Shitstorm, lanci la merda e nascondi la mano che puzza

Non mi era ancora capitato di essere vittima di un troll. Può succedere a tutti quelli che bazzicano sui social, ma è fastidioso soprattutto se il disturbatore non si limita a insultarti in quanto omosessuale, ma copia il tuo account twitter con tanto di foto e nome simile per molestare i tuoi amici e personaggi pubblici al solo scopo di infangarti.

Il problema non sono gli insulti, sono abbastanza grandicello da farmeli scivolare addosso e nel caso so rispondere a dovere. Un “frocio” mi fa ridere, ma se ti spacci per me le cose cambiano. Il furto d’identità è un reato e oltre a segnalare il troll sul social media mi sono rivolto alle autorità competenti.

Il ragionamento che condivido è sulla genesi di questo tipo di violenza. A me sembra l’espressione più concreta dell’odio omofobico che negli ultimi anni è diffuso dalla compagine cattolica oltranzista, la quale ne fa orgogliosamente un vessillo. Continua a leggere “Shitstorm, lanci la merda e nascondi la mano che puzza”

#5coltellate: Giulio dei giovani

Vi voglio raccontare cinque storie di sacerdoti alle prese con i loro demoni e una morale cattolica che porta a nascondere piuttosto che affrontare.

Sono cinque storie vere di cui sono venuto a conoscenza o che ho in qualche modo vissuto. Non vi dirò mai quali riguardano da vicino me o persone che si sono confidate, perché fortunatamente sono vicende ormai concluse, sepolte nella memoria di chi le ha affrontate da lunghi anni di cambiamenti e lotte. Tutte le situazioni e i personaggi inoltre sono romanzati, è impossibile ricondurli a qualche fatto specifico anche conoscendomi personalmente.

Sono #5coltellate al perbenismo ecclesiastico e a quella morale sessuale che distrugge e non costruisce, alle menzogne che provocano danni a volte irreparabili. Io non giudico nessuno e mi limito a narrare, perché credo che in fondo tutti siano vittime di un sistema che è malato al suo interno e preferisce non saperlo.

Questa prima coltellata è particolarmente dolorosa, anche se forse meno profonda di altre che in futuro racconterò.

Potete leggerla sul bog, o scaricare i files epub o pdf che troverete.
Mi farebbe piacere se commentaste qui o su Twitter, con l’hashtag #5coltellate.

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Recidivo e ribelle, contro il Catechismo infame

 

Il Catechismo della Chiesa cattolica è un volumazzo di oltre 900 pagine, la summa del credo e delle opinioni su ogni aspetto della  religione e della vita. E’ stato promulgato nel 1992 e ancora oggi è il riferimento principale per essere buoni cristiani e osservanti fedeli dei precetti della Chiesa. E’ alla base dell’insegnamento della religione fin dalla scuola elementare e permea l’obbligatoria dottrina per prepararsi alla Comunione e alla Cresima. Il Catechismo è la base di tutto ciò che le chiese fanno quotidianamente e di quanto la Chiesa afferma in via ufficiale e non ufficiale.

La prima parte del documento tratta la Fede nel suo specifico teologico. La seconda l’aspetto liturgico della Fede stessa, quindi la manifestazione del Credo. La terza entra nel merito della vita del fedele e dei fenomeni quotidiani ordinati secondo quei principi di fede, mentre l’ultima riguarda la preghiera.

Ciò che da sempre mi sta più a cuore è proprio la terza parte, quella che parla della vita di ognuno e che propone delle norme  di comportamento. Non mancano alcuni paragrafi sull’omosessualità, posti subito dopo le “offese alla castità“. Quelle poche righe rappresentano il manifesto ideologico della Chiesa e la fonte di ispirazione delle tante dichiarazioni di ostilità ai diritti civili e alla piena dignità delle persone GLBT.

