Se omosessuale non è naturale

Ci risiamo. Le Sentinelle in piedi, in cerca di visibilità visto che nessun giornale serio si occupa più di loro, decidono di manifestare a Sanremo. Motivo della loro impietrita ostentazione di fissità neuronale è la presenza al Festival di due ospiti troppo gay e con troppo senso paterno secondo i loro standard: Ricky Martin e Tiziano Ferro.

Ricky Martin ha due figli avuti ricorrendo alla pratica (legale in Usa e Canada) della GPA e Tiziano Ferro è colpevole di aver dichiarato che gli piacerebbe diventare padre.

Il loro comunicato è un delirio di inesattezze, insulti alla minoranza già discriminata LGBT e fandonie circa la pratica della gestazione per altri.

Se volete bearvi di una lettura fantasy della ricostruzione delle ultime edizioni del Festival godetevi il testo nel quale le Sentinelle annunciano la manifestazione sabato 11 febbraio.
Come leggere il Signore degli anelli dal punto di vista di Sauron. Continua a leggere “Se omosessuale non è naturale”

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La dottoressa alle grandi manovre 

Ho deciso di scrivere questo post quando, pensando a Silvana De Mari, la dottoressa entrata prepotentemente nell’olimpo dei cattomofobi italiani più agguerriti, mi è venuto un soprannome: ani ruggenti.

Silvana De Mari è un medico chirurgo, specializzato in endoscopia e psicologia cognitiva, scrittrice di libri fantasy (Amorth, quanto mi manchi!), che nelle ultime settimane si è lanciata in dissertazioni su omosessualità e sesso, lasciandosi andare a considerazioni piuttosto controverse, suggestive e deliranti che hanno attirato l’attenzione dei media.

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Ho visto che il futuro non fa affatto paura

Ho visto la gente in piazza, oggi. Quella di Bologna, tanta e variopinta. Ragazzi, tanti ragazzi, ma non solo loro, perché sarebbe facile pensare che la battaglia per l’uguaglianza dei diritti civili riguardi solo i ventenni. Ho visto quarantenni, cinquantenni, anziani, tutti cittadini con il desiderio di condividere l’urlo di una ferita aperta da troppo tempo e che è diventata cronica infezione.

20160123_160036-1Ho visto semplicità, gioia di ritrovarsi senza necessariamente gli orpelli di un palco dal quale cercare visibilità mediatica. C’erano tutti quelli che contano all’evento SvegliatItalia di Piazza Nettuno, ma erano tra la folla, perché non è più tempo di appendere cappelli al chiodo dell’interesse politico, ora è necessario stringersi e urlare a chi sarà a Palazzo Madama a decidere per noi che ci siamo, esistiamo e non smetteremo mai di pretendere ciò che ci è dovuto come cittadini italiani ed europei. Continua a leggere “Ho visto che il futuro non fa affatto paura”

Cattofascisti: ma chi paga?

Hanno imparato ad usare la rete e lo sanno fare meglio di noi. I cattolici fondamentalisti hanno studiato, si sono guardati intorno e si sono dati da fare. Hanno invaso i social, rimpallano i contenuti di quei loro quattro, cinque siti amici e sono riusciti a fare lobby, ciò che il movimento LGBT pare non saper più fare.

Non è mica un caso se personaggi ambigui hanno trovato notorietà e spazio anche nei salotti televisivi più popolari dai quali insultano senza vergogna e senza contraddittorio. Hanno stretto alleanze politiche, si muovono in gruppo e sono solidali. Riescono a rendere più virali di quel che pensiamo i loro contenuti, perché raggiungono le famiglie nelle parrocchie (e in Italia, lo sappiamo, il catechismo lo frequentano praticamente tutti i bambini), a scuola (l’ora di religione con insegnanti scelti dal vescovo ma pagati da noi), nelle associazioni (la maggior parte, in Italia sono di ispirazione cattolica se non clericali).
Quella parte importante di solidarietà sociale che lo Stato ha delegato alla Chiesa attraverso la Caritas, il volontariato, l’assistenza, le iniziative di intrattenimento, si sta ritorcendo contro di noi.

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Censurato Gayburg, protestiamo con #FreeGayburg

Fatemi un piacere, andate su Google e cercate “Gayburg. Lo so che conoscete già uno dei siti italiani più autorevoli e interessanti, capace di parlare senza troppi giri di parole di diritti GLBT documentando in modo puntuale le menzogne omofobe che i gruppi cattofascisti rivolgono alla comunità omosessuale. Ma vi prego, fatelo.

Non c’è nessun risultato, vero? Esatto, Gayburg è scomparso dal motore di ricerca più importante del mondo, non è più possibile condividere sui social i suoi articoli e se digitate per esteso l’url del sito http://gayburg.blogspot.it vi apparirà questa frase:

gayburg4

In seguito a massicce segnalazioni da parte di ignoti, la piattaforma Blogger ha deciso di limitare fortemente Gayburg, trattandolo alla stregua di un sito pornografico, con contenuti sensibili da non rendere pubblici.

I paladini della (loro) libertà di espressione hanno vinto e sono riusciti a spegnere la voce della verità. Continua a leggere “Censurato Gayburg, protestiamo con #FreeGayburg”

In Italia non siamo più tutti maschi

I nostri comportamenti non sono frutto dell’istinto del momento o di una semplice convinzione personale. L’educazione ricevuta dai genitori e l’esempio della società forniscono alla nostra mente tutta una serie di script che codificano atteggiamenti e comportamenti. Crediamo siano naturali e sempre esistiti, ma non è così. Sono costruzioni sociali cui aderiamo e facciamo nostri, finendo per adeguarci a ciò che gli altri si aspettano da noi.

