Come si costruisce una bufala omofoba e si istiga alla violenza

La strategia è sempre la stessa: insinuare, insultare, spaventare. È facile quando il tuo target di riferimento non ha gli strumenti per capire dove finisce la verità e inizia la calunnia. E così, testate lontane parenti acquisite del giornalismo, vanno a caccia di occasioni per spargere odio e diffondere falsi allarmi.

Vi racconto uno degli ultimi casi, fulgido esempio di come gli estremisti cattolici nascondono dietro una croce i loro comportamenti squadristi. Continue reading “Come si costruisce una bufala omofoba e si istiga alla violenza”

In Cecenia sono tutti maschi 

E’ la storia che ritorna, quella che in tanti non conoscono e che citano spesso a sproposito. La storia di una persecuzione fatta di arresti, torture, violenze sistematiche, campi di concentramento. Le notizie che giungono dalla Cecenia sulla violenza alle persone omosessuali ci riportano al periodo fascista, così dannatamente simile nell’avversione e nella stupida convinzione che l’omosessualità si possa estirpare. Continue reading “In Cecenia sono tutti maschi “

La dottoressa alle grandi manovre 

Ho deciso di scrivere questo post quando, pensando a Silvana De Mari, la dottoressa entrata prepotentemente nell’olimpo dei cattomofobi italiani più agguerriti, mi è venuto un soprannome: ani ruggenti.

Silvana De Mari è un medico chirurgo, specializzato in endoscopia e psicologia cognitiva, scrittrice di libri fantasy (Amorth, quanto mi manchi!), che nelle ultime settimane si è lanciata in dissertazioni su omosessualità e sesso, lasciandosi andare a considerazioni piuttosto controverse, suggestive e deliranti che hanno attirato l’attenzione dei media.

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Se la Lega non vuole rispettare la legge

Una sindaca leghista fa il suo dovere e celebra l’unione civile tra due uomini, il suo partito minaccia di cacciarla. Non sia mai che si rispetti la legge e si riconosca dignità a una coppia omosessuale, vero?

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Maria Scardellato, sindaca di Oderzo

È accaduto qualche giorno fa a Oderzo, in provincia di Treviso. Maria Scardellato eletta pochi mesi fa tra le fila del Carroccio ha fatto semplicemente ciò che ogni rappresentante locale dello Stato dovrebbe fare, eseguire le disposizioni della legge italiana. Siccome in questo Paese però tutto vale tutto, la dignità delle persone può essere calpestata impunemente e chiunque può permettersi di dire che alcuni cittadini, solo in virtù del loro orientamento sessuale, devono essere discriminati. Pertanto, chi non mette in atto la discriminazione non rispettando la legge andrà incontro a ritorsioni. Continue reading “Se la Lega non vuole rispettare la legge”

Ho visto che il futuro non fa affatto paura

Ho visto la gente in piazza, oggi. Quella di Bologna, tanta e variopinta. Ragazzi, tanti ragazzi, ma non solo loro, perché sarebbe facile pensare che la battaglia per l’uguaglianza dei diritti civili riguardi solo i ventenni. Ho visto quarantenni, cinquantenni, anziani, tutti cittadini con il desiderio di condividere l’urlo di una ferita aperta da troppo tempo e che è diventata cronica infezione.

20160123_160036-1Ho visto semplicità, gioia di ritrovarsi senza necessariamente gli orpelli di un palco dal quale cercare visibilità mediatica. C’erano tutti quelli che contano all’evento SvegliatItalia di Piazza Nettuno, ma erano tra la folla, perché non è più tempo di appendere cappelli al chiodo dell’interesse politico, ora è necessario stringersi e urlare a chi sarà a Palazzo Madama a decidere per noi che ci siamo, esistiamo e non smetteremo mai di pretendere ciò che ci è dovuto come cittadini italiani ed europei. Continue reading “Ho visto che il futuro non fa affatto paura”

Cattofascisti: ma chi paga?

Hanno imparato ad usare la rete e lo sanno fare meglio di noi. I cattolici fondamentalisti hanno studiato, si sono guardati intorno e si sono dati da fare. Hanno invaso i social, rimpallano i contenuti di quei loro quattro, cinque siti amici e sono riusciti a fare lobby, ciò che il movimento LGBT pare non saper più fare.

