Come si costruisce una bufala omofoba e si istiga alla violenza

La strategia è sempre la stessa: insinuare, insultare, spaventare. È facile quando il tuo target di riferimento non ha gli strumenti per capire dove finisce la verità e inizia la calunnia. E così, testate lontane parenti acquisite del giornalismo, vanno a caccia di occasioni per spargere odio e diffondere falsi allarmi.

Vi racconto uno degli ultimi casi, fulgido esempio di come gli estremisti cattolici nascondono dietro una croce i loro comportamenti squadristi. Continue reading “Come si costruisce una bufala omofoba e si istiga alla violenza”

Cattofascisti: ma chi paga?

Hanno imparato ad usare la rete e lo sanno fare meglio di noi. I cattolici fondamentalisti hanno studiato, si sono guardati intorno e si sono dati da fare. Hanno invaso i social, rimpallano i contenuti di quei loro quattro, cinque siti amici e sono riusciti a fare lobby, ciò che il movimento LGBT pare non saper più fare.

Non è mica un caso se personaggi ambigui hanno trovato notorietà e spazio anche nei salotti televisivi più popolari dai quali insultano senza vergogna e senza contraddittorio. Hanno stretto alleanze politiche, si muovono in gruppo e sono solidali. Riescono a rendere più virali di quel che pensiamo i loro contenuti, perché raggiungono le famiglie nelle parrocchie (e in Italia, lo sappiamo, il catechismo lo frequentano praticamente tutti i bambini), a scuola (l’ora di religione con insegnanti scelti dal vescovo ma pagati da noi), nelle associazioni (la maggior parte, in Italia sono di ispirazione cattolica se non clericali).
Quella parte importante di solidarietà sociale che lo Stato ha delegato alla Chiesa attraverso la Caritas, il volontariato, l’assistenza, le iniziative di intrattenimento, si sta ritorcendo contro di noi.

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Chi vive davvero non si butta via

Io ero un Giorgio Ponte. E vivevo come lui. In una delle mie tante vite infatti ero un omosessuale represso che detestava il proprio orientamento e cercava in ogni modo di combatterlo, recuperare ciò che pensava che in un momento preciso della sua vita era andato smarrito. Ero un ragazzo che aveva scelto di rifiutare una parte di sé per credere ad una promessa di presunta normalità da parte di chi, tra l’altro, viveva una situazione tutt’altro che normale, appartenente alla maggioranza. Continue reading “Chi vive davvero non si butta via”

Costanza Miriano, io ti ammiro (anche se sei femmina)

Ciao Costanza,

o Costi, che fa tanto confidenza tra amiche, io ti ammiro. Professionalmente, s’intende. Mi occupo di comunicazione aziendale e posso solo imparare da chi come te è così abile nello scrivere e nell’utilizzare i social per compattare il proprio pubblico, o nel tuo caso, fanbase.

Quotidianamente ricordi quanto sei superficiale in quanto donna e quindi bisognosa di un uomo forte e razionale che ti ricordi qual è il tuo posto naturale. Porti avanti con caparbietà il tuo concetto di “sottomissione femminile” e dunque ogni post su facebook è un proliferare di frivolezze, battutine e mioddioquantosonoscemasonosolounafemmina. Fosse stato per te non avremmo mai avuto la Cristoforetti nello spazio, la Levi Montalcini e Nilde Iotti in politica. Continue reading “Costanza Miriano, io ti ammiro (anche se sei femmina)”

Recidivo e ribelle, contro il Catechismo infame

 

Il Catechismo della Chiesa cattolica è un volumazzo di oltre 900 pagine, la summa del credo e delle opinioni su ogni aspetto della  religione e della vita. E’ stato promulgato nel 1992 e ancora oggi è il riferimento principale per essere buoni cristiani e osservanti fedeli dei precetti della Chiesa. E’ alla base dell’insegnamento della religione fin dalla scuola elementare e permea l’obbligatoria dottrina per prepararsi alla Comunione e alla Cresima. Il Catechismo è la base di tutto ciò che le chiese fanno quotidianamente e di quanto la Chiesa afferma in via ufficiale e non ufficiale.

La prima parte del documento tratta la Fede nel suo specifico teologico. La seconda l’aspetto liturgico della Fede stessa, quindi la manifestazione del Credo. La terza entra nel merito della vita del fedele e dei fenomeni quotidiani ordinati secondo quei principi di fede, mentre l’ultima riguarda la preghiera.

Ciò che da sempre mi sta più a cuore è proprio la terza parte, quella che parla della vita di ognuno e che propone delle norme  di comportamento. Non mancano alcuni paragrafi sull’omosessualità, posti subito dopo le “offese alla castità“. Quelle poche righe rappresentano il manifesto ideologico della Chiesa e la fonte di ispirazione delle tante dichiarazioni di ostilità ai diritti civili e alla piena dignità delle persone GLBT.

Sono un recidivo, perchè più volte nel corso della mia vita mi sono confrontato con questo testo e sempre da angolazioni diverse. Al termine di un travagliato percorso però ho trovato uno stabile equilibrio che ha fatto di me un nemico giurato della Chiesa stessa. Oggi sono un recidivo perchè torno a leggere quei passi che tanto mi hanno fatto male in passato, ma con una coscienza diversa, finalmente libera, laica e disincantata. E sono orgoglioso di poterlo fare. Continue reading “Recidivo e ribelle, contro il Catechismo infame”

Gli intolleranti siamo noi

Noi non facciamo le vittime, noi siamo vittime. Non dimentichiamocelo mai quando gli omofobi hanno il coraggio di affermare che siamo intolleranti e non rispettiamo il loro pensiero.
Gli omosessuali sono una minoranza che in Italia è evidentemente discriminata, in quanto non solo non ha gli stessi diritti della maggioranza eterosessuale, ma è oggetto di sberleffo (se ci va di lusso), insulti e violenza.
Gli episodi di discriminazione e intolleranza sono all’ordine del giorno, come il caso dello scontrino della pizzeria pugliese che riporta il commento del cameriere “mi raccomando so’ ricchioni”, riferito ad alcuni clienti ritenuti gay.
Dare del ricchione è un insulto. Né una provocazione, né un affettuoso nomignolo. E’ una di quelle parole usate per offendere e questo era l’intento del cameriere. Il padrone della pizzeria si è giustamente scusato con i clienti, ma non è l’episodio in sé a destare scalpore, quanto il vespaio di commenti che la diffusione della notizia sulla stampa ha generato.

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