero infinitamente superiore di coppie eterosessuali disposte ad adottare e in lista di disponibilità rispetto al numero dei minori effettivamente adottabili.

    Ma… si è fatto tardi e domani è lunedì. Buona notte

    Mi piace

    1. Salve Carlo,
      le risponderò solo ad alcune cose.
      1) Catto-fascisti. Che Forza Nuova sia alla base di Notizie ProVita non è dietrologia, ma un fatto. La rimando al mio blog per saperne di più, sono stanco di sgolarmi a tal proposito, tanto non se ne esce. Parimenti, diverse associazioni sono legate a doppio filo con Gianni Alemanno, con la Lega e con l’universo ultra-reazionario della “Marcia Nazionale per la Vita”. Si informi per bene.
      2) Gianfranco Amato: lei dice che quando parla di “perversione di sodomiti” non trova applausi. Mi dica come, dove, quando. Provi a leggere il mio blog; guardi i video di Amato; legga le parole di gente a lui vicino, come Elisabetta Frezza, fondatrice di “Giuristi per la Vita”. Mi faccia sapere che cosa trova. Scrive anche che Amato parla della famiglia tradizionale riscuotendo consensi perché dice una cosa “rassicurante”. La invito a riflettere sul fatto che lei abbia davvero scritto “rassicurante”, come se vi fosse un pericolo. Non dirò altro e mi appoggerò sull’intelligenza che la spinge a cercare un confronto con le persone LGBTI.
      3) Scrive che “le coppie omosessuali […] possono ‘concepire’ soltanto per vie laboratoriali ed artificiose”: sì, ma non le persone della coppia. Ci pensi e cerchi di ghettizzare meno le persone, evitando di parlare di altri solo in nome di stereotipi.
      4) Sulla GPA non ho voglia di dirle assolutamente niente.
      5) “A mio avviso un limite di tanta cultura LGBT è dato dalla drastica sottovalutazione della diade uomo/donna come elemento primigenio, come differenza costitutiva dell’essere umano nella pari dignità, come elemento simbolico centrale in tutte le culture di ogni tempo”. Certo, ma ora mi faccia degli esempi. Glielo dico in anticipo: le parole del suo nipote ecologista, vegano e pacifista non valgono un fico secco, soprattutto se riportate da lei. Credo sappia benissimo andare oltre l’empirismo di parole terze che lei interpreta dal suo punto di vista, così come spero lei sappia essere più onesto intellettualmente.
      6) A mio avviso, un limite di tanta cultura etero è dato dal fatto che non è assolutamente in grado di parlare di coppie formate da due persone dello stesso sesso che, se non le è chiaro, sono composte da… esseri umani che hanno sentimenti, istinti sessuali e vivono in una data società.
      7) Scrive: “il movimento omosessuale e la cultura LGBT sono il frutto consequenziale e maturo dell’emancipazione femminile. Ecco, perfetto! W il micromondo di sole donne, che amano solo le donne e partoriscono soltanto bimbe femmine, tutte al riparo dal mostro maschile, maschilista e patriarcale”. Esistono tante femministe, così come esistono tante persone LGBTI. Aver fatto l’associazione “emancipazione femminile” = “micromondo di sole donne” non rende giustizia alla qualità delle sue parole quando parla romanticamente dell’amore tra un uomo e una donna.
      8) Scrive: “la differenza è anche scoperta, novità, accoglienza, arricchimento delle prospettive, unione nella pluralità, comunione dei distinti, senza che questo divenga per forza conflitto, lotta, competizione”. La invito a leggere Verlaine, ad ascoltare John Grant, a vedere “Weekend”. Si faccia una cultura seria, Carlo, e smetta di parlare per slogan di Amato rispetto ai “diversi”. Su internet trova anche il giornale del “FUORI”. Chieda a suo nipote di aiutarla a capire.

      N.C.) Scusi la rabbia, scusi la frustrazione, provo a essere più calmo e gentile, ma le chiedo: perché deve dire tanti luoghi comuni su esperienze di vita che non conosce, evidentemente? Usi la sua curiosità e il suo romanticismo per ascoltare, per imparare, per spogliarsi dei suoi preconcetti sulla superiorità (ora qualitativa, ora quantitativa) delle persone/coppie eterosessuali. Abbracci un nuovo mondo, le gioverà, fosse solo perché è bello stare al mondo e imparare cose nuove sull’amore. Arrivederci.

      Liked by 1 persona

      1. P.S. Come può notare, per esempio, il mio è un commento basato sull’omosessualità maschile, mondo che conosco per esperienza personale e per studio (perché si impara anche ad amare, a fare sesso e a capire il mondo). La invito, per quanto amaramente in seconda battuta, a riflettere su questo mio atteggiamento e a pensare alle lesbiche, alle persone bisessuali, alle persone trans, alle persone intersessuali. La esorto a capire che fare di tutta un’erba un fascio è una gran stronzata, a comprendere che ogni individuo ha bisogno di essere ascoltato con grande attenzione, se lo si vuol conoscere, così come ogni gruppo, ogni società. Credere che si neghi la bellezza dell’unione uomo-donna, dell’incontro tra due diversità – sessuali – è una stronzata, al limite dell’offensivo; credere che non la si prenda in considerazione è sminuire l’intelligenza emotiva, di pensiero e discorsiva di qualunque membro della società. Volere che questa sia predominante è fare discriminazione, stabilire gerarchie ed essere un po’ ignoranti.

        Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...