Il distopico carnefice che si mascherò da vittima

Avete impegni per il 18 settembre? Vi va di assistere ad uno spettacolo grottesco, venato di orrore, inquietudine e che poggia sul ribaltamento della realtà? Tipo una rappresentazione di 1984 di Orwell o La fattoria degli animali, che mette in scena un mondo distopico dove tutto è il contrario di tutto.

Se avete tempo, fate un salto a Roma, al Teatro Don Orione, per partecipare al Convegno sulle “Teorie di genere”.

Ho visto in rete il manifestino che trovate in testata al post. E ho riso. Ma tra le lacrime, perché è il classico esempio di omofobia travestita da vittimismo. La paura, l’avversione, il disgusto verso l’omosessualità si maschera da difesa della famiglia tradizionale dai pericolosi nemici “gender“.

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Una bimba, due mamme, tre cuori uniti e tanti che non sanno e non vogliono vedere

Da un lato la sentenza che riconosce per la prima volta in Italia la stepchild adoption in una famiglia omogenitoriale. E si può discutere sulla bontà di una famiglia composta da due madri o due padri, sulla mancanza di figure educative duali complementari e sulla scelta di mettere al mondo un bambino in maniera non convenzionale. Ognuno ha le sue idee sull’argomento. Ma poi ci sono le reazioni dei privati sui social network e della stampa in particolare che stravolgono il fatto (e quindi fanno cattivo giornalismo) a uso e consumo di un’ideologia estremista e assoluta. Invece di raccontare l’episodio di cronaca per quello che è (e magari commentarlo da più punti di vista), confondono le acque e creano allarmismo attraverso interventi a senso unico. Continua a leggere “Una bimba, due mamme, tre cuori uniti e tanti che non sanno e non vogliono vedere”

Non vergognarti mai (di ciò che sei e di rispondere con un pugno)

Sono passati 24 anni da quando quello mi piantò una chiave in una spalla e io reagii per la prima volta rendendogli pan per focaccia. Niente armi, perchè sono da vigliacchi, ma solo con le mani. Avevo tredici anni, abitavo in un palazzo enorme di un quartiere popolare. Uno di quei condomini con tanti portoni, un cortile dove scorrazzare e ragazzi di ogni età che giocano a calcio d’estate, vanno in bici, formano bande rivali, si fanno la guerra.

Erano la fine degli anni ’80 e io ero considerato un frocio. Avevo già la consapevolezza di essere omosessuale, non sapevo cosa ciò avrebbe comportato per il mio futuro e mi vergognavo se solo qualcuno poteva mettere in dubbio il mio essere come tutti gli altri. Facevo di tutto per nascondere queste emozioni perverse, la struggente e incontrollabile attrazione verso quei ragazzi più grandi che facevano gruppo da soli e io potevo solo ammirare da lontano. Li guardavo di nascosto, mentre vagavo con la mia Bmx rossa, fratellino al seguito, giocando con pochi ragazzini considerati sfigati da tutti. D’estate, quando ci ritrovavamo tutti in cortile, ero innamorato dei loro peli sulle gambe, di quella barba da sedicenni che qualcuno più sviluppato già si radeva settimanalmente e dei muscoli sulle braccia e sul torace che io, ancora bambino vedevo come irraggiungibili.

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Rassicurami, pentiti, redimiti e lasciati discriminare

La cosa che più mi sconvolge è che la Madre Superiore Eugenia è convinta che un insegnante gay non possa stare a contatto coi bambini. Deve tutelarli, dice lei. Deve rendere conto alle famiglie, continua. Non si può correre il rischio così grande di lasciare degli innocenti in balia di… di cosa? Ecco cos’è l’omofobia: un pregiudizio che diventa paura e dunque discriminazione, la diversità (presunta) che atterrisce perché se sei diverso da me devi per forza essere un pericolo per me e chi mi è intorno.

american-horror-story-asylum-jessica-langeIl caso è quello di Trento. In una scuola privata parificata diretta dalle suore, un’insegnante non vedrà il suo contratto rinnovato dopo cinque anni di fruttuosa collaborazione, in quanto ritenuta lesbica. Le maledette voci di corridoio hanno portato la madre superiora a convocare la professoressa , a farle i complimenti per il lavoro svolto e poi a chiederle se è vero ciò che si dice in giro di lei, cioè che è omosessuale e addirittura vive con un’altra donna. Continua a leggere “Rassicurami, pentiti, redimiti e lasciati discriminare”