La dottoressa alle grandi manovre 

Ho deciso di scrivere questo post quando, pensando a Silvana De Mari, la dottoressa entrata prepotentemente nell’olimpo dei cattomofobi italiani più agguerriti, mi è venuto un soprannome: ani ruggenti.

Silvana De Mari è un medico chirurgo, specializzato in endoscopia e psicologia cognitiva, scrittrice di libri fantasy (Amorth, quanto mi manchi!), che nelle ultime settimane si è lanciata in dissertazioni su omosessualità e sesso, lasciandosi andare a considerazioni piuttosto controverse, suggestive e deliranti che hanno attirato l’attenzione dei media.

In particolare, la dottoressa ha descritto, prima su Facebook poi sul suo blog, le conseguenze  di pratiche sessuali anali estreme, soffermandosi sui possibili danni che il corpo subirebbe e che ha lei ha visto nel corso della sua carriera. Una vera ossessione quella dell’ano per la De Mari, che ha allarmato i suoi seguaci paventando incontinenza fecale, lesioni, malattie, cancro, con prolusioni talmente dettagliate che sembrano prese da un manuale di medicina. Il linguaggio schietto della dottoressa non è passato inosservato e considerato che l’ano ha sempre il suo fascino, ha attirato una buona fetta di popolo clericalchic che è attratto dal culo, ma finge di ignorarne l’esistenza.

01641502Nei commenti che seguono i post della doc Ani Ruggenti,  dimostrano una conoscenza della materia sessuale anale piuttosto approfondita, dato che i cattofascisti più intransigenti sono quelli che linkano siti a tematica omosessuale fingendo di indignarsi, quando è invece palese una certa curiosità a sfondo omosessuale.

Ma anche la nostra si guarda intorno, scopre il sito del Cassero Salute e confonde volutamente lo spazio web di conoscenza sessuale (semplice, chiaro e ricco di informazioni utili, comprese tante avvertenze) con le attività educative che un ente morali come il Cassero svolge nelle scuole attraverso progetti specifici valutati e approvati dagli organi preposti.

Confondere il popolo bue attraverso informazioni parziali, estrapolate dal contesto e alterate per modificarne il senso è una modalità di comunicazione molto usata dai personaggi omofobi e Silvana De Mari è solo l’ultima che fa credere che i gay vadano dai bambini delle scuole elementari a parlare di fisting o pissing ben sapendo che non è così. Il popolo webete clericale non perde tempo a verificare di cosa si parla e si beve qualsiasi stupidaggine.

Non ho dubbi circa la veridicità degli episodi medici descritti dalla dottoressa Ani Ruggenti,01641503 ed è lecita l’opinione medica che un certo tipo di attività sessuale possa avere delle conseguenze sulla salute. Del resto, è esattamente quello che si legge sul sito Cassero Salute, che invita alla prudenza e alla prevenzione. Ma il punto non è questo, bensì il miscuglio di considerazioni mediche , conclusioni moralistiche mescolate a religione e antropologia ad cazzum, che diventano inviti ad astinenza e castità o cure per guarire dall’omosessualità tramite le crudeli terapie riparative. La dottoressa quindi supera il confine dell’opinione personale per sfociare nell’omofobia conclamata avvalendosi della professione medica per avallare i suoi pregiudizi. E’ per questo che GayLex ha deciso di chiedere all’Ordine competente di sospenderla.

…se accettiamo l’affermazione( falsa) fatta dall’APA che la cosiddetta omosessualità sia una forma alternativa di normalità , allora Mosè, Cristo e San Paolo avevano torto…

Ani ruggenti mescola medicina, scienza e religione, ponendo sullo stesso piano l’Associazione Psicologi Americani e… Mosè!

Ha superato il segno e lo sa. Ne è consapevole, perché la scelta di lanciarsi verso il pubblico estremista religioso è studiata. Lo ammette lei stessa, quando davanti alla minaccia di essere radiata dall’ordine afferma che non le importa. E’ prossima alla pensione, ciò che conta per lei è continuare a ottenere pubblicità gratuita per i suoi libri fantasy di successo. Si guadagna parecchio con i clericabili beoti.

Il fatto è che non sono uno psicologo, non sono uno psichiatra, gli ordini dei medici sono un po’ più indipendenti rispetto ai suddetti ordini, ma anche se mi espellono non è che me ne importi un gran che.

la-dottoressa-alle-grandi-manovre1Capite? La dottoressa è alle grandi manovre, sgomita per acchiappare un posto in prima fila nel mercato sempreverde degli idioti insicuri, ignoranti, pieni di sensi di colpa che cercano qualcuno che dica loro esattamente come comportarsi. Su chi sfogare le loro frustrazioni, quale capo seguire ciecamente fino alla morte. Nostra signora degli sfinteri sfondati è molto più furba di altri personaggiucoli, è consapevole che la concorrenza è tanta e bisogna picchiare duro.

