Ho visto che il futuro non fa affatto paura

Ho visto la gente in piazza, oggi. Quella di Bologna, tanta e variopinta. Ragazzi, tanti ragazzi, ma non solo loro, perché sarebbe facile pensare che la battaglia per l’uguaglianza dei diritti civili riguardi solo i ventenni. Ho visto quarantenni, cinquantenni, anziani, tutti cittadini con il desiderio di condividere l’urlo di una ferita aperta da troppo tempo e che è diventata cronica infezione.

20160123_160036-1Ho visto semplicità, gioia di ritrovarsi senza necessariamente gli orpelli di un palco dal quale cercare visibilità mediatica. C’erano tutti quelli che contano all’evento SvegliatItalia di Piazza Nettuno, ma erano tra la folla, perché non è più tempo di appendere cappelli al chiodo dell’interesse politico, ora è necessario stringersi e urlare a chi sarà a Palazzo Madama a decidere per noi che ci siamo, esistiamo e non smetteremo mai di pretendere ciò che ci è dovuto come cittadini italiani ed europei. Continua a leggere “Ho visto che il futuro non fa affatto paura”

Cattofascisti: ma chi paga?

Hanno imparato ad usare la rete e lo sanno fare meglio di noi. I cattolici fondamentalisti hanno studiato, si sono guardati intorno e si sono dati da fare. Hanno invaso i social, rimpallano i contenuti di quei loro quattro, cinque siti amici e sono riusciti a fare lobby, ciò che il movimento LGBT pare non saper più fare.

Non è mica un caso se personaggi ambigui hanno trovato notorietà e spazio anche nei salotti televisivi più popolari dai quali insultano senza vergogna e senza contraddittorio. Hanno stretto alleanze politiche, si muovono in gruppo e sono solidali. Riescono a rendere più virali di quel che pensiamo i loro contenuti, perché raggiungono le famiglie nelle parrocchie (e in Italia, lo sappiamo, il catechismo lo frequentano praticamente tutti i bambini), a scuola (l’ora di religione con insegnanti scelti dal vescovo ma pagati da noi), nelle associazioni (la maggior parte, in Italia sono di ispirazione cattolica se non clericali).
Quella parte importante di solidarietà sociale che lo Stato ha delegato alla Chiesa attraverso la Caritas, il volontariato, l’assistenza, le iniziative di intrattenimento, si sta ritorcendo contro di noi.

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Come vorrei questo stivale da drag queen

Sinodo 2015, documento finale: “Nei confronti delle famiglie che vivono l’esperienza di avere al loro interno persone con tendenza omosessuale, la Chiesa ribadisce che ogni persona, indipendentemente dalla propria tendenza sessuale, vada rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto, con la cura di evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione. Si riservi una specifica attenzione anche all’accompagnamento delle famiglie in cui vivono persone con tendenza omosessuale”.

Sui matrimoni gay «non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia. Il Sinodo ritiene in ogni caso del tutto inaccettabile che le Chiese locali subiscano delle pressioni in questa materia e che gli organismi internazionali condizionino gli aiuti finanziari ai Paesi poveri all’introduzione di leggi che istituiscano il ‘matrimonio’ fra persone dello stesso sesso”. Continua a leggere “Come vorrei questo stivale da drag queen”

8×1000? #Diamoloaloro, alle famiglie povere

Voi lo sapete che se non specificate come destinare l’8×1000 nella vostra dichiarazione dei redditi questo finisce comunque nelle casse capienti della Chiesa Cattolica Apostolica Romana?

Sì, perché per un gioco economico perverso le somme per le quali non è stata specificata la destinazione vengono comunque ripartite in base alla percentuale di quelle espresse.
Siccome la Chiesa Cattolica è l’opzione più scelta da una minoranza di cittadini che non supera mai il 40%, si prende tutto il malloppone, anche i soldi di chi non dichiara nulla.

