Chi vive davvero non si butta via

Io ero un Giorgio Ponte. E vivevo come lui. In una delle mie tante vite infatti ero un omosessuale represso che detestava il proprio orientamento e cercava in ogni modo di combatterlo, recuperare ciò che pensava che in un momento preciso della sua vita era andato smarrito. Ero un ragazzo che aveva scelto di rifiutare una parte di sé per credere ad una promessa di presunta normalità da parte di chi, tra l’altro, viveva una situazione tutt’altro che normale, appartenente alla maggioranza. Continua a leggere “Chi vive davvero non si butta via”

Come vorrei questo stivale da drag queen

Sinodo 2015, documento finale: “Nei confronti delle famiglie che vivono l’esperienza di avere al loro interno persone con tendenza omosessuale, la Chiesa ribadisce che ogni persona, indipendentemente dalla propria tendenza sessuale, vada rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto, con la cura di evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione. Si riservi una specifica attenzione anche all’accompagnamento delle famiglie in cui vivono persone con tendenza omosessuale”.

Sui matrimoni gay «non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia. Il Sinodo ritiene in ogni caso del tutto inaccettabile che le Chiese locali subiscano delle pressioni in questa materia e che gli organismi internazionali condizionino gli aiuti finanziari ai Paesi poveri all’introduzione di leggi che istituiscano il ‘matrimonio’ fra persone dello stesso sesso”. Continua a leggere “Come vorrei questo stivale da drag queen”

Noi che ci ostiniamo a chiamarlo amore

Noi omosessuali non ci innamoriamo come tutti quanti, perché è impossibile che un uomo ami un altro uomo come può amare una donna. O che una donna trovi in un’altra donna ciò che le può dare solamente un uomo. Noi omosessuali siamo diversi dalla maggioranza di cittadini eterosessuali che costruisce una famiglia trovando una compagna e mettendo al mondo dei figli. Siamo irrispettosi della regola naturale, diversi, spesso strani, affetti da un morbo sconosciuto che fa di noi esseri sbagliati, certamente da non incoraggiare tutelando per legge quel sentimento che ci ostiniamo a chiamare amore. Continua a leggere “Noi che ci ostiniamo a chiamarlo amore”

Non fermerai il vento con le mani

Tre vittorie in un manipolo di ore. Tre buone notizie in questa torrida estate dove addirittura anche Mario Adinolfi ha smesso di tenere incontri nella parrocchie per vendere il suo libro. Fa troppo caldo ed è meglio stare al fresco della redazioncina del quotidiano in bit La Croce a scrivere post per rinfocolare la paura dei suoi ignoranti e saccenti seguaci.
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Un bellissimo ombelico

Alcune persone sono tue amiche fino a quando sei d’accordo con loro, ma la prima volta che esprimi un’opinione diversa ti voltano le spalle e diventano i tuoi più acerrimi nemici. Anzi, usano le informazioni che hanno su di te per offenderti.
Distorcono il tuo pensiero e alla fine ti fanno passare per quello che proprio non sei.

Un po’ come ciò che sta accadendo per il secondo anno consecutivo con la questione dei “poliamori” che ho osato portare all’attenzione su qualche social. In sintesi, il documento del Roma Pride include il “riconoscimento dei poliamori” insieme al matrimonio, adozioni, stepchild adoption… unico tra i manifesti politici programmatici dei pride italiani a includere una questione delicata e spesso utilizzata dagli omofobi quale grimaldello per delegittimare tutte le nostre richieste. Continua a leggere “Un bellissimo ombelico”

La Chiesa è una sconfitta per l’umanità

Nel nostro paese il referendum che ha riconosciuto il matrimonio tra omosessuali in Irlanda ha avuto ampia eco, per qualcuno un segnale dei tempi che cambiano, per altri un’aberrazione in una terra un tempo saldamente cattolica, per altri una “sconfitta per l’umanità”.

Questa frase così atroce non è un commento di un cattofascista qualsiasi, un giornalista fallito in cerca di visibilità mediatica o una sposa sottomessa al marito e alla famiglia che propone alle donne di far la maglia ma che sta sempre a spasso. No, è una dichiarazione ufficiale del cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano. Continua a leggere “La Chiesa è una sconfitta per l’umanità”

Le differenze sono solo nella mente di chi vuole imporle

Il sig. Carlo Rossetti lascia un lungo commento al mio penultimo post. Il suo testo si può dividere sostanzialmente in tre parti. La prima, nella quale fa riferimento ai toni esacerbati tra omofobi e persone GLBT, rei di rispondere per le rime a chi paventa inesistenti pericoli e calamità per le loro famiglie in caso di riconoscimento di diritti alle coppie omosessuali. Nella seconda fa appello ad una certa ragionevolezza e a una selezione piuttosto ovvia di luoghi comuni sulla disgnità dell’individuo indipendentemente dall’orientamento sessuale.