Medico chirurgo, specializzata in endoscopia e psicoterapia cognitiva, Silvana De Mari si scaglia contro gli psicologi, quelli che per primi negli anni ’70 hanno rilevato la normalità dell’omosessualità e che sarebbero i profeti della fuffa:

non si tratta più di Gayburg, ma di interi squadroni di psicologi e loro sono un problema perché sono il pensiero unico travestito da scienza.

Lei, che non è psicologa e neppure psichiatra per sua stessa ammissione parla di omosessualità da un punto di vista psicologico.

Ma la dottoressa è alle grandi manovre, vuole un posto in prima fila tra i più omofobi. Per 16111123_10154286637007358_333683165_nquesto si lancia in un delirio che dimostra la sua attitudine al genere fantasy. La De Mari parla infatti di persecuzione religiosa del movimento lgbt contro il Cristianesimo. Ha il coraggio, grottesco quanto ridicolo, di affermare che non sia la Chiesa ad aver criminalizzato l’omosessualità, torturato e bruciato vivi i gay colpevoli di essere tali e amare in modo sgradito al Papa, ma gli omosessuali stessi che perseguiterebbero i credenti. E come, di grazia, cara dottoressa? Impedendo che costoro possano professare liberamente la loro religione? Dichiarando fuorilegge le sante messe? Arrestando il Papa e la sua corte di nullafacenti cardinali? Dichiarando guerra allo Stato cancro dell’Italia, Città del Vaticano?
Le persone LGBT sono una minoranza che è stata storicamente osteggiata da tutti, religioni in primis, e che chiede uguaglianza e rispetto, non certo vendetta. Anche perché, ricordiamolo sempre, la strada per la parità di diritti è ancora lunga, non solo nel nostro Paese, ma anche nel resto del mondo.

La De Mari, incurante di quanto affermano scienza, psicologia, e tutti i medici seri, accosta intenzionalmente omosessualità e pedofilia con una dichiarazione sconcertante quanto rivelatrice:

Piccole aperture sempre più ufficiali del movimento lgbt statunitense alla pedofilia. I pedofili si chiamano map , persone attratte da minori. Il circolo lgbt di Roma, è intitolato a Mario Mieli, cantore di pedofilia, necrofilia e coprofagia. Posso assumere che tutti gli iscritti provino simpatia per queste pratiche?

Io, fossi nel Mario Mieli, una quereluccia la farei. E se fossi in coloro che si devono occupare di deontologia controllerei ben bene se è opportuno considerare ancora Silvana De Mari una donna di scienza.

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La dottoressa alle grandi manovre

Ma la dottoressa Ani Ruggenti non si ferma qui. Vola alto per recuperare posizioni a scapito di chi che non riesce a essere più un autorevole esponente del clericofascismo. Senza giri di parole si lancia nella rivalutazione morale dell’omofobia! Per anni gli esponenti cattofascisti hanno cercato di spiegare in ogni modo che non sono omofobi, che siamo noi a esser gay e quindi una minaccia per la società, ma che non ci odiano, davvero! Silvana De Mari non ci sta a questi compromessi, è donna tutta d’un pezzo. Difende il suo diritto ad essere omofoba, perché essere omofobi vuol dire essere nel giusto.

…rivendichiamo il diritto all'”omofobia“, ad affermare cioè che l’attrazione per i proprio sesso e l’erotismo con il proprio sesso siano deviazioni della sessualità, in cui compito è creare la generazione successiva mediante incontro di gamete maschile e femminile.

L’omofobia deve far parte del normale diritto al pensiero libero Deve far parte del normale diritto di parola. Abbiamo il diritto di essere omofobi nelle nostre affermazioni scientifiche, nelle nostre Chiese, leggendo i passi di San Paolo e della Bibbia e la condanna di Cristo della sodomia, abbiamo il diritto di continuare a leggere Dante, abbiamo il diritto di dirlo.

E noi abbiamo il diritto, anzi, il dovere di non subire la sua omofobia in silenzio, di ribellarci, chiedere giustizia e pretendere di non essere insultati in nome di un dio evanescente quanto crudele per bocca dei suoi profeti. Pretendiamo che la scienza sia chiara, netta, non dia spazio a interpretazioni di singoli che diventano un pericoloso boomerang.

Ricordiamolo sempre che l‘omofobia è l’odio viscerale verso gli omosessuali, la porta alla discriminazione, alla violenza verbale e fisica. E non si può tollerare in nessun modo, perché l’uguaglianza e il rispetto sono i cardini della nostra società e i principi costituzionali sui quali si fonda l’ordinamento.

