Recidivo e ribelle, contro il Catechismo infame

 

Il Catechismo della Chiesa cattolica è un volumazzo di oltre 900 pagine, la summa del credo e delle opinioni su ogni aspetto della  religione e della vita. E’ stato promulgato nel 1992 e ancora oggi è il riferimento principale per essere buoni cristiani e osservanti fedeli dei precetti della Chiesa. E’ alla base dell’insegnamento della religione fin dalla scuola elementare e permea l’obbligatoria dottrina per prepararsi alla Comunione e alla Cresima. Il Catechismo è la base di tutto ciò che le chiese fanno quotidianamente e di quanto la Chiesa afferma in via ufficiale e non ufficiale.

La prima parte del documento tratta la Fede nel suo specifico teologico. La seconda l’aspetto liturgico della Fede stessa, quindi la manifestazione del Credo. La terza entra nel merito della vita del fedele e dei fenomeni quotidiani ordinati secondo quei principi di fede, mentre l’ultima riguarda la preghiera.

Ciò che da sempre mi sta più a cuore è proprio la terza parte, quella che parla della vita di ognuno e che propone delle norme  di comportamento. Non mancano alcuni paragrafi sull’omosessualità, posti subito dopo le “offese alla castità“. Quelle poche righe rappresentano il manifesto ideologico della Chiesa e la fonte di ispirazione delle tante dichiarazioni di ostilità ai diritti civili e alla piena dignità delle persone GLBT.

Sono un recidivo, perchè più volte nel corso della mia vita mi sono confrontato con questo testo e sempre da angolazioni diverse. Al termine di un travagliato percorso però ho trovato uno stabile equilibrio che ha fatto di me un nemico giurato della Chiesa stessa. Oggi sono un recidivo perchè torno a leggere quei passi che tanto mi hanno fatto male in passato, ma con una coscienza diversa, finalmente libera, laica e disincantata. E sono orgoglioso di poterlo fare. Continua a leggere “Recidivo e ribelle, contro il Catechismo infame”

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Rassicurami, pentiti, redimiti e lasciati discriminare

La cosa che più mi sconvolge è che la Madre Superiore Eugenia è convinta che un insegnante gay non possa stare a contatto coi bambini. Deve tutelarli, dice lei. Deve rendere conto alle famiglie, continua. Non si può correre il rischio così grande di lasciare degli innocenti in balia di… di cosa? Ecco cos’è l’omofobia: un pregiudizio che diventa paura e dunque discriminazione, la diversità (presunta) che atterrisce perché se sei diverso da me devi per forza essere un pericolo per me e chi mi è intorno.

american-horror-story-asylum-jessica-langeIl caso è quello di Trento. In una scuola privata parificata diretta dalle suore, un’insegnante non vedrà il suo contratto rinnovato dopo cinque anni di fruttuosa collaborazione, in quanto ritenuta lesbica. Le maledette voci di corridoio hanno portato la madre superiora a convocare la professoressa , a farle i complimenti per il lavoro svolto e poi a chiederle se è vero ciò che si dice in giro di lei, cioè che è omosessuale e addirittura vive con un’altra donna. Continua a leggere “Rassicurami, pentiti, redimiti e lasciati discriminare”