Unioni civili, com’è rivoluzionaria la felicità 

Ora che vi potete sposare anche voi farete il grande passo?

Questa frase, pronunciata una mattina nell’ascensore che conduce in ufficio mi ha spiazzato. A dirla con un largo sorriso è un collega con il quale ho poca confidenza, padre di due figli, credente.

Giangi, se ti sposi voglio assolutamente essere presente…

Stavolta a farmi sgranare gli occhi è una collega impegnata da sempre in parrocchia, così casa e chiesa da avere anche un’immagine di Padre Pio sulla scrivania. Da quando l’istituto delle unioni civili è stato approvato con il clamore mediatico che abbiamo vissuto, sono stato sconvolto dalla reazione delle persone comuni, gente che credevo lontana e disinteressata, quando non ostile.

unioni-civiliMi ha stupito la normalità con la quale la società civile ha accolto la tutela delle coppie omosessuali. Ho sempre saputo che le prime celebrazioni avrebbero sortito un effetto positivo, ma non pensavo che la felicità di quelle coppie, dei loro parenti e amici avrebbe avuto un’eco così dirompente e coinvolgente. Così naturale. Ciò che pensavamo è accaduto, la vita delle persone ha continuato a scorrere regolarmente, è solo migliorata quella di una minoranza discriminata della popolazione che ora può contare su alcuni diritti fondamentali.

Lo sappiamo che le unioni civili non sono l’uguaglianza che chiediamo e alla quale abbiamo diritto. Non sono matrimoni, ma l’effetto sociale dell’istituto delle unioni civili è comunque una rivoluzione nel nostro stanco e contradditorio Paese.

La gente comune parla di matrimonio e non fa particolare distinzione tra amoreunionicivili3 etero e amore gay. Quest’ultimo però è uscit0 allo scoperto e ha trovato legittimazione anche presso i grandi media che finora è stato molto attento a snobbarlo. Sono le facce felici dei novelli sposi a conquistare le persone, perché l’Italia ha improvvisamente assunto consapevolezza che gli omosessuali sono esattamente come tutti gli altri. La rappresentazione che ne ha spesso fatta la tv e il cinema è stata fuorviante e controproducente. Gli omosessuali non sono tutti come Enzo Miccio, Platinette o Cristiano Malgioglio,  riconoscibili e spesso messi alla berlina per la loro eccentricità, ma hanno i volti anonimi, a volte brutti, dei nostri vicini di casa, degli amici e parenti con i quali viviamo tutti i giorni.

La rivoluzione delle unioni civili è che hanno fatto scoprire all’uomo comune quanto è banale l’amore omosessuale. Le celebrazioni, ormai sempre più frequenti sul territorio non fanno più notizia. Passata la sopresa iniziale sono diventate un fatto locale, come un matrimonio particolare che può destare curiosità ma che non sconvolge, non preoccupa, non incide nella vita dei cosiddetti altri.

unionicivili4Dei conflitti sociali, apocalittiche polverizzazioni delle famiglie, cambi improvvisi di sesso in mariti o mogli e pianti inascoltati dei bambini non c’è mai stata alcuna traccia e mai ce ne sarà. La felicità è contagiosa e non distrugge, rincuora. Le coppie che si stanno unendo davanti ai pubblici ufficiali e che possono confidare in tutele che rasserenano il futuro, saldano il tessuto sociale e sanano ferite sulle quali purtroppo c’è chi si accanisce.

L’ostilità della Chiesa ha qualcosa di diabolico (se il diavolo davvero esistesse) e le ignoranti ma calcolate parole del Papa sull’inesistente ideologia gender una testimonianza di cattiveria pura. Sono un invito al boicottaggio della società civile sana da parte di chi vuole mantenere uno status quo di distriminazione, ingiustizia, violenta ignoranza. L’esultanza delle frange (sempre più ristrette, sempre più ridicole, sempre più esasperate) dei cattofascisti è la conseguenza attesa di una Chiesa che ha scelto quale alleata l’estrema destra fascista per esercitare la sua influenza. Il Papa di fatto ha invitato a boicottare la felicità altrui. E quei pochi sindaci sfigati che credono di avere un futuro politico appoggiando la destra clericale gli sono andati dietro, rifiutandosi di celebrare le unioni civili.

Al di là delle conseguenze legali di tale rifiuto (confido in batoste clamorose verso questi gendercriminali che non rispettano la legge), è chiaro che la gente non è d’accordo con questo modo di pensare. Ci hanno provato a raccogliere le firme per indire un referendum e cancellare la legge sulle unioni civili, ma i fantomatici due milioni di presenti ai Family Day sono evaporati. Nonostante la discesa in campo di illustri esponenti cattotalebani,  sono state raccolte poco più di 30.000 firme invece delle 500.000 previste.

Nel silenzio imbarazzante di estremisti che riesumano il pericolo gender, insultano e istigano alla violenza per non affrontare il disastro, si registra la sconfitta pesante della Chiesa piegata ai diktat dei vescovi assetati di potere e denaro e che paga le sue scelte estreme con la perdita di credibilità e di fedeli.

E’ inutile girarci intorno, la felicità è contagiosa e la gente non vuole perdere energie e tempo a disprezzare e odiare il prossimo, è semplicemente contenta di condividere un po’ della gioia di quegli uomini e di quelle donne che finalmente possono giurarsi amore eterno davanti ad uno Stato che non è più un nemico, ma un alleato.

Ma quindi, Giangi, quando ti sposi?

 

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2 pensieri riguardo “Unioni civili, com’è rivoluzionaria la felicità 

  1. Il fatto è che gran parte della società italiana è più avanti della politica, che ha paura di muoversi per perdere voti. E queste ne sono alcune delle molte testimonianze. Posso aggiungere solo una cosa, vivendo in una grande città (Milano) è tutto più facile, io non ho fatto nessun coming out con i miei colleghi, anche perché non ne vedo la necessità, però il giorno in cui io avessi un “consorte” (non importa a che titolo), non avrei nessun problema a dirlo e a presentarlo come tale. Ovviamente perché saprei di non sconvolgere proprio nessuno.

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