In Cecenia sono tutti maschi 

E’ la storia che ritorna, quella che in tanti non conoscono e che citano spesso a sproposito. La storia di una persecuzione fatta di arresti, torture, violenze sistematiche, campi di concentramento. Le notizie che giungono dalla Cecenia sulla violenza alle persone omosessuali ci riportano al periodo fascista, così dannatamente simile nell’avversione e nella stupida convinzione che l’omosessualità si possa estirpare.

Nonostante il silenzio vergognoso e disinteressato della politica e dei rappresentanti religiosi ciò che stiamo scoprendo della Cecenia atterrisce. Centinaia di persone arrestate, torturate, rinchiuse in carcere e in certi casi ammazzate per il loro orientamento sessuale. 

Questo è quello che succede quando uno Stato sceglie un capro espiatorio. Una minoranza che non può difendersi e resta in balia del mostro che dovrebbe tutelare tutti i cittadini e invece sceglie di perseguitarne alcuni.

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Copertina della ristampa di “In Italia sono tutti maschi” di Luca De Santis e Sara Colaone.

In Italia è già accaduto e le analogie con la Cecenia sono inquietanti. Il fascismo si prese cura degli omosessuali dell’epoca, ma in silenzio, vigliaccamente, perché l’omosessualità non era reato nel Codice Rocco. Fu lo stesso Mussolini a non voler criminalizzare la sodomia, perché avrebbe significato ammetterne l’esistenza nel suo virilissimo Paese. In Italia sono tutti maschi, affermò il Duce, ma ciò non impedì alle forze dell’ordine di fermare le persone per strada, irrompere nei locali, interrogare, torturare e infine mandare al confino gli omosessuali ritenuti nemici del regime.

Lo racconta molto bene il libro a fumetti di Luca De Santis e Sara Colaone In Italia sono tutti maschi (che nel titolo riprende la famosa dichiarazione di Mussolini), che porta alla luce un aspetto del fascismo rimasto sepolto da una coltre di omofobia per decenni. L’omosessualità è stata considerata una colpa disonorevole fino a non troppi anni fa anche in Italia e l’ostilità che in paesi come la Cecenia oggi ci sembra assurda era una realtà consolidata e silente anche da noi e a volte irrompeva nella cronaca come con il processo vergognoso dei Balletti Verdi. Veniva svelata così la stratificata omofobia delle autorità, residuo del periodo fascista, alimentata dalla Chiesa, che continua ancora oggi a considerare l’omosessualità come una minaccia.

Il libro In Italia sono tutti maschi (vi consiglio caldamente di recuperarlo, anche se attualmente è fuori catalogo in attesa di una doverosa nuova edizione) utilizza più registri linguistici, alternando ironia e dramma mentre racconta le storie vere degli omosessuali confinati alle Isole Tremiti.
L’orrore che arriva dalla Cecenia dimostra che quel periodo non si è mai concluso nonostante siano passati decenni. Il governo ceceno ha affermato che le accuse di persecuzioni contro i gay sono false, perché in Cecenia non ci sono omosessuali. In quel paese inoltre è depenalizzato il delitto d’onore e le famiglie spesso sono le prime nemiche dei parenti che mostrano un orientamento diverso. 

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Ramzan Kadyrov, leader paramilitare ceceno

L’omofobia e la violenza sono figlie dell’ignoranza. Allora come oggi. Le frange estremiste pseudoreligiose che infestano l’Italia quasi sempre hanno un livello cognitivo e culturale infimo e sono preda di quei quattro fascistoni rivestiti di clericalità che li indottrinano a suon di bufale (gender docet) e additano gli omosessuali come la fonte dei loro problemi. Esattamente quello che accadeva nella Germania nazista, nell’Italia del Duce vigliacco, nella Chiesa papista di ogni tempo, nella Cecenia spietata di oggi.

Che differenza c’è tra l’omofobia cecena e quella dei clericofascisti italiani? Il diritto, che tutela ancora le minoranza e impedisce la persecuzione di Stato. Dipendesse da loro saremmo già tutti sotto terra. Certi articoli diffamatori su testate pseudogiornalistiche, commenti inquietanti, discriminatori e violenti sono la cartina al tornasole che anche da noi il periodo della propaganda fascista non si è mai concluso. Per questo è importante adesso più che mai una legge contro l’omofobia, che identifichi un aggravante in caso di reato legato all’orientamento sessuale. In buona sostanza va inserito l’orientamento sessuale nella Legge Mancino.

Quanto sta accadendo nella Federazione Russa non può essere sottovalutato e deve diventare occasione per pungolare i nostri politici a legiferare sul tema. Non possiamo lasciar correre davanti alla continua, pervicace, pericolosa diffamazione nei confronti della comunità LGBT. E’ prioritario che nelle scuole si educhi al rispetto e all’accoglienza, che siano combattuti pregiudizi e stereotipi. E che non vengano ascoltati quei soggetti estremisti clericali o presunti tali, molto bravi a spaventare fanatici ignoranti in cerca di un branco. Che la fandonia gender diffusa come uno spauracchio non debba neppure avvicinarsi alle istituzioni pubbliche è banale da dire, ma non scontato, visto che questi soggetti destrorsi spesso trovano ospitalità per i loro comizi bufala invitati e ospitati dai Comuni e dalle scuole

La vicenda della Cecenia deve ancora essere svelata pienamente, ma dalle prime reazioni degli omofobi italiani è evidente che è molto più vicina di quanto a volte ingenuamente pensiamo.

Un piccolo gesto che possiamo fare tutti è firmare l’appello di Amnesty. Ma è poco, troppo poco. Non smettiamo di indignarci, condividere, protestare, chiedere a gran voce a chi ci rappresenta di intervenire. Non lasciamo che l’orrore ceceno diventi una delle tante notizie che quotidianamente attraversano i media e abbassano ulteriormente l’asticella di tolleranza della violenza.

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In Cecenia sono tutti maschi?
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2 thoughts on “In Cecenia sono tutti maschi 

  1. non ci sono omosessuali perché li nascondono. Hai voglia a fare manifestazioni. Sul mondo soffia un vento destrorso che se non riuscirà a portare il Front National al governo in Francia, ha già portato Trump negli USA. Già è da rallegrarsi per la nostra legge sulle unioni civili …

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