[HOMOPHOBY AWARDS – VOTATE!!!!]

Bella l’iniziativa di Centochilidicaos di assegnare un “premio” al più omofobo tra alcuni foschi personaggi che si sono distinti nell’ultimo periodo per dichiarazioni e atti omofobi. Tra ironia e amara realtà abbiamo solo l’imbarazzo della scelta per assegnare l’Arcobalegno al più ignorante e becero.

Un bellissimo ombelico

Alcune persone sono tue amiche fino a quando sei d’accordo con loro, ma la prima volta che esprimi un’opinione diversa ti voltano le spalle e diventano i tuoi più acerrimi nemici. Anzi, usano le informazioni che hanno su di te per offenderti.
Distorcono il tuo pensiero e alla fine ti fanno passare per quello che proprio non sei.

Un po’ come ciò che sta accadendo per il secondo anno consecutivo con la questione dei “poliamori” che ho osato portare all’attenzione su qualche social. In sintesi, il documento del Roma Pride include il “riconoscimento dei poliamori” insieme al matrimonio, adozioni, stepchild adoption… unico tra i manifesti politici programmatici dei pride italiani a includere una questione delicata e spesso utilizzata dagli omofobi quale grimaldello per delegittimare tutte le nostre richieste. Continue reading “Un bellissimo ombelico”

Il pensiero debole del più forte

Me li immagino Dolce e Gabbana, Platinette o Giorgio Armani quando nel silenzio della loro cameretta dicono a loro stessi: “ma che cazzo ho detto!” e pentirsi di aver sputato nel piatto dove hanno mangiato e continuano a mangiare.

O forse no, si sentono dei provocatori che in nome della libertà di espressione prendono le distanze da ciò che rivendica la comunità GLBT per dimostrarsi diversi, forse vicini a un sentire popolare che è sempre meno comune e più triviale.
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Siamo stati chiusi in un barattolo

Lo capite vero che è una questione politica? Che la festa (privata, perché per entrare ci vuole la tessera) #CrediciAncora non è in discussione, ma che il problema è la grande ingenuità nel pubblicare quelle foto volgari e offensive? La Chiesa e i suoi adepti più o meno nazisti, più o meno ossessionati dal sesso, più o meno bugiardi non vedono l’ora di avere un pretesto per urlare al loro popolo ignorante quanto i gay sono perversi e irrispettosi degli altri. Che i criminali siamo noi, insomma, e la gggente per bene la vera vittima del nostro “pensiero unico“.

Se non diamo loro occasioni se le inventano, è vero, ma ciò non toglie che pubblicare sul sito ufficiale del Cassero foto con tanto di logo di gente travestita da Cristo che viene impalata con una croce non aiuta la causa. Continue reading “Siamo stati chiusi in un barattolo”

Non voglio più essere me

“L’amore è sacrificio”, questa è l’affermazione chiave della riflessione che gay.tv pubblica sul suo sito con il titolo provocatorio “Non voglio più essere gay”. E’ la frase portante dell’amaro discorso di un uomo amareggiato che non lesina critiche sul comportamento in un non ben definito ambiente omosessuale e che, però, non osa guardare dentro di sé. Continue reading “Non voglio più essere me”

Omosessuali in croce

“Io ho tanti amici gay e non vogliono i diritti che voi reclamate!”

Quante volte abbiamo sentito o letto questa frase? Vi fa rabbia? A me sì, ma non penso che sia completamente campata in aria. In certi ambienti cattolici fatti di associazioni e movimenti più o meno integralisti non è raro trovare una Foglia di fico, cioè un omosessuale credente che cerca la redenzione seguendo la morale sessuale della Chiesa. Sono fondamentali per confermare le idee omofobe che vogliono gli omosessuali come affetti da un male curabile, ma dal quale non vogliono guarire. Dei peccatori, contenti del loro stato di lontananza dal Creatore. Le foglie di fico offrono testimonianze preziose del loro impegno per uscire fuori da una condizione non scelta e dolorosa e rassicurano tutti del fatto che è giusto che lo Stato non riconosca in alcun modo le coppie gay e non garantisca loro alcun diritto. Ritengono che la castità sia l’unica via percorribile per arrivare a Dio, e la offrono come sacrificio, perchè quella maledetta attrazione omofila altri non è che una prova che il Signore mette loro davanti per arrivare a Lui.

Loro potrebbero essere quelli rappresentati nel ridicolo manifesto della neonata pagina Facebook Omo non gay, ma vivono la loro condizione con riservatezza e dolore nello stretto ambito del gruppo parrocchiale del Rinnovamento dello Spirito o del Cammino Neocatecumenale cui appartengono e che li illude che presto o tardi la Fede li trasformerà. Non prenderebbero mai un’iniziativa di gruppo su un social. Perchè non sono un gruppo, innanzitutto. Vivono isolati dagli altri malati e la vergogna che provano non contempla la visibilità.

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