Le differenze sono solo nella mente di chi vuole imporle

Il sig. Carlo Rossetti lascia un lungo commento al mio penultimo post. Il suo testo si può dividere sostanzialmente in tre parti. La prima, nella quale fa riferimento ai toni esacerbati tra omofobi e persone GLBT, rei di rispondere per le rime a chi paventa inesistenti pericoli e calamità per le loro famiglie in caso di riconoscimento di diritti alle coppie omosessuali. Nella seconda fa appello ad una certa ragionevolezza e a una selezione piuttosto ovvia di luoghi comuni sulla disgnità dell’individuo indipendentemente dall’orientamento sessuale.

Mi concentro sulla terza parte, che offre spunti di riflessione interessanti. Nonostante la disponibilità al confronto il sig. Carlo Rossetti testimonia con il suo pacato commento alcune lacune e pericolosi stereotipi. Proviamo a estrapolare alcune frasi chiave per intavolare una discussione costruttiva. Continua a leggere “Le differenze sono solo nella mente di chi vuole imporle”

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#5 coltellate: LEX

Sono passati un po’ di mesi dall’ultimo racconto pubblicato del ciclo #5coltellate ed è con colpevole ritardo che torno a pubblicare una storia su Chiesa, sacerdozio e omosessualità.

E’ stato difficile scrivere questo racconto. E’ per questo che ci ho messo tanto a pubblicarlo, ero indeciso sul testo, su alcune scelte stilistiche e più volte ho premuto i tasti “seleziona tutto” e “canc”. Quello che alla fine è venuto fuori è un ritratto spero accurato e credibile di un ragazzo che esiste davvero, perché anche questa storia come le altre di #5 coltellate sono vere, anche se ho cambiato nomi, situazioni e luoghi.

Come per il precedente episodio questa copertina è stata realizzata da @Fabiowhat, che ringrazio ancora una volta.

Il racconto è leggibile direttamente sul blog continuando la lettura, ma visto che è un po’ lungo vi consiglio di scaricare i file .epub o .pdf che troverete di seguito per una lettura più comoda sui vostri dispositivi. (se ci sono problemi con i file segnalatemelo, grazie!)

Sono graditi commenti qui, su Twitter o su tutti i social dove bazzico quotidianamente. Continua a leggere “#5 coltellate: LEX”

Siamo stati chiusi in un barattolo

Lo capite vero che è una questione politica? Che la festa (privata, perché per entrare ci vuole la tessera) #CrediciAncora non è in discussione, ma che il problema è la grande ingenuità nel pubblicare quelle foto volgari e offensive? La Chiesa e i suoi adepti più o meno nazisti, più o meno ossessionati dal sesso, più o meno bugiardi non vedono l’ora di avere un pretesto per urlare al loro popolo ignorante quanto i gay sono perversi e irrispettosi degli altri. Che i criminali siamo noi, insomma, e la gggente per bene la vera vittima del nostro “pensiero unico“.

Se non diamo loro occasioni se le inventano, è vero, ma ciò non toglie che pubblicare sul sito ufficiale del Cassero foto con tanto di logo di gente travestita da Cristo che viene impalata con una croce non aiuta la causa. Continua a leggere “Siamo stati chiusi in un barattolo”

In Italia non siamo più tutti maschi

I nostri comportamenti non sono frutto dell’istinto del momento o di una semplice convinzione personale. L’educazione ricevuta dai genitori e l’esempio della società forniscono alla nostra mente tutta una serie di script che codificano atteggiamenti e comportamenti. Crediamo siano naturali e sempre esistiti, ma non è così. Sono costruzioni sociali cui aderiamo e facciamo nostri, finendo per adeguarci a ciò che gli altri si aspettano da noi.

Fino a qualche decennio fa uno script prevedeva un ruolo specifico e subalterno tra uomo e donna. Il primo dedito al lavoro e presenza distante e autoritaria in casa, la seconda relegata in cucina, impegnata a crescere i figli e senza aspirazioni particolari. Sto semplificando, ovviamente, ma la mia compianta nonna credeva davvero che una donna che lavorasse fosse una specie di poco di buono e giusto il lavoro di maestra era tollerato perché a contatto coi bambini, quindi legato al ruolo educativo cui la “femmina” era destinata.

