Siamo stati chiusi in un barattolo

Lo capite vero che è una questione politica? Che la festa (privata, perché per entrare ci vuole la tessera) #CrediciAncora non è in discussione, ma che il problema è la grande ingenuità nel pubblicare quelle foto volgari e offensive? La Chiesa e i suoi adepti più o meno nazisti, più o meno ossessionati dal sesso, più o meno bugiardi non vedono l’ora di avere un pretesto per urlare al loro popolo ignorante quanto i gay sono perversi e irrispettosi degli altri. Che i criminali siamo noi, insomma, e la gggente per bene la vera vittima del nostro “pensiero unico“.

Se non diamo loro occasioni se le inventano, è vero, ma ciò non toglie che pubblicare sul sito ufficiale del Cassero foto con tanto di logo di gente travestita da Cristo che viene impalata con una croce non aiuta la causa. Continua a leggere “Siamo stati chiusi in un barattolo”

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Costanza Miriano, io ti ammiro (anche se sei femmina)

Ciao Costanza,

o Costi, che fa tanto confidenza tra amiche, io ti ammiro. Professionalmente, s’intende. Mi occupo di comunicazione aziendale e posso solo imparare da chi come te è così abile nello scrivere e nell’utilizzare i social per compattare il proprio pubblico, o nel tuo caso, fanbase.

Quotidianamente ricordi quanto sei superficiale in quanto donna e quindi bisognosa di un uomo forte e razionale che ti ricordi qual è il tuo posto naturale. Porti avanti con caparbietà il tuo concetto di “sottomissione femminile” e dunque ogni post su facebook è un proliferare di frivolezze, battutine e mioddioquantosonoscemasonosolounafemmina. Fosse stato per te non avremmo mai avuto la Cristoforetti nello spazio, la Levi Montalcini e Nilde Iotti in politica. Continua a leggere “Costanza Miriano, io ti ammiro (anche se sei femmina)”

Ti spiegherò perché sei un assassino


Guarda gli occhi di Leelah Alcorn. Non hanno sesso. Non potresti dire se quelle castagne marroni appartengono ad un maschio o una femmina a meno di non guardare tutto il viso. E anche allora avresti qualche dubbio, perchè Leelah ha una faccia dolce, con i lineamenti indecisi tipici degli adolescenti.

Leelah

Leelah si sentiva una ragazza fin da quando aveva 4 anni. Geneticamente era maschio, con le caratteristiche genitali e fisiche nelle quali non si riconosceva e che desiderava cambiare, per “transitare” verso la fisicità femminile corrispondente alla identità che sentiva sua.
Leelah anagraficamente era Joshua e uso il passato perché ha scelto di ammazzarsi in un modo atroce lo scorso 28 dicembre, si è gettata sotto un enorme tir che correva a gran velocità lungo un’autostrada dell’Ohio negli Usa. Aveva solo 17 anni e su Tumblr, in una lettera lucida e drammatica ha rivelato il perché ha scelto di farla finita.

La sua morte è imputabile alla fede in dio. Quella dietro alla quale anche tu ti nascondi. L’ennesimo suicidio di un ragazzino GLBT è colpa tua.
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#5coltellate: Stringo solo l’aria

Secondo appuntamento con #5coltellate, il ciclo di racconti su sacerdoti dai sentimenti e dai comportamenti controversi.

Questa è una stilettata profonda, ma più delicata rispetto al primo racconto. E’ la storia di un amore di ritorno, di quelli che ti sconvolgono la vita proprio quando non vorresti. Sono gli amori che hanno il sapore amaro del fallimento annunciato e non puoi evitarli, solo affrontare le conseguenze di quel che accadrà.

E’ una storia vera esattamente come la prima che ho pubblicato qualche settimana fa. Mi è stata raccontata, non l’ho vissuta in prima persona, ma mi ha colpito molto e la condivido con voi. Ovviamente ho romanzato la vicenda. Nomi, situazioni e anche i luoghi non sono quelli originari.

La copertina del racconto è stata realizzata da @Fabiowhat, amico di Twitter che ringrazio per la generosità (e la pazienza).

Come sempre, potete leggere il racconto direttamente sul blog o scaricare gratuitamente i file .epub e .pdf per una lettura più comoda sui vostri dispositivi.

Sono graditi commenti qui e su Twitter!

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Shitstorm, lanci la merda e nascondi la mano che puzza

Non mi era ancora capitato di essere vittima di un troll. Può succedere a tutti quelli che bazzicano sui social, ma è fastidioso soprattutto se il disturbatore non si limita a insultarti in quanto omosessuale, ma copia il tuo account twitter con tanto di foto e nome simile per molestare i tuoi amici e personaggi pubblici al solo scopo di infangarti.

Il problema non sono gli insulti, sono abbastanza grandicello da farmeli scivolare addosso e nel caso so rispondere a dovere. Un “frocio” mi fa ridere, ma se ti spacci per me le cose cambiano. Il furto d’identità è un reato e oltre a segnalare il troll sul social media mi sono rivolto alle autorità competenti.

Il ragionamento che condivido è sulla genesi di questo tipo di violenza. A me sembra l’espressione più concreta dell’odio omofobico che negli ultimi anni è diffuso dalla compagine cattolica oltranzista, la quale ne fa orgogliosamente un vessillo. Continua a leggere “Shitstorm, lanci la merda e nascondi la mano che puzza”

Recidivo e ribelle, contro il Catechismo infame

 

Il Catechismo della Chiesa cattolica è un volumazzo di oltre 900 pagine, la summa del credo e delle opinioni su ogni aspetto della  religione e della vita. E’ stato promulgato nel 1992 e ancora oggi è il riferimento principale per essere buoni cristiani e osservanti fedeli dei precetti della Chiesa. E’ alla base dell’insegnamento della religione fin dalla scuola elementare e permea l’obbligatoria dottrina per prepararsi alla Comunione e alla Cresima. Il Catechismo è la base di tutto ciò che le chiese fanno quotidianamente e di quanto la Chiesa afferma in via ufficiale e non ufficiale.

