Se la Chiesa non vuole riconoscere la mia apostasia

Dovevo farlo prima, ma sono pigro. La procedura di sbattezzo è un dovere civico per chi, come me, non solo non crede nel dio propinato dalla Chiesa cattolica, ma si considera nemico di quell’istituzione che ancora oggi non lesina a considerare gli omosessuali disordinati, contronatura, sbagliati, peccaminosi.

Ho sbagliato, perché mi sembrava che chiedere la cancellazione dell’avvenuto battesimo significava dare importanza ad un atto nel quale non credo. Invece, dare un segno concreto della propria disobbedienza è un segnale importante, uno schiaffo a chi, dall’alto della propria intoccabile superbia, si erge a giudice e impone bellamente la sua morale repressiva.

A fine settembre ho inviato il modulo con richiesta di sbattezzo alla parrocchia dove 42 anni fa mi fu impartito il primo sacramento. In data 4 ottobre mi ha risposto la Curia vescovile respingendo tale richiesta.
Questa è la lettera che ho ricevuto:

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