Il concetto di script si allarga alle aspirazioni, ai modelli comportamentali che inseguiamo e a ciò che vogliamo costruire lungo tutta la vita. Sono comportamenti sociologici non immutabili, ma che variano lungo i secoli e addirittura nell’arco di pochi anni.
Ciò che era considerato normale cinquant’anni fa non lo è più ora, tanto per intenderci.

Ciò di cui vi voglio parlare sono gli script delle persone omosessuali. Continua a leggere “In Italia non siamo più tutti maschi”

Ti spiegherò perché sei un assassino


Guarda gli occhi di Leelah Alcorn. Non hanno sesso. Non potresti dire se quelle castagne marroni appartengono ad un maschio o una femmina a meno di non guardare tutto il viso. E anche allora avresti qualche dubbio, perchè Leelah ha una faccia dolce, con i lineamenti indecisi tipici degli adolescenti.

Leelah

Leelah si sentiva una ragazza fin da quando aveva 4 anni. Geneticamente era maschio, con le caratteristiche genitali e fisiche nelle quali non si riconosceva e che desiderava cambiare, per “transitare” verso la fisicità femminile corrispondente alla identità che sentiva sua.
Leelah anagraficamente era Joshua e uso il passato perché ha scelto di ammazzarsi in un modo atroce lo scorso 28 dicembre, si è gettata sotto un enorme tir che correva a gran velocità lungo un’autostrada dell’Ohio negli Usa. Aveva solo 17 anni e su Tumblr, in una lettera lucida e drammatica ha rivelato il perché ha scelto di farla finita.

La sua morte è imputabile alla fede in dio. Quella dietro alla quale anche tu ti nascondi. L’ennesimo suicidio di un ragazzino GLBT è colpa tua.
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#5coltellate: Stringo solo l’aria

Secondo appuntamento con #5coltellate, il ciclo di racconti su sacerdoti dai sentimenti e dai comportamenti controversi.

Questa è una stilettata profonda, ma più delicata rispetto al primo racconto. E’ la storia di un amore di ritorno, di quelli che ti sconvolgono la vita proprio quando non vorresti. Sono gli amori che hanno il sapore amaro del fallimento annunciato e non puoi evitarli, solo affrontare le conseguenze di quel che accadrà.

E’ una storia vera esattamente come la prima che ho pubblicato qualche settimana fa. Mi è stata raccontata, non l’ho vissuta in prima persona, ma mi ha colpito molto e la condivido con voi. Ovviamente ho romanzato la vicenda. Nomi, situazioni e anche i luoghi non sono quelli originari.

La copertina del racconto è stata realizzata da @Fabiowhat, amico di Twitter che ringrazio per la generosità (e la pazienza).

Come sempre, potete leggere il racconto direttamente sul blog o scaricare gratuitamente i file .epub e .pdf per una lettura più comoda sui vostri dispositivi.

Sono graditi commenti qui e su Twitter!

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Non voglio più essere me

“L’amore è sacrificio”, questa è l’affermazione chiave della riflessione che gay.tv pubblica sul suo sito con il titolo provocatorio “Non voglio più essere gay”. E’ la frase portante dell’amaro discorso di un uomo amareggiato che non lesina critiche sul comportamento in un non ben definito ambiente omosessuale e che, però, non osa guardare dentro di sé. Continua a leggere “Non voglio più essere me”

Shitstorm, lanci la merda e nascondi la mano che puzza

Non mi era ancora capitato di essere vittima di un troll. Può succedere a tutti quelli che bazzicano sui social, ma è fastidioso soprattutto se il disturbatore non si limita a insultarti in quanto omosessuale, ma copia il tuo account twitter con tanto di foto e nome simile per molestare i tuoi amici e personaggi pubblici al solo scopo di infangarti.

