#5 coltellate: LEX

Sono passati un po’ di mesi dall’ultimo racconto pubblicato del ciclo #5coltellate ed è con colpevole ritardo che torno a pubblicare una storia su Chiesa, sacerdozio e omosessualità.

E’ stato difficile scrivere questo racconto. E’ per questo che ci ho messo tanto a pubblicarlo, ero indeciso sul testo, su alcune scelte stilistiche e più volte ho premuto i tasti “seleziona tutto” e “canc”. Quello che alla fine è venuto fuori è un ritratto spero accurato e credibile di un ragazzo che esiste davvero, perché anche questa storia come le altre di #5 coltellate sono vere, anche se ho cambiato nomi, situazioni e luoghi.

Come per il precedente episodio questa copertina è stata realizzata da @Fabiowhat, che ringrazio ancora una volta.

Il racconto è leggibile direttamente sul blog continuando la lettura, ma visto che è un po’ lungo vi consiglio di scaricare i file .epub o .pdf che troverete di seguito per una lettura più comoda sui vostri dispositivi. (se ci sono problemi con i file segnalatemelo, grazie!)

Sono graditi commenti qui, su Twitter o su tutti i social dove bazzico quotidianamente. Continua a leggere “#5 coltellate: LEX”

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In Italia non siamo più tutti maschi

I nostri comportamenti non sono frutto dell’istinto del momento o di una semplice convinzione personale. L’educazione ricevuta dai genitori e l’esempio della società forniscono alla nostra mente tutta una serie di script che codificano atteggiamenti e comportamenti. Crediamo siano naturali e sempre esistiti, ma non è così. Sono costruzioni sociali cui aderiamo e facciamo nostri, finendo per adeguarci a ciò che gli altri si aspettano da noi.

Fino a qualche decennio fa uno script prevedeva un ruolo specifico e subalterno tra uomo e donna. Il primo dedito al lavoro e presenza distante e autoritaria in casa, la seconda relegata in cucina, impegnata a crescere i figli e senza aspirazioni particolari. Sto semplificando, ovviamente, ma la mia compianta nonna credeva davvero che una donna che lavorasse fosse una specie di poco di buono e giusto il lavoro di maestra era tollerato perché a contatto coi bambini, quindi legato al ruolo educativo cui la “femmina” era destinata.

Il concetto di script si allarga alle aspirazioni, ai modelli comportamentali che inseguiamo e a ciò che vogliamo costruire lungo tutta la vita. Sono comportamenti sociologici non immutabili, ma che variano lungo i secoli e addirittura nell’arco di pochi anni.
Ciò che era considerato normale cinquant’anni fa non lo è più ora, tanto per intenderci.

Ciò di cui vi voglio parlare sono gli script delle persone omosessuali. Continua a leggere “In Italia non siamo più tutti maschi”

Gli intolleranti siamo noi

Noi non facciamo le vittime, noi siamo vittime. Non dimentichiamocelo mai quando gli omofobi hanno il coraggio di affermare che siamo intolleranti e non rispettiamo il loro pensiero.
Gli omosessuali sono una minoranza che in Italia è evidentemente discriminata, in quanto non solo non ha gli stessi diritti della maggioranza eterosessuale, ma è oggetto di sberleffo (se ci va di lusso), insulti e violenza.
Gli episodi di discriminazione e intolleranza sono all’ordine del giorno, come il caso dello scontrino della pizzeria pugliese che riporta il commento del cameriere “mi raccomando so’ ricchioni”, riferito ad alcuni clienti ritenuti gay.
Dare del ricchione è un insulto. Né una provocazione, né un affettuoso nomignolo. E’ una di quelle parole usate per offendere e questo era l’intento del cameriere. Il padrone della pizzeria si è giustamente scusato con i clienti, ma non è l’episodio in sé a destare scalpore, quanto il vespaio di commenti che la diffusione della notizia sulla stampa ha generato.

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Annonna

Ho sempre amato scrivere e raccontare. Lo faccio da sempre, fin da quando ho iniziato a tenere la penna in mano. E non sono l’unico nella mia famiglia. Ho cercato di declinare questa irrefrenabile passione nel giornalismo, ma un articolo per un quotidiano non è un racconto, ha meccanismi diversi e si scrive con una tecnica particolare che soggiace a regole specifiche.
Quando ho cambiato lavoro non ho avuto particolari rimpianti, anche perché continuo a giocare con le parole anche adesso. E poi ho le mie storie, quelle arrivano da sole e chiedono con insistenza di essere scritte. Io non so dire di no, così butto giù quelle vite attraverso le mani che digitano sulla tastiera o che svolazzano su un quaderno con una penna tra le dita.
Ogni tanto mi piace che vengano lette, così ho pensato di regalarvi questo breve racconto che risale giusto a qualche settimana fa. In fondo alla pagina troverete anche il link per scaricare il file .epub.

Nei commenti fatemi sapere che ne pensate. Nel caso, ripeteremo l’esperienza di condividere qualche racconto.

Continua a leggere “Annonna”