Sono un recidivo, perchè più volte nel corso della mia vita mi sono confrontato con questo testo e sempre da angolazioni diverse. Al termine di un travagliato percorso però ho trovato uno stabile equilibrio che ha fatto di me un nemico giurato della Chiesa stessa. Oggi sono un recidivo perchè torno a leggere quei passi che tanto mi hanno fatto male in passato, ma con una coscienza diversa, finalmente libera, laica e disincantata. E sono orgoglioso di poterlo fare. Continua a leggere “Recidivo e ribelle, contro il Catechismo infame”

Fuoco Rosso Fuoco Nero, libera storia di Alfredo Ormando

Forse qualcuno ha sentito il suo nome e ricorda la sua storia. Molti, soprattutto i più giovani non sanno chi sia. Io tanti anni fa rimasi colpito dalla vicenda di Alfredo Ormando e decisi di raccontarla.

Mi informai il più possibile su di lui e poi provai a interpretare la sua vita con la consapevolezza di chi ha vissuto il rifiuto sulla propria pelle. Sono pochi gli omosessuali fortunati che non hanno provato cosa voglia dire disprezzo, violenza, solitudine e credo che il dolore abbia radici comuni. L’empatia con Alfredo mi spinse all’epoca a esorcizzare la mia angoscia raccontando la sua.

Quello che ne è uscito fuori è un racconto breve che oggi vi ripropongo: “Fuoco rosso fuoco nero, libera storia di Alfredo Ormando” .

Non aggiungo altro, perchè non servono spiegazioni, è tutto in queste poche pagine che potete scaricare in formato Pdf e Epub.

Epub              Pdf

Il distopico carnefice che si mascherò da vittima

Avete impegni per il 18 settembre? Vi va di assistere ad uno spettacolo grottesco, venato di orrore, inquietudine e che poggia sul ribaltamento della realtà? Tipo una rappresentazione di 1984 di Orwell o La fattoria degli animali, che mette in scena un mondo distopico dove tutto è il contrario di tutto.

Se avete tempo, fate un salto a Roma, al Teatro Don Orione, per partecipare al Convegno sulle “Teorie di genere”.

Ho visto in rete il manifestino che trovate in testata al post. E ho riso. Ma tra le lacrime, perché è il classico esempio di omofobia travestita da vittimismo. La paura, l’avversione, il disgusto verso l’omosessualità si maschera da difesa della famiglia tradizionale dai pericolosi nemici “gender“.

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Una bimba, due mamme, tre cuori uniti e tanti che non sanno e non vogliono vedere

Da un lato la sentenza che riconosce per la prima volta in Italia la stepchild adoption in una famiglia omogenitoriale. E si può discutere sulla bontà di una famiglia composta da due madri o due padri, sulla mancanza di figure educative duali complementari e sulla scelta di mettere al mondo un bambino in maniera non convenzionale. Ognuno ha le sue idee sull’argomento. Ma poi ci sono le reazioni dei privati sui social network e della stampa in particolare che stravolgono il fatto (e quindi fanno cattivo giornalismo) a uso e consumo di un’ideologia estremista e assoluta. Invece di raccontare l’episodio di cronaca per quello che è (e magari commentarlo da più punti di vista), confondono le acque e creano allarmismo attraverso interventi a senso unico. Continua a leggere “Una bimba, due mamme, tre cuori uniti e tanti che non sanno e non vogliono vedere”

Gli intolleranti siamo noi

Noi non facciamo le vittime, noi siamo vittime. Non dimentichiamocelo mai quando gli omofobi hanno il coraggio di affermare che siamo intolleranti e non rispettiamo il loro pensiero.
Gli omosessuali sono una minoranza che in Italia è evidentemente discriminata, in quanto non solo non ha gli stessi diritti della maggioranza eterosessuale, ma è oggetto di sberleffo (se ci va di lusso), insulti e violenza.
Gli episodi di discriminazione e intolleranza sono all’ordine del giorno, come il caso dello scontrino della pizzeria pugliese che riporta il commento del cameriere “mi raccomando so’ ricchioni”, riferito ad alcuni clienti ritenuti gay.
Dare del ricchione è un insulto. Né una provocazione, né un affettuoso nomignolo. E’ una di quelle parole usate per offendere e questo era l’intento del cameriere. Il padrone della pizzeria si è giustamente scusato con i clienti, ma non è l’episodio in sé a destare scalpore, quanto il vespaio di commenti che la diffusione della notizia sulla stampa ha generato.

