Noi che ci ostiniamo a chiamarlo amore

Noi omosessuali non ci innamoriamo come tutti quanti, perché è impossibile che un uomo ami un altro uomo come può amare una donna. O che una donna trovi in un’altra donna ciò che le può dare solamente un uomo. Noi omosessuali siamo diversi dalla maggioranza di cittadini eterosessuali che costruisce una famiglia trovando una compagna e mettendo al mondo dei figli. Siamo irrispettosi della regola naturale, diversi, spesso strani, affetti da un morbo sconosciuto che fa di noi esseri sbagliati, certamente da non incoraggiare tutelando per legge quel sentimento che ci ostiniamo a chiamare amore. Continua a leggere “Noi che ci ostiniamo a chiamarlo amore”

Non fermerai il vento con le mani

Tre vittorie in un manipolo di ore. Tre buone notizie in questa torrida estate dove addirittura anche Mario Adinolfi ha smesso di tenere incontri nella parrocchie per vendere il suo libro. Fa troppo caldo ed è meglio stare al fresco della redazioncina del quotidiano in bit La Croce a scrivere post per rinfocolare la paura dei suoi ignoranti e saccenti seguaci.
Continua a leggere “Non fermerai il vento con le mani”

#FamilyDay: Mamma Paura e sua figlia Cattiveria

Ma noi non ce l’abbiamo con i gay, io poi ho tanti amici gay.

Ecco un “omosessuale non gay” che ci racconta perchè il DDL Cirinnà non fa bene agli omosessuali per primi.

Voi gay state pretendendo che la società riconosca come diritti i vostri desideri.

Cirinnà trasforma i desideri in diritti, conferendo riconoscimento giuridico a QUALSIASI forma di amore fra due persone.

La Cirinnà va fermata non certo per cattiveria nei confronti delle persone omosessuali.

E’ in aperto contrasto ad esempio, con l’art. 29 della Costituzione.

Se non è ancora passata, perché la Cirinnà è già applicata nelle scuole?

Difendiamo solo i nostri figli.

Giù le mani dai bambini.

Questo è il tentativo delle lobby gay di instaurare la dittatura del pensiero unico.

Li mettiamo a lavorare nei campi, vedi come gli passano certe manie.
Continua a leggere “#FamilyDay: Mamma Paura e sua figlia Cattiveria”

[HOMOPHOBY AWARDS – VOTATE!!!!]

Bella l’iniziativa di Centochilidicaos di assegnare un “premio” al più omofobo tra alcuni foschi personaggi che si sono distinti nell’ultimo periodo per dichiarazioni e atti omofobi. Tra ironia e amara realtà abbiamo solo l’imbarazzo della scelta per assegnare l’Arcobalegno al più ignorante e becero.

8×1000? #Diamoloaloro, alle famiglie povere

Voi lo sapete che se non specificate come destinare l’8×1000 nella vostra dichiarazione dei redditi questo finisce comunque nelle casse capienti della Chiesa Cattolica Apostolica Romana?

Sì, perché per un gioco economico perverso le somme per le quali non è stata specificata la destinazione vengono comunque ripartite in base alla percentuale di quelle espresse.
Siccome la Chiesa Cattolica è l’opzione più scelta da una minoranza di cittadini che non supera mai il 40%, si prende tutto il malloppone, anche i soldi di chi non dichiara nulla.

Non importa se c’è una crisi che ha messo in ginocchio l’economia e le famiglie, se un giovane su due è a casa a far la calza, la Chiesa il suo bottino ce l’ha sempre assicurato. Anzi, per effetto dell’aumento delle tasse, becca sempre di più. Da qualche anno l’8×1000 ha sforato il tetto del miliardo di euro (sì, avete letto bene, 1.000.000.000 di euro) e il Vaticano incassa questi soldi senza pagare le tasse, solo grazie al Concordato che impegna l’Italia a finanziarla a patto che essa resti fuori dalla politica. Come vedete lo Stato si è fatto fregare due volte: la Chiesa sottrae fondi importanti e in cambio i suoi preti sono costantemente in tv e discutono di leggi a più non posso.

Ho una proposta da fare a Papa Francesco e alla CEI di Bagnasco: per un anno l‘8×1000 destiniamolo alle famiglie in stato di povertà. Questo sì che sarebbe un atto caritatevole proprio nei confronti di quella famiglia tradizionale che la Chiesa quotidianamente afferma di voler difendere dalla minaccia dei diritti gay.
#Diamoloaloro: un modo concreto per aiutare le famiglie con genitori senza lavoro, figli da crescere e che non sanno dove sbattere la testa. Continua a leggere “8×1000? #Diamoloaloro, alle famiglie povere”

Un bellissimo ombelico

Alcune persone sono tue amiche fino a quando sei d’accordo con loro, ma la prima volta che esprimi un’opinione diversa ti voltano le spalle e diventano i tuoi più acerrimi nemici. Anzi, usano le informazioni che hanno su di te per offenderti.
Distorcono il tuo pensiero e alla fine ti fanno passare per quello che proprio non sei.