La dottoressa è il nuovo vessillo da sventolare a fronte del tramonto di alcuni personaggi che hanno fatto il loro tempo e dimostrato scarsa credibilità, motivazioni volte all’arricchimento personale, ridicolaggine.

16111866_10154286636957358_963767098_nDopo qualche anno nel quale il movimento LGBT è stato a guardare e non ha saputo affrontare la violenza omofoba che la rete di siti, personaggi, associazioni fondamentaliste ha vomitato sul web, ha imparato a reagire. Ora esiste GayLex, che non ci pensa due volte a ricorrere alla legge per ribadire principi democratici e di uguaglianza, esistono siti e testate come Gayburg che descrivono quotidianamente e con efficacia gli episodi di omofobia, e c’è chi ci mette la faccia e non ha paura di esporsi. Anche sui social abbiamo imparato a fare rete, lobby (gruppo di pressione) e a pretendere il rispetto dovuto.

La De Mari arriva tardi, riuscirà a vendere per un po’ di libri fantasy, parteciperà a qualche programma radio tv dove vomiterà il suo odio mescolato a concetti medici e poi sparirà spazzata via dalla giustizia e dalla società. I cattofascisti sono sempre meno e per questo più incazzati e rumorosi. Ma con l’entrata in vigore delle unioni civili e finalmente i decreti attuativi che le rendono pienamente operativa è chiaro che il fondamentalismo cattolico ha perso. Non si torna indietro: dalla grande vittoria delle unioni civili al matrimonio egualitario e al riconoscimento dei figli delle famiglie arcobaleno è un passo. Lungo o breve non importa, il punto è che la dottoressa Ani Ruggenti ha già perso prima ancora di iniziare la sua battaglia nostalgica medievale.

Si faccia da parte lei, la Cei, le associazioni fondamentaliste cattoliche, i fascisti che si trincerano dietro una croce, i populisti, i nostalgici, i froci repressi e i malati di mente in odor di santità, questi sono finalmente i nostri ANNI RUGGENTI e siamo solo all’inizio!

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2 pensieri riguardo “La dottoressa alle grandi manovre 

  1. Spero che l’Ordine competente censuri questa persona e tutti quei dottori che nascosti dietro un camice diffondono notizie false.
    La religione non può alterare la verità

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  2. due considerazioni:
    è vero che gli omosessuali hanno un buco in meno per divertirsi, ma trovo davvero raccapricciante fissarsi sull’aspetto anale dell’omosessualità. D’accordo che si dice anche “culattone” (la parte per il tutto, come “figa” per le donne), però sai che ci sono gay, tra cui me, che non amano affatto praticare questa trivellazione, sulla quale si è fissata la ANAlista ad honorem, oggetto di questo post? non per inibizioni particolari, ma perché è una pratica che non mi procura piacere da passivo e pochissimo da attivo, altrimenti la farei.
    Poi inizio a non sopportare più la parola “fobia” rispetto all’omosessualità. Gli “omofobi” non hanno paura degli omosessuali, ma odiano gli omosessuali. Quindi bisognerebbe cambiare parola per designarli. Magari “misomoerotico”, sul calco di misantropo. A meno che gli omofobi abbiano paura dell’omosessualità che è in loro. E allora capisco e accetto la parola omofobo, che però si dovrebbe arricchire di un auto-, divenendo automofobo.

    Per concludere, la società sta cambiando, quella italiana più lentamente. Purtroppo ci saranno sempre gli intolleranti che si scaglieranno sempre contro qualcuno: negri, omosessuali, handicappati etc. Nel Medio Evo, gli handicappati erano, non sempre e non ovunque, ritenuti non degni di amore come gli altri, ma figli del demonio, perché mai dio (n.b. la minuscola) si sarebbe mai permesso di versare l’anima in un corpo deforme. Medio Evo? mica tanto però, perché fino a non molto tempo fa, in alcune regioni d’Italia gli handicappati erano sentiti come un motivo di vergogna e si tenevano chiusi in casa. E purtroppo raramente càpita ancora.

    Quindi il disprezzo per il diverso, magari per l’effemminato, è sempre esistito. Solo che per gli handicappati sono stati fatti molti passi avanti, per gli omosessuali siamo non più all’inizio, ma molta strada resta ancora da percorrere. Riflettere sull’ineluttabilità delle sacche di ignoranza non significa accettarle, ovviamente. Però mi chiedo cosa e come potrebbe essere non dico “zittito” (perché altrimenti ti dicono che non lasci libertà di parola), ma almeno “contenuto” un soggetto del genere. Tale soggetto, infatti, è molto peggio di uno Sgarbi, che al massimo dice “che facciano quello che vogliono e s’inculino”, perché questa è una dottoressa, quindi una professionista … aiuto!

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