Il problema non sono gli insulti, sono abbastanza grandicello da farmeli scivolare addosso e nel caso so rispondere a dovere. Un “frocio” mi fa ridere, ma se ti spacci per me le cose cambiano. Il furto d’identità è un reato e oltre a segnalare il troll sul social media mi sono rivolto alle autorità competenti.

Il ragionamento che condivido è sulla genesi di questo tipo di violenza. A me sembra l’espressione più concreta dell’odio omofobico che negli ultimi anni è diffuso dalla compagine cattolica oltranzista, la quale ne fa orgogliosamente un vessillo. Continua a leggere “Shitstorm, lanci la merda e nascondi la mano che puzza”

#5coltellate: Giulio dei giovani

Vi voglio raccontare cinque storie di sacerdoti alle prese con i loro demoni e una morale cattolica che porta a nascondere piuttosto che affrontare.

Sono cinque storie vere di cui sono venuto a conoscenza o che ho in qualche modo vissuto. Non vi dirò mai quali riguardano da vicino me o persone che si sono confidate, perché fortunatamente sono vicende ormai concluse, sepolte nella memoria di chi le ha affrontate da lunghi anni di cambiamenti e lotte. Tutte le situazioni e i personaggi inoltre sono romanzati, è impossibile ricondurli a qualche fatto specifico anche conoscendomi personalmente.

Sono #5coltellate al perbenismo ecclesiastico e a quella morale sessuale che distrugge e non costruisce, alle menzogne che provocano danni a volte irreparabili. Io non giudico nessuno e mi limito a narrare, perché credo che in fondo tutti siano vittime di un sistema che è malato al suo interno e preferisce non saperlo.

Questa prima coltellata è particolarmente dolorosa, anche se forse meno profonda di altre che in futuro racconterò.

Potete leggerla sul bog, o scaricare i files epub o pdf che troverete.
Mi farebbe piacere se commentaste qui o su Twitter, con l’hashtag #5coltellate.

Continua a leggere “#5coltellate: Giulio dei giovani”

Recidivo e ribelle, contro il Catechismo infame

 

Il Catechismo della Chiesa cattolica è un volumazzo di oltre 900 pagine, la summa del credo e delle opinioni su ogni aspetto della  religione e della vita. E’ stato promulgato nel 1992 e ancora oggi è il riferimento principale per essere buoni cristiani e osservanti fedeli dei precetti della Chiesa. E’ alla base dell’insegnamento della religione fin dalla scuola elementare e permea l’obbligatoria dottrina per prepararsi alla Comunione e alla Cresima. Il Catechismo è la base di tutto ciò che le chiese fanno quotidianamente e di quanto la Chiesa afferma in via ufficiale e non ufficiale.

La prima parte del documento tratta la Fede nel suo specifico teologico. La seconda l’aspetto liturgico della Fede stessa, quindi la manifestazione del Credo. La terza entra nel merito della vita del fedele e dei fenomeni quotidiani ordinati secondo quei principi di fede, mentre l’ultima riguarda la preghiera.

Ciò che da sempre mi sta più a cuore è proprio la terza parte, quella che parla della vita di ognuno e che propone delle norme  di comportamento. Non mancano alcuni paragrafi sull’omosessualità, posti subito dopo le “offese alla castità“. Quelle poche righe rappresentano il manifesto ideologico della Chiesa e la fonte di ispirazione delle tante dichiarazioni di ostilità ai diritti civili e alla piena dignità delle persone GLBT.

Sono un recidivo, perchè più volte nel corso della mia vita mi sono confrontato con questo testo e sempre da angolazioni diverse. Al termine di un travagliato percorso però ho trovato uno stabile equilibrio che ha fatto di me un nemico giurato della Chiesa stessa. Oggi sono un recidivo perchè torno a leggere quei passi che tanto mi hanno fatto male in passato, ma con una coscienza diversa, finalmente libera, laica e disincantata. E sono orgoglioso di poterlo fare. Continua a leggere “Recidivo e ribelle, contro il Catechismo infame”