Cattofascisti: ma chi paga?

Hanno imparato ad usare la rete e lo sanno fare meglio di noi. I cattolici fondamentalisti hanno studiato, si sono guardati intorno e si sono dati da fare. Hanno invaso i social, rimpallano i contenuti di quei loro quattro, cinque siti amici e sono riusciti a fare lobby, ciò che il movimento LGBT pare non saper più fare.

Non è mica un caso se personaggi ambigui hanno trovato notorietà e spazio anche nei salotti televisivi più popolari dai quali insultano senza vergogna e senza contraddittorio. Hanno stretto alleanze politiche, si muovono in gruppo e sono solidali. Riescono a rendere più virali di quel che pensiamo i loro contenuti, perché raggiungono le famiglie nelle parrocchie (e in Italia, lo sappiamo, il catechismo lo frequentano praticamente tutti i bambini), a scuola (l’ora di religione con insegnanti scelti dal vescovo ma pagati da noi), nelle associazioni (la maggior parte, in Italia sono di ispirazione cattolica se non clericali).
Quella parte importante di solidarietà sociale che lo Stato ha delegato alla Chiesa attraverso la Caritas, il volontariato, l’assistenza, le iniziative di intrattenimento, si sta ritorcendo contro di noi.

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Censurato Gayburg, protestiamo con #FreeGayburg

Fatemi un piacere, andate su Google e cercate “Gayburg. Lo so che conoscete già uno dei siti italiani più autorevoli e interessanti, capace di parlare senza troppi giri di parole di diritti GLBT documentando in modo puntuale le menzogne omofobe che i gruppi cattofascisti rivolgono alla comunità omosessuale. Ma vi prego, fatelo.

Non c’è nessun risultato, vero? Esatto, Gayburg è scomparso dal motore di ricerca più importante del mondo, non è più possibile condividere sui social i suoi articoli e se digitate per esteso l’url del sito http://gayburg.blogspot.it vi apparirà questa frase:

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In seguito a massicce segnalazioni da parte di ignoti, la piattaforma Blogger ha deciso di limitare fortemente Gayburg, trattandolo alla stregua di un sito pornografico, con contenuti sensibili da non rendere pubblici.

I paladini della (loro) libertà di espressione hanno vinto e sono riusciti a spegnere la voce della verità. Continua a leggere “Censurato Gayburg, protestiamo con #FreeGayburg”

Chi vive davvero non si butta via

Io ero un Giorgio Ponte. E vivevo come lui. In una delle mie tante vite infatti ero un omosessuale represso che detestava il proprio orientamento e cercava in ogni modo di combatterlo, recuperare ciò che pensava che in un momento preciso della sua vita era andato smarrito. Ero un ragazzo che aveva scelto di rifiutare una parte di sé per credere ad una promessa di presunta normalità da parte di chi, tra l’altro, viveva una situazione tutt’altro che normale, appartenente alla maggioranza. Continua a leggere “Chi vive davvero non si butta via”

Come vorrei questo stivale da drag queen

Sinodo 2015, documento finale: “Nei confronti delle famiglie che vivono l’esperienza di avere al loro interno persone con tendenza omosessuale, la Chiesa ribadisce che ogni persona, indipendentemente dalla propria tendenza sessuale, vada rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto, con la cura di evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione. Si riservi una specifica attenzione anche all’accompagnamento delle famiglie in cui vivono persone con tendenza omosessuale”.

Sui matrimoni gay «non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia. Il Sinodo ritiene in ogni caso del tutto inaccettabile che le Chiese locali subiscano delle pressioni in questa materia e che gli organismi internazionali condizionino gli aiuti finanziari ai Paesi poveri all’introduzione di leggi che istituiscano il ‘matrimonio’ fra persone dello stesso sesso”. Continua a leggere “Come vorrei questo stivale da drag queen”

#FamilyDay: Mamma Paura e sua figlia Cattiveria

Ma noi non ce l’abbiamo con i gay, io poi ho tanti amici gay.

Ecco un “omosessuale non gay” che ci racconta perchè il DDL Cirinnà non fa bene agli omosessuali per primi.

Voi gay state pretendendo che la società riconosca come diritti i vostri desideri.

Cirinnà trasforma i desideri in diritti, conferendo riconoscimento giuridico a QUALSIASI forma di amore fra due persone.

La Cirinnà va fermata non certo per cattiveria nei confronti delle persone omosessuali.

E’ in aperto contrasto ad esempio, con l’art. 29 della Costituzione.

Se non è ancora passata, perché la Cirinnà è già applicata nelle scuole?

Difendiamo solo i nostri figli.

Giù le mani dai bambini.

Questo è il tentativo delle lobby gay di instaurare la dittatura del pensiero unico.

Li mettiamo a lavorare nei campi, vedi come gli passano certe manie.
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8×1000? #Diamoloaloro, alle famiglie povere

Voi lo sapete che se non specificate come destinare l’8×1000 nella vostra dichiarazione dei redditi questo finisce comunque nelle casse capienti della Chiesa Cattolica Apostolica Romana?

