8×1000? #Diamoloaloro, alle famiglie povere

Voi lo sapete che se non specificate come destinare l’8×1000 nella vostra dichiarazione dei redditi questo finisce comunque nelle casse capienti della Chiesa Cattolica Apostolica Romana?

Sì, perché per un gioco economico perverso le somme per le quali non è stata specificata la destinazione vengono comunque ripartite in base alla percentuale di quelle espresse.
Siccome la Chiesa Cattolica è l’opzione più scelta da una minoranza di cittadini che non supera mai il 40%, si prende tutto il malloppone, anche i soldi di chi non dichiara nulla.

Non importa se c’è una crisi che ha messo in ginocchio l’economia e le famiglie, se un giovane su due è a casa a far la calza, la Chiesa il suo bottino ce l’ha sempre assicurato. Anzi, per effetto dell’aumento delle tasse, becca sempre di più. Da qualche anno l’8×1000 ha sforato il tetto del miliardo di euro (sì, avete letto bene, 1.000.000.000 di euro) e il Vaticano incassa questi soldi senza pagare le tasse, solo grazie al Concordato che impegna l’Italia a finanziarla a patto che essa resti fuori dalla politica. Come vedete lo Stato si è fatto fregare due volte: la Chiesa sottrae fondi importanti e in cambio i suoi preti sono costantemente in tv e discutono di leggi a più non posso.

Ho una proposta da fare a Papa Francesco e alla CEI di Bagnasco: per un anno l‘8×1000 destiniamolo alle famiglie in stato di povertà. Questo sì che sarebbe un atto caritatevole proprio nei confronti di quella famiglia tradizionale che la Chiesa quotidianamente afferma di voler difendere dalla minaccia dei diritti gay.
#Diamoloaloro: un modo concreto per aiutare le famiglie con genitori senza lavoro, figli da crescere e che non sanno dove sbattere la testa. Continua a leggere “8×1000? #Diamoloaloro, alle famiglie povere”

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