Un po’ come ciò che sta accadendo per il secondo anno consecutivo con la questione dei “poliamori” che ho osato portare all’attenzione su qualche social. In sintesi, il documento del Roma Pride include il “riconoscimento dei poliamori” insieme al matrimonio, adozioni, stepchild adoption… unico tra i manifesti politici programmatici dei pride italiani a includere una questione delicata e spesso utilizzata dagli omofobi quale grimaldello per delegittimare tutte le nostre richieste. Continua a leggere “Un bellissimo ombelico”

La Chiesa è una sconfitta per l’umanità

Nel nostro paese il referendum che ha riconosciuto il matrimonio tra omosessuali in Irlanda ha avuto ampia eco, per qualcuno un segnale dei tempi che cambiano, per altri un’aberrazione in una terra un tempo saldamente cattolica, per altri una “sconfitta per l’umanità”.

Questa frase così atroce non è un commento di un cattofascista qualsiasi, un giornalista fallito in cerca di visibilità mediatica o una sposa sottomessa al marito e alla famiglia che propone alle donne di far la maglia ma che sta sempre a spasso. No, è una dichiarazione ufficiale del cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano. Continua a leggere “La Chiesa è una sconfitta per l’umanità”

Le differenze sono solo nella mente di chi vuole imporle

Il sig. Carlo Rossetti lascia un lungo commento al mio penultimo post. Il suo testo si può dividere sostanzialmente in tre parti. La prima, nella quale fa riferimento ai toni esacerbati tra omofobi e persone GLBT, rei di rispondere per le rime a chi paventa inesistenti pericoli e calamità per le loro famiglie in caso di riconoscimento di diritti alle coppie omosessuali. Nella seconda fa appello ad una certa ragionevolezza e a una selezione piuttosto ovvia di luoghi comuni sulla disgnità dell’individuo indipendentemente dall’orientamento sessuale.

Mi concentro sulla terza parte, che offre spunti di riflessione interessanti. Nonostante la disponibilità al confronto il sig. Carlo Rossetti testimonia con il suo pacato commento alcune lacune e pericolosi stereotipi. Proviamo a estrapolare alcune frasi chiave per intavolare una discussione costruttiva. Continua a leggere “Le differenze sono solo nella mente di chi vuole imporle”

#5 coltellate: LEX

Sono passati un po’ di mesi dall’ultimo racconto pubblicato del ciclo #5coltellate ed è con colpevole ritardo che torno a pubblicare una storia su Chiesa, sacerdozio e omosessualità.

E’ stato difficile scrivere questo racconto. E’ per questo che ci ho messo tanto a pubblicarlo, ero indeciso sul testo, su alcune scelte stilistiche e più volte ho premuto i tasti “seleziona tutto” e “canc”. Quello che alla fine è venuto fuori è un ritratto spero accurato e credibile di un ragazzo che esiste davvero, perché anche questa storia come le altre di #5 coltellate sono vere, anche se ho cambiato nomi, situazioni e luoghi.

Come per il precedente episodio questa copertina è stata realizzata da @Fabiowhat, che ringrazio ancora una volta.

Il racconto è leggibile direttamente sul blog continuando la lettura, ma visto che è un po’ lungo vi consiglio di scaricare i file .epub o .pdf che troverete di seguito per una lettura più comoda sui vostri dispositivi. (se ci sono problemi con i file segnalatemelo, grazie!)

Sono graditi commenti qui, su Twitter o su tutti i social dove bazzico quotidianamente. Continua a leggere “#5 coltellate: LEX”

Il pensiero debole del più forte

Me li immagino Dolce e Gabbana, Platinette o Giorgio Armani quando nel silenzio della loro cameretta dicono a loro stessi: “ma che cazzo ho detto!” e pentirsi di aver sputato nel piatto dove hanno mangiato e continuano a mangiare.

O forse no, si sentono dei provocatori che in nome della libertà di espressione prendono le distanze da ciò che rivendica la comunità GLBT per dimostrarsi diversi, forse vicini a un sentire popolare che è sempre meno comune e più triviale.
Continua a leggere “Il pensiero debole del più forte”