Come si costruisce una bufala omofoba e si istiga alla violenza

La strategia è sempre la stessa: insinuare, insultare, spaventare. È facile quando il tuo target di riferimento non ha gli strumenti per capire dove finisce la verità e inizia la calunnia. E così, testate lontane parenti acquisite del giornalismo, vanno a caccia di occasioni per spargere odio e diffondere falsi allarmi.

Vi racconto uno degli ultimi casi, fulgido esempio di come gli estremisti cattolici nascondono dietro una croce i loro comportamenti squadristi. Continua a leggere “Come si costruisce una bufala omofoba e si istiga alla violenza”

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In Cecenia sono tutti maschi 

E’ la storia che ritorna, quella che in tanti non conoscono e che citano spesso a sproposito. La storia di una persecuzione fatta di arresti, torture, violenze sistematiche, campi di concentramento. Le notizie che giungono dalla Cecenia sulla violenza alle persone omosessuali ci riportano al periodo fascista, così dannatamente simile nell’avversione e nella stupida convinzione che l’omosessualità si possa estirpare. Continua a leggere “In Cecenia sono tutti maschi “

La Chiesa è una sconfitta per l’umanità

Nel nostro paese il referendum che ha riconosciuto il matrimonio tra omosessuali in Irlanda ha avuto ampia eco, per qualcuno un segnale dei tempi che cambiano, per altri un’aberrazione in una terra un tempo saldamente cattolica, per altri una “sconfitta per l’umanità”.

Questa frase così atroce non è un commento di un cattofascista qualsiasi, un giornalista fallito in cerca di visibilità mediatica o una sposa sottomessa al marito e alla famiglia che propone alle donne di far la maglia ma che sta sempre a spasso. No, è una dichiarazione ufficiale del cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano. Continua a leggere “La Chiesa è una sconfitta per l’umanità”

Non vergognarti mai (di ciò che sei e di rispondere con un pugno)

Sono passati 24 anni da quando quello mi piantò una chiave in una spalla e io reagii per la prima volta rendendogli pan per focaccia. Niente armi, perchè sono da vigliacchi, ma solo con le mani. Avevo tredici anni, abitavo in un palazzo enorme di un quartiere popolare. Uno di quei condomini con tanti portoni, un cortile dove scorrazzare e ragazzi di ogni età che giocano a calcio d’estate, vanno in bici, formano bande rivali, si fanno la guerra.

Erano la fine degli anni ’80 e io ero considerato un frocio. Avevo già la consapevolezza di essere omosessuale, non sapevo cosa ciò avrebbe comportato per il mio futuro e mi vergognavo se solo qualcuno poteva mettere in dubbio il mio essere come tutti gli altri. Facevo di tutto per nascondere queste emozioni perverse, la struggente e incontrollabile attrazione verso quei ragazzi più grandi che facevano gruppo da soli e io potevo solo ammirare da lontano. Li guardavo di nascosto, mentre vagavo con la mia Bmx rossa, fratellino al seguito, giocando con pochi ragazzini considerati sfigati da tutti. D’estate, quando ci ritrovavamo tutti in cortile, ero innamorato dei loro peli sulle gambe, di quella barba da sedicenni che qualcuno più sviluppato già si radeva settimanalmente e dei muscoli sulle braccia e sul torace che io, ancora bambino vedevo come irraggiungibili.

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