La prima parte del documento tratta la Fede nel suo specifico teologico. La seconda l’aspetto liturgico della Fede stessa, quindi la manifestazione del Credo. La terza entra nel merito della vita del fedele e dei fenomeni quotidiani ordinati secondo quei principi di fede, mentre l’ultima riguarda la preghiera.

Ciò che da sempre mi sta più a cuore è proprio la terza parte, quella che parla della vita di ognuno e che propone delle norme  di comportamento. Non mancano alcuni paragrafi sull’omosessualità, posti subito dopo le “offese alla castità“. Quelle poche righe rappresentano il manifesto ideologico della Chiesa e la fonte di ispirazione delle tante dichiarazioni di ostilità ai diritti civili e alla piena dignità delle persone GLBT.

Sono un recidivo, perchè più volte nel corso della mia vita mi sono confrontato con questo testo e sempre da angolazioni diverse. Al termine di un travagliato percorso però ho trovato uno stabile equilibrio che ha fatto di me un nemico giurato della Chiesa stessa. Oggi sono un recidivo perchè torno a leggere quei passi che tanto mi hanno fatto male in passato, ma con una coscienza diversa, finalmente libera, laica e disincantata. E sono orgoglioso di poterlo fare. Continua a leggere “Recidivo e ribelle, contro il Catechismo infame”

Fuoco Rosso Fuoco Nero, libera storia di Alfredo Ormando

Forse qualcuno ha sentito il suo nome e ricorda la sua storia. Molti, soprattutto i più giovani non sanno chi sia. Io tanti anni fa rimasi colpito dalla vicenda di Alfredo Ormando e decisi di raccontarla.

Mi informai il più possibile su di lui e poi provai a interpretare la sua vita con la consapevolezza di chi ha vissuto il rifiuto sulla propria pelle. Sono pochi gli omosessuali fortunati che non hanno provato cosa voglia dire disprezzo, violenza, solitudine e credo che il dolore abbia radici comuni. L’empatia con Alfredo mi spinse all’epoca a esorcizzare la mia angoscia raccontando la sua.

Quello che ne è uscito fuori è un racconto breve che oggi vi ripropongo: “Fuoco rosso fuoco nero, libera storia di Alfredo Ormando” .

Non aggiungo altro, perchè non servono spiegazioni, è tutto in queste poche pagine che potete scaricare in formato Pdf e Epub.

Epub              Pdf

Il distopico carnefice che si mascherò da vittima

Avete impegni per il 18 settembre? Vi va di assistere ad uno spettacolo grottesco, venato di orrore, inquietudine e che poggia sul ribaltamento della realtà? Tipo una rappresentazione di 1984 di Orwell o La fattoria degli animali, che mette in scena un mondo distopico dove tutto è il contrario di tutto.

Se avete tempo, fate un salto a Roma, al Teatro Don Orione, per partecipare al Convegno sulle “Teorie di genere”.

Ho visto in rete il manifestino che trovate in testata al post. E ho riso. Ma tra le lacrime, perché è il classico esempio di omofobia travestita da vittimismo. La paura, l’avversione, il disgusto verso l’omosessualità si maschera da difesa della famiglia tradizionale dai pericolosi nemici “gender“.

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Una bimba, due mamme, tre cuori uniti e tanti che non sanno e non vogliono vedere

Da un lato la sentenza che riconosce per la prima volta in Italia la stepchild adoption in una famiglia omogenitoriale. E si può discutere sulla bontà di una famiglia composta da due madri o due padri, sulla mancanza di figure educative duali complementari e sulla scelta di mettere al mondo un bambino in maniera non convenzionale. Ognuno ha le sue idee sull’argomento. Ma poi ci sono le reazioni dei privati sui social network e della stampa in particolare che stravolgono il fatto (e quindi fanno cattivo giornalismo) a uso e consumo di un’ideologia estremista e assoluta. Invece di raccontare l’episodio di cronaca per quello che è (e magari commentarlo da più punti di vista), confondono le acque e creano allarmismo attraverso interventi a senso unico. Continua a leggere “Una bimba, due mamme, tre cuori uniti e tanti che non sanno e non vogliono vedere”

Gli intolleranti siamo noi

Noi non facciamo le vittime, noi siamo vittime. Non dimentichiamocelo mai quando gli omofobi hanno il coraggio di affermare che siamo intolleranti e non rispettiamo il loro pensiero.
Gli omosessuali sono una minoranza che in Italia è evidentemente discriminata, in quanto non solo non ha gli stessi diritti della maggioranza eterosessuale, ma è oggetto di sberleffo (se ci va di lusso), insulti e violenza.
Gli episodi di discriminazione e intolleranza sono all’ordine del giorno, come il caso dello scontrino della pizzeria pugliese che riporta il commento del cameriere “mi raccomando so’ ricchioni”, riferito ad alcuni clienti ritenuti gay.
Dare del ricchione è un insulto. Né una provocazione, né un affettuoso nomignolo. E’ una di quelle parole usate per offendere e questo era l’intento del cameriere. Il padrone della pizzeria si è giustamente scusato con i clienti, ma non è l’episodio in sé a destare scalpore, quanto il vespaio di commenti che la diffusione della notizia sulla stampa ha generato.

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