Se la Lega non vuole rispettare la legge

Una sindaca leghista fa il suo dovere e celebra l’unione civile tra due uomini, il suo partito minaccia di cacciarla. Non sia mai che si rispetti la legge e si riconosca dignità a una coppia omosessuale, vero?

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Maria Scardellato, sindaca di Oderzo

È accaduto qualche giorno fa a Oderzo, in provincia di Treviso. Maria Scardellato eletta pochi mesi fa tra le fila del Carroccio ha fatto semplicemente ciò che ogni rappresentante locale dello Stato dovrebbe fare, eseguire le disposizioni della legge italiana. Siccome in questo Paese però tutto vale tutto, la dignità delle persone può essere calpestata impunemente e chiunque può permettersi di dire che alcuni cittadini, solo in virtù del loro orientamento sessuale, devono essere discriminati. Pertanto, chi non mette in atto la discriminazione non rispettando la legge andrà incontro a ritorsioni.

La Lega, per bocca del suo segretario Matteo Salvini ha affermato:

«Se la sindaca scientemente si è prestata a questo giochino sicuramente ha poco a che fare con la Lega. La nostra linea di principio è che, nel rispetto delle scelte di vita di tutti, il matrimonio è quello tra l’uomo e la donna, questa è la linea che in totale libertà abbiamo condiviso all’unanimità»

Un partito politico che si candida alla guida dell’Italia e rappresenta i suoi cittadini può affermare all’unanimità che il rispetto della legge è un giochino e che alcuni cittadini non hanno gli stessi diritti di altri? Può scegliere di alimentare la discriminazione sociale e contribuire al clima di violenza intimidatoria da anni instillata da frange estremiste cattoliche?

Si va oltre il populismo becero con il quale Salvini ha risollevato la Lega dopo i molteplici Matteo Salviniscandali della gestione Bossi/Salvini (italiani, popolo dalla memoria cortissima), in questo caso si sceglie scientemente di infrangere la legge e condannare, espellendo, quei rappresentanti politici che scelgono di applicarla.

La battaglia antidemocratica di Salvini e dei suoi ha radici lontane. Il fidanzato della Isoardi, infatti ha compreso molto bene che i tempi della secessione sono ormai tramontati e che se vuole attrarre voti bisogna pescare nei sentimenti più torbidi e mai sopiti di una parte degli italiani, la tendenza mortifera al fascismo. Non sono pochi quelli che dall’alto della loro ignoranza credono di avere un’opinione in virtù della quale stabilire chi è meritevole di diritti (che se non sono di tutti si chiamano privilegi) e chi no. Salvini se la prende con le donne che pretendono di avere lo stesso potere decisionale degli uomini e in particolare con Laura Boldrini, Presidente della Camera, che un giorno sì, l’altro pure, viene insultata sulla base di notizie vere ma più spesso inventate.

L’altra battaglia è contro gli omosessuali. Salvini è bravo nel non cadere nella monomaniacalità e parla di difesa della famiglia facendo attenzione a mostrarsi sempre un simpatico guascone di larghe vedute. La battaglia contro i diritti e gli slogan utilizzati sono però i medesimi della campagna omofoba dei cattofascisti: l’unica famiglia possibile, quella eterosessuale sarà distrutta se anche le famiglie omosessuali saranno tutelate. I bambini hanno diritto a scegliersi i genitori e quindi gli omosessuali non devono avere figli, i quali saranno puniti per ritorsione e non saranno tutelati.

E la Scardellato? Ha tradito il diktat leghista. Come se le decisioni di un manipolo di ignoranti eletti grazia ad altri ignoranti possano avere più valore delle leggi emanate dal Parlamento. Se la sindaca venisse davvero espulsa dal partito (posto che per lei sarebbe solo un bene) si configurerebbe un colpo di Stato fascista. Un partito decide di non riconoscere il Parlamento e le sue leggi e fa come cazzo gli pare. Può un movimento decidere di non applicare una legge? A quali conseguenze va incontro?

lega-matteo-salvini_il-pranzo-e-servito_1Oltre l’aspetto politico c’è quello sociale. A Oderzo è stata celebrata l’unione civile tra Pasquale e Andrea, compagni da 11 anni (ma se fossero sei mesi non cambierebbe nulla). La polemica di Salvini vuole rinfocolare il delirio degli squallidi cattofascisti, alimentando offese e insulti nel tentativo di accaparrarsi simpatie e al momento giusto qualche voto.

E sono tanti quelli che ci cascano. Troppi. Fanno paura, perché sfogano le loro frustrazioni e insicurezze verso le minoranze identificate quale origine di tutte le loro angustie. Profughi e gay, queste le vittime del loro rancore.

Sui social questi ignoranti funzionali sono costantemente bombardati da una campagna virale di disinformazione e basta una scintilla, perché nelle menti più deboli la rabbia esploda. E si sappia, lo affermo per l’ennesima volta, qualsiasi atto violento, fisico, verbale o morale, è imputabile a chi fomenta questo clima d’odio.

Tutti coloro che propagandano disinformazione nei confronti delle persone LGBTQI sono direttamente responsabili delle nostre sofferenze. Dalla Chiesa all’ultimo sito pseudogiornalistico che inventa notizie per spaventare i bigotti. Dall’utente social che pensa di aver fondato una tv solo per aver fatto qualche diretta su Facebook in pigiama e occhi cisposi a quel segretario di partito che gioca con la vita altrui spingendo i sindaci alla più bieca e mortificante discriminazione.

Responsabili. 