Mi concentro sulla terza parte, che offre spunti di riflessione interessanti. Nonostante la disponibilità al confronto il sig. Carlo Rossetti testimonia con il suo pacato commento alcune lacune e pericolosi stereotipi. Proviamo a estrapolare alcune frasi chiave per intavolare una discussione costruttiva. Continua a leggere “Le differenze sono solo nella mente di chi vuole imporle”

#5 coltellate: LEX

Sono passati un po’ di mesi dall’ultimo racconto pubblicato del ciclo #5coltellate ed è con colpevole ritardo che torno a pubblicare una storia su Chiesa, sacerdozio e omosessualità.

E’ stato difficile scrivere questo racconto. E’ per questo che ci ho messo tanto a pubblicarlo, ero indeciso sul testo, su alcune scelte stilistiche e più volte ho premuto i tasti “seleziona tutto” e “canc”. Quello che alla fine è venuto fuori è un ritratto spero accurato e credibile di un ragazzo che esiste davvero, perché anche questa storia come le altre di #5 coltellate sono vere, anche se ho cambiato nomi, situazioni e luoghi.

Come per il precedente episodio questa copertina è stata realizzata da @Fabiowhat, che ringrazio ancora una volta.

Il racconto è leggibile direttamente sul blog continuando la lettura, ma visto che è un po’ lungo vi consiglio di scaricare i file .epub o .pdf che troverete di seguito per una lettura più comoda sui vostri dispositivi. (se ci sono problemi con i file segnalatemelo, grazie!)

Sono graditi commenti qui, su Twitter o su tutti i social dove bazzico quotidianamente. Continua a leggere “#5 coltellate: LEX”

Costanza Miriano, io ti ammiro (anche se sei femmina)

Ciao Costanza,

o Costi, che fa tanto confidenza tra amiche, io ti ammiro. Professionalmente, s’intende. Mi occupo di comunicazione aziendale e posso solo imparare da chi come te è così abile nello scrivere e nell’utilizzare i social per compattare il proprio pubblico, o nel tuo caso, fanbase.

Quotidianamente ricordi quanto sei superficiale in quanto donna e quindi bisognosa di un uomo forte e razionale che ti ricordi qual è il tuo posto naturale. Porti avanti con caparbietà il tuo concetto di “sottomissione femminile” e dunque ogni post su facebook è un proliferare di frivolezze, battutine e mioddioquantosonoscemasonosolounafemmina. Fosse stato per te non avremmo mai avuto la Cristoforetti nello spazio, la Levi Montalcini e Nilde Iotti in politica. Continua a leggere “Costanza Miriano, io ti ammiro (anche se sei femmina)”

In Italia non siamo più tutti maschi

I nostri comportamenti non sono frutto dell’istinto del momento o di una semplice convinzione personale. L’educazione ricevuta dai genitori e l’esempio della società forniscono alla nostra mente tutta una serie di script che codificano atteggiamenti e comportamenti. Crediamo siano naturali e sempre esistiti, ma non è così. Sono costruzioni sociali cui aderiamo e facciamo nostri, finendo per adeguarci a ciò che gli altri si aspettano da noi.

Fino a qualche decennio fa uno script prevedeva un ruolo specifico e subalterno tra uomo e donna. Il primo dedito al lavoro e presenza distante e autoritaria in casa, la seconda relegata in cucina, impegnata a crescere i figli e senza aspirazioni particolari. Sto semplificando, ovviamente, ma la mia compianta nonna credeva davvero che una donna che lavorasse fosse una specie di poco di buono e giusto il lavoro di maestra era tollerato perché a contatto coi bambini, quindi legato al ruolo educativo cui la “femmina” era destinata.

Il concetto di script si allarga alle aspirazioni, ai modelli comportamentali che inseguiamo e a ciò che vogliamo costruire lungo tutta la vita. Sono comportamenti sociologici non immutabili, ma che variano lungo i secoli e addirittura nell’arco di pochi anni.
Ciò che era considerato normale cinquant’anni fa non lo è più ora, tanto per intenderci.

Ciò di cui vi voglio parlare sono gli script delle persone omosessuali. Continua a leggere “In Italia non siamo più tutti maschi”