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Non vergognarti mai (di ciò che sei e di rispondere con un pugno)

Sono passati 24 anni da quando quello mi piantò una chiave in una spalla e io reagii per la prima volta rendendogli pan per focaccia. Niente armi, perchè sono da vigliacchi, ma solo con le mani. Avevo tredici anni, abitavo in un palazzo enorme di un quartiere popolare. Uno di quei condomini con tanti portoni, un cortile dove scorrazzare e ragazzi di ogni età che giocano a calcio d’estate, vanno in bici, formano bande rivali, si fanno la guerra.

Erano la fine degli anni ’80 e io ero considerato un frocio. Avevo già la consapevolezza di essere omosessuale, non sapevo cosa ciò avrebbe comportato per il mio futuro e mi vergognavo se solo qualcuno poteva mettere in dubbio il mio essere come tutti gli altri. Facevo di tutto per nascondere queste emozioni perverse, la struggente e incontrollabile attrazione verso quei ragazzi più grandi che facevano gruppo da soli e io potevo solo ammirare da lontano. Li guardavo di nascosto, mentre vagavo con la mia Bmx rossa, fratellino al seguito, giocando con pochi ragazzini considerati sfigati da tutti. D’estate, quando ci ritrovavamo tutti in cortile, ero innamorato dei loro peli sulle gambe, di quella barba da sedicenni che qualcuno più sviluppato già si radeva settimanalmente e dei muscoli sulle braccia e sul torace che io, ancora bambino vedevo come irraggiungibili.

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Rassicurami, pentiti, redimiti e lasciati discriminare

La cosa che più mi sconvolge è che la Madre Superiore Eugenia è convinta che un insegnante gay non possa stare a contatto coi bambini. Deve tutelarli, dice lei. Deve rendere conto alle famiglie, continua. Non si può correre il rischio così grande di lasciare degli innocenti in balia di… di cosa? Ecco cos’è l’omofobia: un pregiudizio che diventa paura e dunque discriminazione, la diversità (presunta) che atterrisce perché se sei diverso da me devi per forza essere un pericolo per me e chi mi è intorno.

american-horror-story-asylum-jessica-langeIl caso è quello di Trento. In una scuola privata parificata diretta dalle suore, un’insegnante non vedrà il suo contratto rinnovato dopo cinque anni di fruttuosa collaborazione, in quanto ritenuta lesbica. Le maledette voci di corridoio hanno portato la madre superiora a convocare la professoressa , a farle i complimenti per il lavoro svolto e poi a chiederle se è vero ciò che si dice in giro di lei, cioè che è omosessuale e addirittura vive con un’altra donna. Continua a leggere “Rassicurami, pentiti, redimiti e lasciati discriminare”

Il brutto e inutile mondo gay che verrà

Scrivere un post per presentarmi, dire perchè voglio aprire un blog e che messaggio voglio dare al mondo o buttarmi nella mischia direttamente?

A voi frega davvero chi sono (comunque mi trovate su Twitter a fa’ casino) o magari leggere un contributo ad un argomento? Ecco dai, lasciamo da parte le presentazioni ed entriamo nel vivo. Sono stato colpito da un articolo pubblicato sul blog di Costanza Miriano, ipercattolica fautrice della donna sottomessa all’uomo, di un sacerdote che parla di pesci spada per dimostrare quanto sono brutti e cattivi i gay. Ecco il modo migliore per inaugurare il mio blog, rispondergli da qui (che la signora Miriano censura i commenti non in linea con l’alto profilo omofobo del suo blog). Leggete il suo post (lo so che fate aumentare il numero di visualizzazioni, ma vi tocca farlo), poi tornate qui che lo commentiamo insieme. Continua a leggere “Il brutto e inutile mondo gay che verrà”