Non importa se c’è una crisi che ha messo in ginocchio l’economia e le famiglie, se un giovane su due è a casa a far la calza, la Chiesa il suo bottino ce l’ha sempre assicurato. Anzi, per effetto dell’aumento delle tasse, becca sempre di più. Da qualche anno l’8×1000 ha sforato il tetto del miliardo di euro (sì, avete letto bene, 1.000.000.000 di euro) e il Vaticano incassa questi soldi senza pagare le tasse, solo grazie al Concordato che impegna l’Italia a finanziarla a patto che essa resti fuori dalla politica. Come vedete lo Stato si è fatto fregare due volte: la Chiesa sottrae fondi importanti e in cambio i suoi preti sono costantemente in tv e discutono di leggi a più non posso.

Ho una proposta da fare a Papa Francesco e alla CEI di Bagnasco: per un anno l‘8×1000 destiniamolo alle famiglie in stato di povertà. Questo sì che sarebbe un atto caritatevole proprio nei confronti di quella famiglia tradizionale che la Chiesa quotidianamente afferma di voler difendere dalla minaccia dei diritti gay.
#Diamoloaloro: un modo concreto per aiutare le famiglie con genitori senza lavoro, figli da crescere e che non sanno dove sbattere la testa. Continua a leggere “8×1000? #Diamoloaloro, alle famiglie povere”

La Chiesa è una sconfitta per l’umanità

Nel nostro paese il referendum che ha riconosciuto il matrimonio tra omosessuali in Irlanda ha avuto ampia eco, per qualcuno un segnale dei tempi che cambiano, per altri un’aberrazione in una terra un tempo saldamente cattolica, per altri una “sconfitta per l’umanità”.

Questa frase così atroce non è un commento di un cattofascista qualsiasi, un giornalista fallito in cerca di visibilità mediatica o una sposa sottomessa al marito e alla famiglia che propone alle donne di far la maglia ma che sta sempre a spasso. No, è una dichiarazione ufficiale del cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano. Continua a leggere “La Chiesa è una sconfitta per l’umanità”

Siamo stati chiusi in un barattolo

Lo capite vero che è una questione politica? Che la festa (privata, perché per entrare ci vuole la tessera) #CrediciAncora non è in discussione, ma che il problema è la grande ingenuità nel pubblicare quelle foto volgari e offensive? La Chiesa e i suoi adepti più o meno nazisti, più o meno ossessionati dal sesso, più o meno bugiardi non vedono l’ora di avere un pretesto per urlare al loro popolo ignorante quanto i gay sono perversi e irrispettosi degli altri. Che i criminali siamo noi, insomma, e la gggente per bene la vera vittima del nostro “pensiero unico“.

Se non diamo loro occasioni se le inventano, è vero, ma ciò non toglie che pubblicare sul sito ufficiale del Cassero foto con tanto di logo di gente travestita da Cristo che viene impalata con una croce non aiuta la causa. Continua a leggere “Siamo stati chiusi in un barattolo”

Gli intolleranti siamo noi

Noi non facciamo le vittime, noi siamo vittime. Non dimentichiamocelo mai quando gli omofobi hanno il coraggio di affermare che siamo intolleranti e non rispettiamo il loro pensiero.
Gli omosessuali sono una minoranza che in Italia è evidentemente discriminata, in quanto non solo non ha gli stessi diritti della maggioranza eterosessuale, ma è oggetto di sberleffo (se ci va di lusso), insulti e violenza.
Gli episodi di discriminazione e intolleranza sono all’ordine del giorno, come il caso dello scontrino della pizzeria pugliese che riporta il commento del cameriere “mi raccomando so’ ricchioni”, riferito ad alcuni clienti ritenuti gay.
Dare del ricchione è un insulto. Né una provocazione, né un affettuoso nomignolo. E’ una di quelle parole usate per offendere e questo era l’intento del cameriere. Il padrone della pizzeria si è giustamente scusato con i clienti, ma non è l’episodio in sé a destare scalpore, quanto il vespaio di commenti che la diffusione della notizia sulla stampa ha generato.

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