Fino a qualche decennio fa uno script prevedeva un ruolo specifico e subalterno tra uomo e donna. Il primo dedito al lavoro e presenza distante e autoritaria in casa, la seconda relegata in cucina, impegnata a crescere i figli e senza aspirazioni particolari. Sto semplificando, ovviamente, ma la mia compianta nonna credeva davvero che una donna che lavorasse fosse una specie di poco di buono e giusto il lavoro di maestra era tollerato perché a contatto coi bambini, quindi legato al ruolo educativo cui la “femmina” era destinata.

Il concetto di script si allarga alle aspirazioni, ai modelli comportamentali che inseguiamo e a ciò che vogliamo costruire lungo tutta la vita. Sono comportamenti sociologici non immutabili, ma che variano lungo i secoli e addirittura nell’arco di pochi anni.
Ciò che era considerato normale cinquant’anni fa non lo è più ora, tanto per intenderci.

Ciò di cui vi voglio parlare sono gli script delle persone omosessuali. Continua a leggere “In Italia non siamo più tutti maschi”

#5coltellate: Stringo solo l’aria

Secondo appuntamento con #5coltellate, il ciclo di racconti su sacerdoti dai sentimenti e dai comportamenti controversi.

Questa è una stilettata profonda, ma più delicata rispetto al primo racconto. E’ la storia di un amore di ritorno, di quelli che ti sconvolgono la vita proprio quando non vorresti. Sono gli amori che hanno il sapore amaro del fallimento annunciato e non puoi evitarli, solo affrontare le conseguenze di quel che accadrà.

E’ una storia vera esattamente come la prima che ho pubblicato qualche settimana fa. Mi è stata raccontata, non l’ho vissuta in prima persona, ma mi ha colpito molto e la condivido con voi. Ovviamente ho romanzato la vicenda. Nomi, situazioni e anche i luoghi non sono quelli originari.

La copertina del racconto è stata realizzata da @Fabiowhat, amico di Twitter che ringrazio per la generosità (e la pazienza).

Come sempre, potete leggere il racconto direttamente sul blog o scaricare gratuitamente i file .epub e .pdf per una lettura più comoda sui vostri dispositivi.

Sono graditi commenti qui e su Twitter!

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Shitstorm, lanci la merda e nascondi la mano che puzza

Non mi era ancora capitato di essere vittima di un troll. Può succedere a tutti quelli che bazzicano sui social, ma è fastidioso soprattutto se il disturbatore non si limita a insultarti in quanto omosessuale, ma copia il tuo account twitter con tanto di foto e nome simile per molestare i tuoi amici e personaggi pubblici al solo scopo di infangarti.

Il problema non sono gli insulti, sono abbastanza grandicello da farmeli scivolare addosso e nel caso so rispondere a dovere. Un “frocio” mi fa ridere, ma se ti spacci per me le cose cambiano. Il furto d’identità è un reato e oltre a segnalare il troll sul social media mi sono rivolto alle autorità competenti.

Il ragionamento che condivido è sulla genesi di questo tipo di violenza. A me sembra l’espressione più concreta dell’odio omofobico che negli ultimi anni è diffuso dalla compagine cattolica oltranzista, la quale ne fa orgogliosamente un vessillo. Continua a leggere “Shitstorm, lanci la merda e nascondi la mano che puzza”

#5coltellate: Giulio dei giovani

Vi voglio raccontare cinque storie di sacerdoti alle prese con i loro demoni e una morale cattolica che porta a nascondere piuttosto che affrontare.

Sono cinque storie vere di cui sono venuto a conoscenza o che ho in qualche modo vissuto. Non vi dirò mai quali riguardano da vicino me o persone che si sono confidate, perché fortunatamente sono vicende ormai concluse, sepolte nella memoria di chi le ha affrontate da lunghi anni di cambiamenti e lotte. Tutte le situazioni e i personaggi inoltre sono romanzati, è impossibile ricondurli a qualche fatto specifico anche conoscendomi personalmente.

Sono #5coltellate al perbenismo ecclesiastico e a quella morale sessuale che distrugge e non costruisce, alle menzogne che provocano danni a volte irreparabili. Io non giudico nessuno e mi limito a narrare, perché credo che in fondo tutti siano vittime di un sistema che è malato al suo interno e preferisce non saperlo.

Questa prima coltellata è particolarmente dolorosa, anche se forse meno profonda di altre che in futuro racconterò.

Potete leggerla sul bog, o scaricare i files epub o pdf che troverete.
Mi farebbe piacere se commentaste qui o su Twitter, con l’hashtag #5coltellate.

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Gli intolleranti siamo noi

Noi non facciamo le vittime, noi siamo vittime. Non dimentichiamocelo mai quando gli omofobi hanno il coraggio di affermare che siamo intolleranti e non rispettiamo il loro pensiero.
Gli omosessuali sono una minoranza che in Italia è evidentemente discriminata, in quanto non solo non ha gli stessi diritti della maggioranza eterosessuale, ma è oggetto di sberleffo (se ci va di lusso), insulti e violenza.
Gli episodi di discriminazione e intolleranza sono all’ordine del giorno, come il caso dello scontrino della pizzeria pugliese che riporta il commento del cameriere “mi raccomando so’ ricchioni”, riferito ad alcuni clienti ritenuti gay.
Dare del ricchione è un insulto. Né una provocazione, né un affettuoso nomignolo. E’ una di quelle parole usate per offendere e questo era l’intento del cameriere. Il padrone della pizzeria si è giustamente scusato con i clienti, ma non è l’episodio in sé a destare scalpore, quanto il vespaio di commenti che la diffusione della notizia sulla stampa ha generato.

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