Non è mica un caso se personaggi ambigui hanno trovato notorietà e spazio anche nei salotti televisivi più popolari dai quali insultano senza vergogna e senza contraddittorio. Hanno stretto alleanze politiche, si muovono in gruppo e sono solidali. Riescono a rendere più virali di quel che pensiamo i loro contenuti, perché raggiungono le famiglie nelle parrocchie (e in Italia, lo sappiamo, il catechismo lo frequentano praticamente tutti i bambini), a scuola (l’ora di religione con insegnanti scelti dal vescovo ma pagati da noi), nelle associazioni (la maggior parte, in Italia sono di ispirazione cattolica se non clericali).
Quella parte importante di solidarietà sociale che lo Stato ha delegato alla Chiesa attraverso la Caritas, il volontariato, l’assistenza, le iniziative di intrattenimento, si sta ritorcendo contro di noi.

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Come vorrei questo stivale da drag queen

Sinodo 2015, documento finale: “Nei confronti delle famiglie che vivono l’esperienza di avere al loro interno persone con tendenza omosessuale, la Chiesa ribadisce che ogni persona, indipendentemente dalla propria tendenza sessuale, vada rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto, con la cura di evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione. Si riservi una specifica attenzione anche all’accompagnamento delle famiglie in cui vivono persone con tendenza omosessuale”.

Sui matrimoni gay «non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia. Il Sinodo ritiene in ogni caso del tutto inaccettabile che le Chiese locali subiscano delle pressioni in questa materia e che gli organismi internazionali condizionino gli aiuti finanziari ai Paesi poveri all’introduzione di leggi che istituiscano il ‘matrimonio’ fra persone dello stesso sesso”. Continue reading “Come vorrei questo stivale da drag queen”

Le differenze sono solo nella mente di chi vuole imporle

Il sig. Carlo Rossetti lascia un lungo commento al mio penultimo post. Il suo testo si può dividere sostanzialmente in tre parti. La prima, nella quale fa riferimento ai toni esacerbati tra omofobi e persone GLBT, rei di rispondere per le rime a chi paventa inesistenti pericoli e calamità per le loro famiglie in caso di riconoscimento di diritti alle coppie omosessuali. Nella seconda fa appello ad una certa ragionevolezza e a una selezione piuttosto ovvia di luoghi comuni sulla disgnità dell’individuo indipendentemente dall’orientamento sessuale.

Mi concentro sulla terza parte, che offre spunti di riflessione interessanti. Nonostante la disponibilità al confronto il sig. Carlo Rossetti testimonia con il suo pacato commento alcune lacune e pericolosi stereotipi. Proviamo a estrapolare alcune frasi chiave per intavolare una discussione costruttiva. Continue reading “Le differenze sono solo nella mente di chi vuole imporle”

Mario “Revergination” Adinolfi

Ma io Mario Adinolfi in fondo lo capisco. Sta investendo tutto in questa nuova carriera di omofobo clericoltranzista.
Finora non ce l’ha mai fatta a diventare davvero qualcuno: deputato di rincalzo e politico inesistente anche se si picca di aver fondato il Pd (io non ne andrei così fiero…), conduttore tv senza traccia, e anche come giocatore di poker (ma questa passione non lo fa tanto benvolere ai suoi amici credenti, meglio soprassedere) . Va compreso, questa è l’ultima carta che gli è rimasta pe’ campà senza lavorà. Continue reading “Mario “Revergination” Adinolfi”

Ti spiegherò perché sei un assassino


Guarda gli occhi di Leelah Alcorn. Non hanno sesso. Non potresti dire se quelle castagne marroni appartengono ad un maschio o una femmina a meno di non guardare tutto il viso. E anche allora avresti qualche dubbio, perchè Leelah ha una faccia dolce, con i lineamenti indecisi tipici degli adolescenti.

Leelah

Leelah si sentiva una ragazza fin da quando aveva 4 anni. Geneticamente era maschio, con le caratteristiche genitali e fisiche nelle quali non si riconosceva e che desiderava cambiare, per “transitare” verso la fisicità femminile corrispondente alla identità che sentiva sua.
Leelah anagraficamente era Joshua e uso il passato perché ha scelto di ammazzarsi in un modo atroce lo scorso 28 dicembre, si è gettata sotto un enorme tir che correva a gran velocità lungo un’autostrada dell’Ohio negli Usa. Aveva solo 17 anni e su Tumblr, in una lettera lucida e drammatica ha rivelato il perché ha scelto di farla finita.

La sua morte è imputabile alla fede in dio. Quella dietro alla quale anche tu ti nascondi. L’ennesimo suicidio di un ragazzino GLBT è colpa tua.
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