Sì, perché per un gioco economico perverso le somme per le quali non è stata specificata la destinazione vengono comunque ripartite in base alla percentuale di quelle espresse.
Siccome la Chiesa Cattolica è l’opzione più scelta da una minoranza di cittadini che non supera mai il 40%, si prende tutto il malloppone, anche i soldi di chi non dichiara nulla.

Non importa se c’è una crisi che ha messo in ginocchio l’economia e le famiglie, se un giovane su due è a casa a far la calza, la Chiesa il suo bottino ce l’ha sempre assicurato. Anzi, per effetto dell’aumento delle tasse, becca sempre di più. Da qualche anno l’8×1000 ha sforato il tetto del miliardo di euro (sì, avete letto bene, 1.000.000.000 di euro) e il Vaticano incassa questi soldi senza pagare le tasse, solo grazie al Concordato che impegna l’Italia a finanziarla a patto che essa resti fuori dalla politica. Come vedete lo Stato si è fatto fregare due volte: la Chiesa sottrae fondi importanti e in cambio i suoi preti sono costantemente in tv e discutono di leggi a più non posso.

Ho una proposta da fare a Papa Francesco e alla CEI di Bagnasco: per un anno l‘8×1000 destiniamolo alle famiglie in stato di povertà. Questo sì che sarebbe un atto caritatevole proprio nei confronti di quella famiglia tradizionale che la Chiesa quotidianamente afferma di voler difendere dalla minaccia dei diritti gay.
#Diamoloaloro: un modo concreto per aiutare le famiglie con genitori senza lavoro, figli da crescere e che non sanno dove sbattere la testa. Continua a leggere “8×1000? #Diamoloaloro, alle famiglie povere”

La Chiesa è una sconfitta per l’umanità

Nel nostro paese il referendum che ha riconosciuto il matrimonio tra omosessuali in Irlanda ha avuto ampia eco, per qualcuno un segnale dei tempi che cambiano, per altri un’aberrazione in una terra un tempo saldamente cattolica, per altri una “sconfitta per l’umanità”.

Questa frase così atroce non è un commento di un cattofascista qualsiasi, un giornalista fallito in cerca di visibilità mediatica o una sposa sottomessa al marito e alla famiglia che propone alle donne di far la maglia ma che sta sempre a spasso. No, è una dichiarazione ufficiale del cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano. Continua a leggere “La Chiesa è una sconfitta per l’umanità”

Costanza Miriano, io ti ammiro (anche se sei femmina)

Ciao Costanza,

o Costi, che fa tanto confidenza tra amiche, io ti ammiro. Professionalmente, s’intende. Mi occupo di comunicazione aziendale e posso solo imparare da chi come te è così abile nello scrivere e nell’utilizzare i social per compattare il proprio pubblico, o nel tuo caso, fanbase.

Quotidianamente ricordi quanto sei superficiale in quanto donna e quindi bisognosa di un uomo forte e razionale che ti ricordi qual è il tuo posto naturale. Porti avanti con caparbietà il tuo concetto di “sottomissione femminile” e dunque ogni post su facebook è un proliferare di frivolezze, battutine e mioddioquantosonoscemasonosolounafemmina. Fosse stato per te non avremmo mai avuto la Cristoforetti nello spazio, la Levi Montalcini e Nilde Iotti in politica. Continua a leggere “Costanza Miriano, io ti ammiro (anche se sei femmina)”

Mario “Revergination” Adinolfi

Ma io Mario Adinolfi in fondo lo capisco. Sta investendo tutto in questa nuova carriera di omofobo clericoltranzista.
Finora non ce l’ha mai fatta a diventare davvero qualcuno: deputato di rincalzo e politico inesistente anche se si picca di aver fondato il Pd (io non ne andrei così fiero…), conduttore tv senza traccia, e anche come giocatore di poker (ma questa passione non lo fa tanto benvolere ai suoi amici credenti, meglio soprassedere) . Va compreso, questa è l’ultima carta che gli è rimasta pe’ campà senza lavorà. Continua a leggere “Mario “Revergination” Adinolfi”

Shitstorm, lanci la merda e nascondi la mano che puzza

Non mi era ancora capitato di essere vittima di un troll. Può succedere a tutti quelli che bazzicano sui social, ma è fastidioso soprattutto se il disturbatore non si limita a insultarti in quanto omosessuale, ma copia il tuo account twitter con tanto di foto e nome simile per molestare i tuoi amici e personaggi pubblici al solo scopo di infangarti.

Il problema non sono gli insulti, sono abbastanza grandicello da farmeli scivolare addosso e nel caso so rispondere a dovere. Un “frocio” mi fa ridere, ma se ti spacci per me le cose cambiano. Il furto d’identità è un reato e oltre a segnalare il troll sul social media mi sono rivolto alle autorità competenti.

Il ragionamento che condivido è sulla genesi di questo tipo di violenza. A me sembra l’espressione più concreta dell’odio omofobico che negli ultimi anni è diffuso dalla compagine cattolica oltranzista, la quale ne fa orgogliosamente un vessillo. Continua a leggere “Shitstorm, lanci la merda e nascondi la mano che puzza”