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6 thoughts on “Se la Lega non vuole rispettare la legge

  1. Sono gli stessi leghisti che, quando si tratta di far populismo anti-immigrati, sostengono che “gli immigrati devono rispettare le nostre leggi”. Ma si sa che gli integralisti, di qualunque tipo, non sanno cosa sia la coerenza…

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  2. Ora sono i leghisti, ma avrebbero potuto essere i cattolici integralisti a chiedere che ci fosse la possibilità di una obiezione di coscienza (se non l’hanno già fatto). Comunque, per il caso specifico, ciò che accade in un partito politico (in questo caso, se la sindaca viene espulsa) non è di pertinenza ESTERNA, stante la mancata attuazione dell’articolo 49 della Costituzione Italiana. Tale articolo prevede che tutti i cittadini hanno il diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere “con metodo democratico” a determinare la politica nazionale. L’espressione “con metodo democratico” è stata interpretata in modi diversi. Molti al giorno d’oggi sono d’accordo nel ritenere che essa implichi il divieto assoluto di usare qualsiasi forma di violenza fisica o morale per imporre determinate idee o scelte politiche, mentre non obbliga i partiti ad adottare al loro interno una struttura democratica che garantisca a tutti gli associati una uguale partecipazione all’attività di partito. Quindi non credo sia giuridicamente rilevante e suscettibile di azione penale, l’eventuale espulsione dal partito della sindaca. Ogni sindaco è anche “ufficiale di stato civile”, per cui deve adempiere a questo ufficio, o in prima persona o con delega. Anche per il rilascio delle nostre carte d’identità, il sindaco delega gli impiegati, senza scandalo di nessuno. Se la sindaca legista eretica ha scelto di non delegare nessuno per l’unione civile e la Lega di Salvini si è incazzata perché non ha fatto “obiezione di coscienza” nell’unico modo possibile, cioè utilizzando la delega, questi non possono essere che problemi della Lega e della sindaca, per i motivi di cui sopra.

    Il fatto è dunque duplice e vanno distinti i due aspetti :
    1. la sindaca, in quanto ufficiale di stato civile, ha fatto il suo dovere istituzionale. La Lega, a posteriori, sconfessa la sindaca, perché chi non si oppone direttamente o indirettamente alle unioni civili, ha poco a che fare con la Lega. Ripeto: problemi della Lega e della sindaca. Nessun reato perseguibile.
    2. l’aspetto culturale. Se ci sono voluti trent’anni per arrivare alle unioni civili, ci sarà un motivo. Da una parte c’è la politica che in Italia è particolarmente lenta, perché tendente a conservare l’esistente e a non irritare le gerarchie vaticane, per mantenere e accrescere i voti, essendo l’Italia per la maggior parte un paese di moderati. Ci sono poi i cattofascisti, i fascisti, i retrogradi, i rompicoglioni e i coglioni che, non paghi della loro vita fatta di problemi e di gioie e dolori come quella di tutti, rompono le palle a chi esercita dei diritti che non portano via nulla a nessuno. Analogamente all’aborto, il diritto all’aborto non comporta che tutte devono abortire. La possibilità dell’unione civile fra persone dello stesso sesso non sparge nell’aria una nube rosa, per cui l’omosessualità diventa contagiosa e quindi anche chi non è gay si troverà desideroso di unirsi civilmente col vicino di casa.

    Per concludere, mi sembra che il problema sia culturale, più che penale e politico. Di persone/movimenti/partiti che rifiuteranno le unioni civili ce ne saranno ancora diverse. Poi quando sarà diventata una cosa “normale” avere e VEDERE nella società una coppia di persone unite civilmente, sarà tutto metabolizzato, come è stato per il divorzio. Per me è più grave quella famiglia che butta o picchia il figlio adolescente che si scopre omosessuale, che la sindaca che rischia l’espulsione dalla Lega. Questi fenomeni (esempio: il padre che urla: “preferisco un figlio handicappato/morto/mai nato che gay” e la madre che soffre in silenzio) di ignoranza (non direi cattiveria, perché la cattiveria implica la volontà deliberata di fare del male) sono ancora presenti, magari minoritari ma presenti. E fanno male. Perché la sindaca è persona adulta e nella pienezza – si spera – della propria dimensione personale e relazionale, l’adolescente ha poche armi per difendersi.

    Detto tutto ciò, visto dalla parte dei figli, c’è da augurare a nessuno di avere un genitore leghista/cattofascista etc., ma valutando dalla parte dei genitori, ci sarebbe da augurare davvero che una nube rosa investa i repressivi (e repressi??? il dubbio sorge inquietante) leghisti fascisti clericali, facendo trovare sotto i cavoli tanti figli, fratelli, amici gay. Magari non impareranno l’empatia e la sensibilità, ma almeno staranno zitti e romperanno meno i coglioni (si spera).

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    1. Grazie dell’interessante contributo, sul quale concordo. Ciò che mi fa orrore è la bassezza morale/culturale di un partito come la Lega, dove lo squallore è rappresentato dal governo lombardo con Maroni e Cappellini e a livello nazionale da Salvini. Manca la sensibilità sociale del politically correct, oramai considerato alla stregua di un nemico

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  3. La Lega è uno dei tanti. Poi sappi che a confronto, Maroni è Cavour rispetto a Salvini. Comunque voglio precisare che non è un problema del politically correct, ma è un problema culturale in genere. Qualcuno sta/proverà a raccogliere le firme per un referendum abrogativo della legge delle unioni civili, accorgendosi che pochi firmeranno. Solo in questo modo si accorgeranno che alla maggior parte degli Italiani va bene così. Ma dobbiamo dare il tempo anche alla parte più retriva della società, almeno di rassegnarsi.

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